L'essere celestiale
(seconda parte)


Tina fece un commento e constatò
quanto noi della Terra fossimo ancora lontani
da una realtà cosi semplice
e meravigliosa.

Disse che quanto Raffaele
ci andava dicendo della vita sui pianeti
appartenenti all'Amore Universale
era il sogno di tanti terrestri
che attendono pace e
giustizia.

« Molti uomini della Terra »,

aggiunse Raffaele,

« non amano e non accettano
le leggi universali della creazione.
Altri hanno stravolto queste verità,
le hanno complicate
secondo la durezza della loro mente
e insegnano agli uomini
a portare pesi che neppure essi
sanno portare.
Anche questo fu detto e scritto.
Cosi si verifica che molti fratelli della Terra
disobbediscono alla legge divina
perché sono degli autentici ribelli
e altri perché non la ritengono
reale e giusta.
Quei cattivi maestri
hanno molte responsabilità
nei confronti dei propri fratelli.
Le Scritture
sono molto severe nei confronti di costoro ».

 

 

Io gli dissi, allora,
che mi pareva di avere intuito
che alcune di quelle verità che andava dicendo,
erano state enunciate duemila anni fa
da Gesù di Nazareth.

« Quando voi riferirete ai vostri fratelli della Terra
queste mie parole »,

disse Raffaele,

« ne troverete alcuni
che vi diranno che tutto ciò è una favola;
altri vi diranno
che dal momento che già duemila anni fa
fu dato lo stesso messaggio,
non vedono la necessità che venga riproposto.
Diranno che non c'era
nessun bisogno di riproporlo,
perché essi già lo conoscevano.
Io vi metto in guardia
da costoro.
Se l'uomo della Terra
avesse veramente appreso la lezione
e l'avesse messa in pratica,
noi non saremmo oggi qui
a dirvi queste parole.
Ve ne diremmo altre
e parleremmo di altre cose.
Però non rattristate troppo il vostro cuore:
molti attendono questa nostra parola
e gioiranno nel sentirla ».

 

 

Ci eravamo fermati
accanto ad un cespuglio singolarissimo.
Raffaele, parlando,
lo carezzava e lo ammirava
come si potrebbe fare
con una creatura umana.

Tina aveva riaperto l'ombrello
perché aveva ripreso a piovigginare.
Raffaele non badava all'acqua
che gli cadeva sul capo.

I suoi capelli rimanevano asciutti,
e ciò mi fece pensare che
una particolare energia gli fosse di aiuto.

« La Terra »,

proseguì Raffaele carezzando la pianta,

« era il giardino di Eden citato dalla Scrittura.
Eden è tutto il cosmo
fedele all'Amore
del Padre Creatore.
Un giorno, però,
gli uomini della Terra
vollero mangiare il frutto
della conoscenza del bene e del male.
Esso era proibito
perché dannoso alle creature.
Il Padre aveva dato il suo avvertimento.
Ma i terrestri non vollero fidarsi
dell'ammonimento del Padre,
e cosi iniziarono le loro esperienze:
ebbe inizio, cosi, il ciclo attuale.
Essi, che avevano mangiato
degli infiniti frutti dell'Amore Universale,
vollero mangiare un solo frutto:
quello di voler provare
le poche vie del male.
E dissero anche che l'Amore Universale
era monotono e noioso,
calunniando in tal modo
la divina fantasia creatrice.
L'uomo sostituì allora il male al bene,
l'egoismo all'amore,
la guerra alla pace,
l'involuzione all'evoluzione.
Si abbruti,
e di questo incolpò ancora il Padre
che aveva concesso
una dignitosa libertà nel suo Amore
a tutti i suoi figli.
Ecco cosi realizzarsi le parole:
"Se mangerete di quel frutto proibito ne morrete " ».

Il fratello dello spazio
aveva assunto un aspetto serio,
manifestando una sofferenza interiore
che mi colpi profondamente.

Tina lo guardava in viso con un'aria di attesa.
La luce di quel volto
non veniva mai meno,
e provocava in me un sentimento di speranza.

La sua serena pacatezza
e la bontà delle sue espressioni
facevano intuire
una via di salvezza.

« Come sarà possibile »,

chiese Tina,

« uscire da una situazione che sulla Terra
si trascina da molti millenni? ».

« È tutto scritto »,

disse Raffaele allontanandosi dal cespuglio.

« Tutto fu previsto circa
le libere scelte degli uomini della Terra
e tutto fu predisposto per la salvezza
in un grande piano d'Amore
secondo la giustizia e la bontà
delle leggi universali.
Gli uomini ribelli
non furono mai abbandonati a se stessi,
ma aiutati,
guidati,
puniti e consolati.
Vi sarà un momento nel quale
Colui al quale è stato dato potere
in Terra e in Cielo
interverrà con i suoi,
e allora la fine decretata del male
si attuerà.
Per coloro che non saranno ancora pronti
ad essere salvati,
penserà il Padre Iddio.
Noi allora non potremo fare più nulla.
Prenderemo atto del nuovo piano
preparato dal Padre,
ma per loro vi sarà molto dolore
e il disappunto
di non avere saputo cogliere
una grande possibilità di salvezza ».

Tacque.
Poi aggiunse:

« Noi siamo i Cherubini della Scrittura.
Fummo posti da Dio stesso a custodia di Eden.
Noi non permetteremo mai
l'accesso degli uomini della Terra
allo Spazio-Eden incontaminato,
finché essi da spiriti di potenza del male
non saranno tornati ad essere
spiriti di Amore Universale.
La conquista dello spazio di altri mondi
è loro vietata dalla giustizia
delle leggi universali.
Prima dovranno rinunciare definitivamente
al male.
Allora la Terra sarà nuovamente
giardino di Eden
e i terrestri saranno accolti
dalla Fratellanza Bianca Universale.
Sarà tolto loro questo impedimento
e noi potremo tornare
a circolare sulla Terra liberamente
ed essi sui nostri pianeti.
Come un tempo,
prima della ribellione ».

 

 

Tina sorrise,
e si augurò che quel giorno
potesse venire presto.
Raffaele mi lesse nel pensiero
e ripetè quanto aveva già detto.

« Noi »,

scandi,

« non usiamo la violenza
per nessun motivo.
Violenza porta sempre violenza,
odio porta odio
e morte porta la morte.
Le nostre armi sono
l'Amore,
la saggezza,
la sapienza
e la pazienza.
Ma siamo attivi
oltre ogni vostra immaginazione.
Non permetteremo
che sia portato il male nel cosmo
dove regna armonia,
vitalità e amore.
Da sempre noi rinunciammo
alle suggestioni del male.
Essere creature con un limite
impone di fidarsi del Creatore
che ci fece liberi e dignitosi.
Noi amiamo le sue leggi,
e sappiamo che il suo Amore
apre infinite vie alla Vita Eterna.
È sciocco,
per non voler rinunciare a poco,
perdere il molto
e non potere essere felici.
Noi amiamo nostro Padre Iddio
perché Lui ci ama.
Egli ci ama incondizionatamente
e lo stesso facciamo noi
perché così è giusto che sia.
Presto anche il vostro pianeta lo capirà,
e allora sorgerà per voi
l'atteso nuovo giorno.
Ho detto presto ».

Ci avviammo in direzione del disco
poggiato a terra.

«Questo significa»,

concluse Raffaele,

«che i Cherubini saranno presto fra voi.
La Terra sarà nuovamente
pianeta d'Amore Universale
e non più di potenza del male.
Vi porteremo con noi nello spazio
e anche voi viaggerete
verso altri mondi sulle astronavi.
Visiterete le

tante dimore della Casa
del Padre
e la nuova era dell'Amore
porrà fine alla storia millenaria
che vide fra voi guerre,
morte e rovine ».

L'incontro si concluse qui.
Raffaele ci salutò e si avviò
verso l'oggetto spaziale
che attirava i nostri sguardi.

Avremmo voluto visitarlo.

Raffaele si voltò verso di noi,
esprimendo il suo dispiacere
di non poterci ancora accontentare.

Attraverso gli oblò,
vedemmo all'interno del disco
due volti molto belli.
Salutammo con un cenno della mano
e ne ricevemmo un saluto di risposta.
La porta silenziosamente
si richiuse dietro Raffaele.

Quindi, la luce bianca
sulla sommità della cupola si accese;
si udì un ronzio
e vedemmo le tre sfere ritirarsi,
mentre il disco rimaneva librato nell'aria.

Le fronde degli alberi fremettero
ed i cespugli subirono una forte spazzata di vento.
Avvertimmo una leggera pressione ai timpani,
e il disco si levò veloce in verticale,
poi piegò il suo volo in diagonale
e spari tra le nubi.

Continua

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