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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino
674 Messaggi |
Inserito il - 13/10/2008 : 03:49:59
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Su colpa e castigo
Allora un giudice della citt� si fece avanti e disse: Parlaci della Colpa e del Castigo. E lui rispose dicendo: � quando il vostro spirito vaga nel vento, Che soli e incauti commettete una colpa verso gli altri e quindi verso voi stessi. E per questa colpa commessa dovrete bussare e, inascoltati, attendere a lungo alla porta dei beati.
Come l'oceano � la vostra essenza divina; Per sempre resta incontaminata. E come nell'etere, in essa si muovono soltanto gli esseri alati. Come il sole � la vostra essenza divina; Ignora le gallerie della talpa e non cerca le tane del serpente. Ma in voi non dimora soltanto l'essenza divina. Molto � tuttora umano in voi, e molto in voi non � ancora umano, Ma un pigmeo informe che cammina addormentato cercando nelle brume il proprio risveglio.
E ora vorrei parlarvi dell'uomo che � in voi. Poich� n� la vostra essenza divina, n� il pigmeo nelle brume, ma solo l'uomo conosce la colpa e il castigo. Spesso vi ho udito dire di chi sbaglia che non � uno di voi, ma un intruso estraneo al vostro mondo. Ma io vi dico: cos� come il santo e il giusto non possono innalzarsi al di sopra di quanto vi � di pi� alto in voi, Cos� il malvagio e il debole non possono cadere pi� in basso di quanto vi � di pi� infimo in voi. E come la singola foglia non ingiallisce senza che la pianta tutta ne sia complice muta, Cos� il malvagio non potr� nuocere senza il consenso tacito di voi tutti.
Insieme avanzate, come in processione, verso la vostra essenza divina. Voi siete la via e i viandanti. E quando uno di voi cade, cade per quelli che lo seguono giacch� li mette in guardia contro l'ostacolo. Ma cade anche per quelli che lo precedono i quali, bench� pi� celeri e sicuri nel loro passo non rimossero l'ostacolo.
E vi dir� inoltre, nonostante la mia parola vi pesi sul cuore: L'assassinato � responsabile del proprio assassinio, E il derubato non � senza colpa del furto subito. Il giusto non � innocente delle azioni del malvagio. E chi ha le mani pulite non � immune dalle imprese dell'empio. S�, il colpevole � spesso vittima di chi ha offeso. E ancora pi� spesso il condannato regge il fardello di chi � senza biasimo e colpa. Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto, il buono dal cattivo, Poich� stanno uniti al cospetto del sole come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero. E se il filo nero si spezza, il tessitore rivedr� da cima a fondo tela e telaio.
Se qualcuno di voi volesse portare in giudizio una moglie infedele, Soppesi anche il cuore del marito e ne misuri l'anima. E chi volesse frustare l'offensore scruti nello spirito dell'offeso. E se qualcuno di voi, in nome della giustizia, volesse punire con la scure l'albero guasto, ne esamini le radici. E scoprir� radici del bene e del male, feconde e sterili, tutte insieme intrecciate nel cuore silenzioso della terra.
E voi, giudici, che pretendete essere giusti, Che giudizio pronunciate su chi, bench� onesto nella carne, in spirito � ladro? Che pena infliggere a chi uccide nella carne, ma in spirito � lui stesso ucciso? E come perseguite chi nei fatti inganna e opprime, Ma � lui stesso afflitto e oltraggiato? E come punite quelli il cui rimorso � pi� grande del loro misfatto? Il rimorso non � forse la giustizia retta da quella vera legge che servireste di buon grado?
Ma non potete imporre il rimorso all'innocente, n� strapparlo dal cuore del colpevole. Inaspettato, esso chiamer� nella notte affinch� l'uomo si svegli e scruti dentro di s�. E come potrete capire la giustizia, se non esaminate ogni fatto in piena luce? Solo cos� saprete che il caduto e l'eretto sono un solo uomo che sta nel crepuscolo, sospeso tra la notte della sua essenza non ancora umana e il giorno della sua essenza divina. La pietra angolare del tempio non � pi� alta della pietra pi� bassa delle sue fondamenta.
Kahlil Gibran
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