L'essere celestiale
(prima parte)


Raffaele tornò a parlarci nel cuore della notte
e durante il giorno.
Ci disse che quel nostro modo di comunicare è definito

« contatto cosmico »,

e attraverso quel mezzo
potevamo comunicare con lui
ogni volta che lo volevamo.
Ci insegnò anche alcune regole di prudenza:

ogni volta che ci saremmo messi in contatto cosmico,
avremmo dovuto pregare prima
l'Arcangelo Michael(Michele)
affinchè ci proteggesse.

« Chiamate Michele »,

ci disse,

« e non avrete più nulla da temere! »;

e noi cosi facevamo.

Una notte, prima che prendessi sonno,
Raffaele mi parlò e mi disse:

« Ora disponiti alla serenità,
poiché riceverai una visita ».

Rimasi in silenzio senza muovermi,
rimuginando le sue parole.
Pensavo al grande dono che mi era stato concesso,
quello di poter comunicare coi fratelli.
Sapevo che ogni fratello della Terra
può parlare col suo spirito
ai fratelli dello spazio.

Mi era stato insegnato che nessuno è solo nel cosmo.
E che i fratelli non abbandonano coloro che
vivono nelle difficoltà del nostro pianeta.
Essi seguono, assistono,
operano in favore di chi
si lascia aiutare e condurre.

A volte lo fanno manifestandosi,
altre volte danno segni del loro agire,
altre ancora il loro intervento segue
vie misteriose e non appare evidente.

 

 

Ricordai la raccomandazione fattami da Raffaele
a restare sereno,
e mi rilassai più di quanto già non lo fossi.
Le ore della notte trascorrevano,
il sonno aumentava,
ma nulla accadeva.
Pensai allora che forse la visita preannunciatami
si sarebbe realizzata in sogno.
Raffaele, infatti, mi aveva anche spiegato
che il sogno è la partecipazione alla
vita di un'altra dimensione cosmica o spirituale
che è in noi,
e che anche i sogni apparentemente incoerenti
e privi di significato in realtà non lo sono.

Ora sapevo che i fratelli dello spazio
comunicano con noi anche attraverso i sogni,
che in questo caso sono veri e propri messaggi:
anche le Scritture sono ricche di episodi
nei quali il Signore Iddio
fa conoscere all'uomo la sua volontà
durante il sonno.
In quello stato, infatti,
l'uomo è più aperto a ricevere
ammaestramento e ammonimento
dall'alto.

 

Ripensavo a queste cose,
e mi ero convinto che quello sarebbe stato
il modo della venuta del mio visitatore,
quando intravidi davanti a me
una tenue luce multicolore.
Guardai meglio,
e la vidi diventare più vivida.
Era come se la mano di un grande artista
componesse con linee e luci
il volto e la sagoma di un uomo sui trent'anni.

Quando quel capolavoro fu finito,
avevo davanti ai miei occhi
una figura di meravigliosa bellezza.
Tutto il mio essere ne era estasiato.
II suo corpo era vestito di una tunica bianca
tenuta ai fianchi da una cordicella.
Il suo viso era di una soavità indescrivibile.
La fronte e tutti i suoi lineamenti erano di un'armonia
e di una serena maestosità
che mai avrei potuto pensare.

Aveva occhi azzurri e capelli castani
che gli scendevano fin sulle spalle.
La barba ben proporzionata
completava quella figura luminosa.
Quell'essere celestiale emanava una forza vitale
misteriosa e profonda
e una dolcezza infinita che dava pace.
Sentivo in lui un amore purissimo
e mi pareva che me lo
comunicasse dolcemente.
Mi si avvicinò, mentre un lieve sorriso
espresse tutta la sua amabilità.
Aderì a tutto il mio essere e io non potei
non riconoscermi in lui.

Nel suo dolce volto vedevo me stesso,
e sentivo in me l'amore purissimo e struggente
che emanava da quell'essere.
Provavo sentimenti cosi sublimi
che non saprei descriverli:
ero in uno stato di perfetta beatitudine e comunione.

La sua luce invadeva ogni cellula del mio corpo;
la sua bellezza radiosa mi comunicava
una grande pace e un profondo desiderio
di bontà e di amore.

Quando tutto svanì,
restò in me una gioia indescrivibile.
Volevo sapere chi fosse il mio visitatore:
un nome risonava in me come una dolce nota musicale,
ma non osavo confermarmi tale supposizione.
Intervenne la voce
di Raffaele.

« Lo rivedrai in altra veste »,

disse;

e non volle aggiungere altro.

Ne parlai con Tina.
Sapevamo che la domenica seguente
ci sarebbe stato un nuovo incontro coi fratelli.
Le istruzioni erano di recarci sull'autostrada
in direzione di Rapallo.

Lo dicemmo agli amici
ed essi furono felici di accompagnarci.
Questa loro discreta e appassionata partecipazione
mi pareva un altro grande dono dei fratelli,
i quali facevano ormai parte della nostra vita di ogni giorno.

Lasciammo le automobili sulle alture di Zoagli.
Paolo, Anna, Gianna e Roberto si fermarono in un prato.
Tina ed io proseguimmo a piedi
perché non c'era più strada carrabile.

Continuavamo a salire felici come ragazzi
che si recano ad una festa.
Nonostante il tempo piovoso e l'aria ancora fresca,
sudavamo per la fatica dell'ascesa.
Osservammo che quell'anno 1980
il tempo non voleva mettersi al bello.

Girammo attorno alla costa e
ci ritrovammo a guardare una valle
che saliva ripidissima.
Da lontano potevamo vedere il mare
e un breve tratto del litorale.
Decidemmo di sederci a riprendere fiato.
L'erba era bagnata
e accennava a piovere di nuovo.

Aprimmo l'ombrello che avevamo portato con noi,
e riprendemmo a salire.
Non avevamo fatto che pochi passi,
quando una vibrazione lieve e profonda
penetrò le nostre orecchie.

Guardammo in alto e vedemmo
un grande disco compiere movimenti circolari
sopra di noi,
come se cercasse un luogo sgombro per atterrare.

L'agilità con la quale l'oggetto volante
compiva le sue evoluzioni era straordinaria.
Non aveva luci accese,
e appariva di un colore argenteo scuro.

 

 

 

Avvertimmo un senso di schiacciamento
su tutta la persona.
Tina gridò:

« Raffaele, che succede? ».

Cercai il contatto cosmico
per sapere perché provassimo quella forte sensazione
che ci aveva causato un certo timore.
La sensazione di venire schiacciati aumentò ancora.
Poi il disco si allontanò,
e subito ci sentimmo di nuovo bene.

La voce di Raffaele ci disse:

« Abbiamo voluto farvi provare
quella forte sensazione,
per farvi comprendere come ogni volta
che vi contattiamo si debba compiere in voi
un'operazione di purificazione
e di riordinamento delle vostre energie vitali.
Il vostro pianeta è inquinato
perché tale è il cuore degli uomini.
La Terra non è in pace;
vibrazioni scomposte come le passioni
che agitano i terrestri
creano zone sempre più vaste del pianeta
dove l'energia vitale è scomposta.
Un giorno comprenderete queste realtà
che non possono essere studiate
dalla vostra scienza.
I pochi che hanno cominciato a comprenderlo,
sono incompresi e isolati ».

Ascoltavo la voce di Raffaele
e temevo che il senso di
schiacciamento potesse riprodursi.

« Ora ci allontaniamo »,

disse Raffaele dal disco.

« Proseguite nel cammino.
Più in alto ci incontreremo ».

Continuammo a salire molto faticosamente
a causa della pioggia e del fango.
L'erba bagnata era scivolosa,
e ci aiutavamo nell'ascesa aggrappandoci agli arbusti,
finché giungemmo ad un viottolo
che si allargava in un piccolo prato.

Non eravamo ancora approdati in quel luogo,
che notammo a poche decine di metri
il disco posato a terra.

Fui stupito nel vedere come le tre sfere
che poggiavano in terra sotto l'oggetto spaziale,
collegate a bracci di sostegno
che si allungavano opportunamente,
mantenessero il disco in perfetto equilibrio,
nonostante il luogo scosceso.

 

« Che meraviglia! »,

esclamò Tina.

Tra noi e il disco,
a pochi metri di distanza,
era Raffaele.

La pioggia era sensibilmente diminuita,
ma l'uomo dello spazio sembrava
non bagnarsi affatto.
Ci salutò cordialmente e si avvicinò.

« È molto bello incontrarci quassù! »,

disse.

« Questo lembo di terra è leggiadro ».


Tina fece notare al visitatore venuto dallo spazio
che i nostri incontri avvenivano
quasi sempre sotto la pioggia.

« Non sarà sempre così»,

rispose Raffaele.

« Ma la Terra dovrà essere purificata.
Molta acqua dovrà scorrere,
e non soltanto questa ».

Tina gli disse allora che era molto felice
e che anche la pioggia faceva ormai parte
dei nostri incontri,
e che aveva compreso il senso di purificazione
che esprimeva questo indispensabile elemento naturale.

Raffaele ci invitò ad ascoltare la voce della pioggia.
Disse che gli uomini della terra andavano perdendo
sempre più il senso della natura.

« Recuperare la natura »,

aggiunse,

« vuol dire guarire
da molti mali ».

Restammo in silenzio.
L'acqua cadeva sulle foglie e sull'erba.

La vicinanza di quell'essere
dava un nuovo senso all'atmosfera grigia
e alla natura tutta bagnata dalla pioggia.

« Se gli uomini della Terra
non torneranno in pace con la creazione
e non sapranno contemplare la natura,
essa non si svelerà al loro cuore.
Essi non potranno evolversi
nonostante tutte le scoperte scientifiche».

« La vera conoscenza che porta
la vera evoluzione dei figli del Padre Iddio
comprende realtà di infiniti mondi dell'universo
che vanno oltre la sola dimensione materiale.
La vostra scienza,
che indaga la materia
e non presuppone ciò che va oltre di questa,
vi condurrà a esplorare
la superficie della creazione
col grande pericolo di travisarne l'essenza:

per questo le vostre conquiste
saranno sempre
usate male ».

Intanto, aveva smesso di piovere,
e noi avevamo chiuso l'ombrello.
Raffaele si era appoggiato dolcemente
a un albero e ogni tanto
volgeva intorno lo sguardo
ad ammirare quella fiorente vegetazione.

Capivamo che l'incontro
non si sarebbe prolungato
ancora per molto tempo.

 

Raffaele ci invitò a camminare per un tratto
accanto a lui dalla parte opposta a quella
in cui era il disco.

« La vostra scienza »,

continuò,

« dovrà comprendere i suoi limiti.
La materia non potrà superare la materia.
Se si capirà che la vera conoscenza
ha anche altre vie,
allora anche la scienza sarà di aiuto
nel cammino da percorrere.
Cosi come ora siete
e volete continuare ad essere,
non potremmo mai darvi conoscenze superiori.
Le usereste ai vostri fini di potenza umana,
e quindi pericolosamente.
Voi state già per portare il disordine
e l'inquinamento anche nello spazio circostante la Terra.
Ma ci troverete vigilanti,
e non vi sarà permesso di portare
distruzione e morte
oltre il pianeta ».

Camminavamo sul sentiero,
uno accanto all'altro.
Raffaele,
alto e maestoso,
era tra Tina e me;
il suo passo era sicuro e leggero:
calzava scarpe chiuse,
fatte di un materiale,
che sembrava dovesse essere leggerissimo,
color rame.

Indossava una tuta,
piuttosto aderente,
di colore simile a quello delle scarpe.

« Voi appartenete
alla fratellanza dell'Amore Universale »

osservai.

« Che cosa significa dunque
la tua affermazione che non permetterete
ai terrestri pericolosi di inoltrarsi
nello spazio cosmico? ».

« I nostri mezzi sono pacifici »,

rispose;

« ma se voi insisterete
coi vostri progetti bellici
e porterete avanti dei falsi programmi pacifici
ponendo sotto di essi seconde intenzioni,
non riuscirete a realizzarli.
Perché non lo permetteremo.
Prima dovrete imparare la lezione della bontà,
della giustizia universale
e dell'Amore.
Solo allora potrete fare
quanto vorrete ».

« Ciò significa, se ho ben capito »,

dissi,

« che voi non userete mai la violenza
per impedire all'uomo della Terra l'accesso allo spazio,
ma agirete in modo che non gli sia possibile
portare oltre il pianeta,
per esempio,
le bombe atomiche
e quanto comprometterebbe lo spazio incontaminato ».

« Esattamente »,

confermò.

« E questo è previsto dalle leggi universali di Dio Padre ».

Fece una pausa,
poi ci spiegò che la Scrittura fa comprendere
che non sarebbe stato possibile
ai figli ribelli all'Amore del Padre
di andare oltre un certo limite concesso.
Che solo nel bene il Padre
non pose limite alle strade
che gli conducono i figli di buona volontà.

« I pianeti di tutto il cosmo »,

disse pacatamente,

« appartengono all'Amore Universale.
Sono tutti impegnati in una gara di Amore,
di servizio gli uni verso gli altri.
Ogni fratello si sente tale
perché figlio dell'Unico Padre Creatore.
Conoscenza non significa
" potere ",
come da voi,
ma maggior servizio,
maggiore umiltà e
bontà.
Amare significa dare senza nulla pretendere.
Ricevere è già implicito nell'Amore,
ma non è questo il fine
che ci spinge ad amarci gli uni gli altri.
Sulla Terra si usa la conoscenza
per dominare i fratelli.
Troppo spesso chi è più in alto
commette ingiustizie e dimentica
che cosa significhi essere più in basso.
L'unico potere che noi riconosciamo
è quello amorevole del Padre Celeste.
L'unico potere è quello derivante dall'Amore.
Conoscenza e responsabilità
sono servizio e bontà,
umiltà e semplicità
di fronte alle cose immense della creazione ».

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