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Inserito il - 02/10/2008 : 00:43:50
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1° OTTOBRE 2008 – VEGLIA S. TERESINA DEL BAMBINO GESU’ E DEL VOLTO SANTO IL VOLTO SANTO “O Volto Adorabile di Gesù, sola Bellezza che fa gioire il mio cuore, imprimi in me la tua Divina somiglianza, perché tu non possa più guardare la mia anima senza contemplare Te stesso”
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:46:13
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Dal libro del profeta Isaia (Is 53,1-10) 1 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? 2 È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. 3 Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. 4 Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. 5 Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti eravamo sperduti come un gregge ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. 8 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte.9 Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. 10 Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Parola di Dio
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:48:39
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Cercare il Volto Santo è tutta l’esperienza religiosa: salvarsi significa incontrare il Volto di Dio e perdersi in esso per l’eternità. E’ nel Volto di Gesù che la gloria o divinità di Dio si è manifestata pienamente e visibilmente. Nell’umanità di Cristo, nel Suo Volto, è apparsa l’eternità della vita del Padre in modo visibile, udibile e palpabile. In quanto Volto, Gesù simboleggia il modo do rapportarsi dell’uomo a ciò che è infinitamente lontano. Ed è pure il modo di una persona divina di parteciparsi all’uomo. Nello stare faccia a faccia, avviene la depositio, la consegna o l’abbandono dell’Io per accogliere l’altrui diversità e differenza. La croce di Gesù è questa depositio: è il punto assoluto in cui il Volto di Dio appare come Volto d’amore. Conformandoci al Volto di Cristo, quale “volto comune dell’umanità”, lo spirito non distrugge i tratti originali del nostro volto, ma li esalta al massimo. Noi siamo stati creati in vista di Cristo, il quale è un modello non limitativo ma espansivo ed è in grado di accogliere ogni volto. Dice Papa Benedetto XVI: “Chi ha visto me ha visto il Padre”(Gv 14,9). Si, cari fratelli e sorelle, per “vedere Dio” bisogna conoscere Cristo e lasciarsi plasmare dal suo Spirito che guida i credenti “alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Chi incontra Gesù. chi si lascia da Lui attrarre ed è disposto a seguirlo sino al sacrificio della vita, sperimenta personalmente come egli ha fatto sulla Croce, che solo il “chicco di grano” che cade nella terra e muore porta “molto frutto” (Gv 12,24). questa è la via di Cristo, la via dell’amore totale che vince la morte: chi la percorre e “odia la sua vita in questo mondo, la conserva per la vita eterna” (Gv 12,25). Vive cioè in Dio già su questa terra, attratto e trasformato dal fulgore del suo Volto. Questa è l’esperienza dei veri amici di Dio, i santi, che hanno riconosciuto e amato nei fratelli, specialmente i più poveri e bisognosi, il Volto di quel Dio a lungo contemplato con amore nella preghiera. Essi sono per noi incoraggianti esempi da imitare; ci assicurano che se noi percorriamo con fedeltà questa via, la via dell’amore, anche noi – come canta il salmista – ci sazieremo della presenza di Dio (Salmo 16/17, 15). (Papa Benedetto XVI – 1 settembre 2006)
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:50:43
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Teresa entra al carmelo di Lisieux il 9 aprile 1888, all’età di 15 anni. Il 10 Gennaio 1889 fa la vestizione. In questa data suor Teresa di Gesù Bambino ha completato il suo nome con la parola “(e) del Volto Santo”. Molto spesso ha meditato sul misterioso Servo del Deuteroisaia. Questo fascino per il “Volto adorabile di Gesù” non si è mai offuscato. Dice Teresa: “Chi ha creduto alla tua parola… Egli è senza splendore, senza bellezza...ecc”.Queste parole di Isaia hanno costituito tutto il fondo della mia devozione al Volto Santo, o per meglio dire, il fondo di tutta la mia pietà. Anch’io desideravo essere senza bellezza, sconosciuta ad ogni creatura. Il 12 Febbraio 1889, inizia per Teresa uno dei periodi più sofferti della propria vita: esplode il dramma della malattia del padre, ricoverato urgentemente in una casa di salute. La prova colpisce Teresa nel profondo del cuore, perché la malattia mentale era considerata più umiliante rispetto alle altre. La santa non ignora che a Lisieux alcuni la ritengono responsabile della malattia del padre, scosso dalle continue partenze delle figlie per il convento. La sua sofferenza è talmente acuta che, per un anno intero, i nomi di padre e papà appaiono raramente nella sua corrispondenza. L’ombra di questa prova incombe come un velo di lutto su tutto il periodo del noviziato. Ma il velo di dolore si trasformerà a poco a poco nel velo della Veronica. Attraverso le lacrime, Teresa impara a riconoscere, dietro il volto del padre umiliato, i tratti del servo sofferente. Passano i mesi. La speranza di una guarigione del signor Martin sfuma. Le sue figlie devono imparare a vivere con questa pena lancinante in fondo al cuore. Teresa non si accontenta di una accettazione passiva. Resta anima e corpo presente all’avvenimento. Da ciò la sua immensa capacità di sofferenza e le dichiarazioni di smarrimento della LT 95. Ma si risolleva subito nella speranza del cielo, del faccia a faccia eterno. Tale espressione, assume per Teresa una sfumatura particolare: è verso il “Volto di Gesù”che lei aspira a volare velocemente. Nella corrispondenza di questo periodo è percepibile l’influenza della carmelitana di Tours, suor Maria di S. Pietro.Un santino donatole da Madre Maria di Gonzaga stimola la pietà di Teresa nella stessa direzione. Rappresenta il Volto insanguinato di Gesù. Vi si leggono queste parole: - Ciò che io voglio da te, Anima fedele,è l’AMORE…l’Amore umile che si annienta…l’Amore generoso che si dimentica…- Annientarsi, dimenticarsi per consolare Gesù: questo è proprio il desiderio di Teresa. Teresa fa la sua professione religiosa l’8 settembre 1890, il 24 settembre festeggia, in una cerimonia esterna e solenne, la velazione con il nome di suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo. Dice che questi sono titoli di nobiltà del suo sposo Gesù, due appellativi che racchiudono tutta la sua spiritualità e santità. Ci soffermiamo, in questa veglia, a scoprire insieme a Teresa tutta la bellezza del Volto Santo di Gesù, il Volto della Passione che resta impressionato sul velo della Veronica e della sacra Sindone.
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:54:27
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Ascoltiamo Teresa: Lett. 1: MAN A 67-70 Ah! Che gioia in queste feste di famiglia... Come ero lontana, allora, vedendo il mio caro Re così raggiante, dal prevedere le prove che lo avrebbero visitato!... E tuttavia un giorno il Buon Dio mi fece vedere, in una visione davvero straordinaria, l'immagine viva della prova che la sua volontà ci avrebbe messo davanti.Papà era in viaggio da parecchi giorni, e dovevano ancora passarne due per il suo ritorno. Potevano essere le due o le tre del pomeriggio, il sole brillava con luce viva e tutta la natura pareva in festa. Ero sola alla finestra della mansarda che dava sul giardino grande; guardavo davanti a me, con la mente piena di pensieri allegri, quando vidi, davanti alla lavanderia che mi stava proprio di fronte, un uomo vestito proprio come Papà, con la stessa statura e lo stesso passo, soltanto che era molto più curvo... La testa era coperta di una specie di grembiule * dal colore smorto e così non gli potevo vedere la faccia. Portava un cappello come quelli di Papà. Lo vidi avvicinarsi con passo regolare, lungo il mio giardinetto... Subito sentii come una paura soprannaturale che mi invadeva l'anima, ma in un attimo pensai che certamente Papà era tornato e che si nascondeva per farmi una sorpresa; allora gridai forte, con voce che tremava per l'emozione: - «Papà, Papà!...». Ma il misterioso personaggio continuò il suo passo regolare, senza neppure girarsi, come se non mi avesse sentito; seguendolo con lo sguardo lo vidi dirigersi verso il boschetto che tagliava in due il viale grande, e mi aspettavo di vederlo riapparire dall'altra parte dei grandi alberi, ma la visione profetica era svanita!... Tutto era durato un attimo, ma si è impresso così profondamente nel * mio cuore che ancora oggi, dopo 15 anni... il ricordo è così presente come se ne avessi ancora davanti agli occhi la visione...Maria era con te, Madre mia, nella camera accanto a quella dove ero io; sentendomi chiamare Papà, ebbe un 'impressione di paura, avvertendo, me l'ha detto dopo, che stava accadendo qualcosa di straordinario; senza mostrarmi l'emozione accorse accanto a me, chiedendomi come mi saltava in testa di chiamare Papà che era ad Alencon; io all6ra le raccontai quello che avevo appena visto. Per tranquillizzarmi mi disse che senz’altro era Vittoria che per farmi paura si era nascosta la testa con il suo grembiule, ma Vittoria,
interrogata, assicurò che non si era mossa dalla cucina; del resto ero davvero sicura di aver visto un uomo, e che quest'uomo aveva il portamento di Papà, e allora andammo tutte e tre dietro il gruppo di alberi, ma non avendo trovato traccia del passaggio di qualcuno, tu mi dicesti di non pensarci più...Non pensarci più non potevo proprio, spessissimo la fantasia mi ripresentava la scena misteriosa che avevo visto... spessissimo ho cercato di togliere quel velo che me ne nascondeva il significato, perché in fondo al cuore conservavo la convinzione profonda che questa visione aveva un significato che un giorno mi si doveva svelare... Quel giorno si è fatto attendere tanto, ma dopo 14 anni il Buon Dio ha Egli stesso strappato il velo misterioso. Mentre ero in licenza con Suor Maria del Sacro Cuore, parlavamo come sempre delle cose dell'altra vita e dei nostri ricordi d'infanzia, quando le ricordai la visione che avevo avuta all'età di 6 o 7 anni; improvvisamente, mentre le ricordavo i particolari di quella strana scena, ne abbiamo capito insieme il significato... Avevo visto proprio Papà, che veniva avanti incurvato dall'età... Era proprio lui, e aveva sul suo viso venerabile, sulla sua testa diventata bianca, il segno della sua gloriosa prova... Come il Volto Adorabile di Gesù che fu velato durante la Passione, così il volto del suo servo fedele doveva essere velato nei giorni dei suoi dolori, per poter risplendere nella Celeste Patria accanto al suo Signore, il Verbo Eterno!... È proprio dall'interno della sua ineffabile gloria, mentre regnava in Cielo, che il nostro amato Padre ci ha ottenuto la grazia di capire la visione che la sua reginetta aveva avuto ad un'età in cui l’illusione non si deve temere. Dall'interno della gloria egli ci ha ottenuto questa dolce consolazione che è stata capire che 10 anni prima della sua grande prova il Buon Dio ce la faceva già vedere, come un Padre fa vedere ai suoi figli il futuro glorioso che egli prepara loro e si compiace a guardare in anticipo le ricchezze senza prezzo che saranno la loro eredità...
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:57:35
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Il giorno della sua velazione, il 24 settembre, è un giorno velato di lacrime, in seguito ad una delusione dell’ultima ora, dolore difficile da comprendere: l’assenza del signor Martin dal quale la reginetta aveva tanto sperato di ricevere la benedizione. L’indomani della sua professione, Teresa comincia a realizzare la sua vita di carmelitana così come l’aveva immaginata nella sua infanzia. Il suo destino umano e spirituale si gioca più che mai all’interno della clausura e della sua vita interiore. In questa veglia ci stiamo soffermando sull’aspetto spirituale del rapporto di Teresa con il Volto Santo, nel quale rivede anche la Passione dell’amato padre. Da questo giorno in poi Teresa non parlerà più del suo Re ma di Gesù solo, Ormai, non c’è più per lei altro re che il Re del Cielo. Si, Tu Gesù sii tutto. Così prega Teresa. Lett. 2: MAN A 200. Il fiorellino trapiantato sulla montagna del Carmelo doveva sbocciare all’ombra della Croce: le lacrime, il sangue di Gesù divennero la sua rugiada e il suo Sole fu il Volto adorabile velato di pianto. Fino allora non avevo sondato la profondità dei tesori nascosti nel Volto Santo; fu per suo tramite, Madre diletta, che ho imparato a conoscerli: come in passato ci aveva precedute tutte al Carmelo, così lei aveva penetrato per prima i misteri d’amore nascosti nel Volto del nostro Sposo; allora lei mi ha chiamata e io ho capito. Ho capito in cosa consisteva la vera gloria. Colui il cui regno non è di questo mondo mi mostrò che la vera sapienza consiste nel «voler essere ignorati e considerati un nulla. Nel mettere la propria gioia nel disprezzo di se stessi». Ah, come quello di Gesù, io volevo che «il mio volto fosse veramente nascosto, che sulla terra nessuno mi riconoscesse». Avevo sete di soffrire e di essere dimenticata. Come è misericordiosa la via per la quale il buon Dio mi ha sempre condotta, mai mi ha fatto desiderare qualcosa senza donarmela, così il suo calice amaro mi parve delizioso.
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Inserito il - 02/10/2008 : 00:59:10
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LETTERA 95 (luglio-agosto 1889) A SUOR AGNESE DI GESU’ (la sorella Paolina) Mio caro Agnello, lasci belare un po' il suo povero agnellino... L'Agnello mi ha fatto del bene domenica! C'è soprattutto una frase della sua lettera che è stata per me luminosa. Diceva: «Tratteniamo una parola che potrebbe sollevarci».E’ vero, bisogna conservare tutto per Gesù con cura gelosa... Agnello caro, quanto fa bene all'anima lavorare per Gesù solo, esclusivamente per lui! Oh! come è soddisfatto allora il cuore, come ci si sente leggeri...Agnello di Gesù, preghi per il povero granellino di sabbia. Che rimanga sempre al suo posto, cioè sotto i piedi di tutti. Che nessuno pensi a lui; che la sua esistenza sia, per così dire, ignorata... il granello di sabbia non desidera essere umiliato: ciò è ancora troppo glorioso, perché richiederebbe che ci si occupasse di lui. Non desidera che una cosa: «essere dimenticato e non contato per nulla!...». Ma desidera essere veduto da Gesù. Gli sguardi delle creature non possono abbassarsi fino a lui. Che almeno si volga verso di lui il volto insanguinato di Gesù... Non brama che uno sguardo, uno sguardo solo! Se fosse possibile ad un granello di sabbia consolare Gesù, asciugare le sue lacrime, oh, ce n'è uno che lo vorrebbe fare... Che Gesù prenda il povero granello di sabbia e lo faccia sparire nel suo Volto adorabile... là il povero atomo non avrà più nulla a temere, sarà sicuro di non più peccare!...Il granello di sabbia vuole a tutti i costi salvare le anime... bisogna che Gesù gli accordi questa grazia. Piccola Veronica, la chieda al Volto luminoso di Gesù!... Sì, il Volto di Gesù è luminoso, ma se è già così bello tutto ricoperto di ferite e di lacrime, che sarà mai quando lo vedremo nel cielo?...Oh! il cielo... il cielo! Sì, per vedere un giorno il Volto di Gesù, per contemplare eternamente la meravigliosa bontà di Gesù, il povero granello di sabbia desidera essere disprezzato sulla terra... Mio caro Agnello, chieda a Gesù che il suo granello di sabbia si adoperi a salvare molte anime in breve tempo, per volare più presto verso il suo Volto adorato...Soffro tanto!... Ma la speranza della patria m'infonde coraggio: presto saremo in cielo... Allora non ci sarà più né giorno né notte, ma il Volto di Gesù farà regnare una luce senza uguale!...
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Inserito il - 02/10/2008 : 01:00:23
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Lett. 4 Man C, 275. L’anno scorso il buon Dio mi ha concesso la consolazione di osservare il digiuno di quaresima in tutto il suo rigore. Mai mi ero sentita così forte e quella forza durò fino a Pasqua. Tuttavia il giorno del Venerdì santo Gesù volle darmi la speranza di andare presto a vederlo in Cielo. Oh, come è dolce quel ricordo! Dopo essere rimasta al Sepolcro fino a mezzanotte, tornai in cella; ma avevo appena avuto il tempo di posare la testa sul cuscino che sentii come un fiotto che saliva, che saliva gorgogliando fino alle labbra. Non sapevo cosa fosse, ma pensavo che forse stavo per morire e la mia anima era inondata di gioia! Tuttavia, siccome la nostra lampada era spenta, mi dissi che bisognava aspettare il mattino per assicurarmi della mia felicità, perché mi sembrava che fosse sangue quello che avevo vomitato. Il mattino non si fece attendere a lungo. Quando mi svegliai pensai subito che avevo qualcosa di gioioso da scoprire; avvicinandomi alla finestra potei costatare che non mi ero sbagliata. Ah, avevo l’anima piena di grande consolazione, ero intimamente persuasa che Gesù, nel giorno anniversario della sua morte, voleva farmi udire un primo invito! Era come un dolce e lontano mormorio che mi annunciava l’arrivo dello Sposo. Fu con grandissimo fervore che presi parte a Prima e al capitolo del perdono. Avevo fretta di veder arrivare il mio turno per poterle confidare, o madre amata, nel chiederle perdono, la mia speranza e la mia felicità; ma aggiunsi anche che non soffrivo affatto (cosa verissima) e la supplicai, Madre, di non concedermi niente di particolare. Infatti ebbi la consolazione di passare la giornata del Venerdì Santo come desideravo. Mai le austerità del Carmelo mi erano sembrate così deliziose: la speranza di andare in Cielo mi faceva esultare di gioia. Quando arrivò la sera di quel giorno felice, ci ritirammo in cella per riposare, ma come la notte precedente il buon Gesù mi diede lo stesso segno che il mio ingresso nella vita Eterna non era lontano.
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Inserito il - 02/10/2008 : 01:02:27
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Lett. 5 Man C, 276. Godevo allora di una fede così viva, così chiara, che il pensiero del Cielo era tutta la mia felicità. Non riuscivo a credere che esistessero degli empi che non hanno la fede. Credevo che dicessero cose in contrasto col loro stesso pensiero quando negavano l’esistenza del Cielo, del bel Cielo dove Dio stesso vorrebbe essere la loro eterna ricompensa. Nei giorni così gioiosi del tempo pasquale, Gesù mi ha fatto sentire che ci sono veramente delle anime che non hanno la fede, che per l’abuso delle grazie perdono questo tesoro prezioso, sorgente delle sole gioie pure e vere. Permise che la mia anima fosse invasa dalle tenebre più fitte e che il pensiero del Cielo, così dolce per me, non fosse altro che un motivo di lotta e di tormento! Questa prova non doveva durare solo qualche giorno, qualche settimana; sarebbe svanita solo nell’ora stabilita dal buon Dio e… quest’ora non è ancora arrivata. Vorrei poter esprimere ciò che sento, ma, ahimè, credo sia impossibile. Bisogna aver viaggiato dentro questo cupo tunnel per capirne l’oscurità. Comunque cercherò di spiegarlo con un paragone.
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Inserito il - 02/10/2008 : 01:04:10
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Lett. 6 Man C, 277. Immaginiamo che io sia nata in un paese circondato da una fitta nebbia: mai ho contemplato l’aspetto ridente della natura, inondata, trasfigurata dal sole splendente; fin dalla mia infanzia, è vero, sento parlare di queste meraviglie, so che il paese in cui mi trovo non è la mia patria, che ce n’è un altro al quale devo aspirare incessantemente. Non è una storia inventata da un abitante del triste paese in cui mi trovo: è una realtà certa, perché il Re della patria dal sole splendente è venuto a vivere 33 anni nel paese delle tenebre. Ahimè, le tenebre non hanno affatto capito che questo Re Divino era la luce del mondo! Ma, Signore, tua figlia l’ha capita la tua luce divina! Ti chiede perdono per i suoi fratelli. Ella accetta di mangiare per quanto tempo vorrai il pane del dolore e non vuole affatto alzarsi prima del giorno che hai stabilito da questa tavola piena di amarezza alla quale mangiano i poveri peccatori! Oh, Signore, rimandaci giustificati! Che tutti coloro che non sono illuminati dalla luminosa fiaccola della Fede la vedano finalmente brillare. O Gesù, se è necessario che la tavola profanata da loro sia purificata da un’anima che ti ama, accetto di mangiarvi da sola il pane della prova fino a quando ti piaccia introdurmi nel tuo regno luminoso. La sola grazia che ti domando è di non offenderti mai!
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Inserito il - 02/10/2008 : 01:07:03
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Ne deriva, il 6 Agosto di quell’anno, festa della Trasfigurazione, La consacrazione al Volto Santo. Non c’è che da vedere l’originale per rendersi conto con quale cura Teresa ha voluto solennizzarla: Lett.7 Pr 12 Consacrazione al Volto Santo (6 agosto 1896) Il più piccolo movimento di puro Amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere riunite ... È dunque della massima importanza che le nostre anime si esercitino molto nell'Amore, perché consumandosi rapidamente non si arrestino troppo qui in terra e arrivino rapidamente a vedere Gesù, Faccia a Faccia ... O Volto Adorabile di Gesù! Poiché ti sei degnato di scegliere in modo particolare le nostre anime per donare loro te stesso, noi te le consacriamo ... Ci sembra, O Gesù, di udirti dire a noi stesse: «Apritemi mie sorelle, mie spose dilette, perché il mio Volto è coperto di rugiada e i miei capelli di gocce notturne». Le nostre anime comprendono il tuo linguaggio d'amore, noi vogliamo detergere il tuo dolce Volto e consolarti dell'oblío dei cattivi, ai loro occhi sei come nascosto, ti considerano come un oggetto di disprezzo ... Volto più bello dei gigli e delle rose di primavera! Tu non sei nascosto ai nostri occhi ... Le Lacrime che velano ilTuo sguardo divino ci appaiono come dei diamanti preziosi che vogliamo raccogliere per acquistare con il loro valore infinito le anime dei nostri fratelli. Dalla tua Bocca Adorata noi abbiamo inteso il lamento d'amore; comprendendo che la sete che ti consuma è una sete d'Amore, noi vorremmo, per dissetarti, possedere un Amore infinito ... Sposo Diletto delle nostre anime, se noi avessimo l'amore di tutti i cuori, tutto quest'amore sarebbe Tuo ... E via! Donaci questo amore e vieni a dissetarti nelle Tue piccole spose ... Anime Signore, abbiamo bisogno di anime ... soprattutto di anime d'apostoli e di martiri, perché attraverso loro noi incendiamo del Tuo Amore la moltitudine dei poveri peccatori. Volto Adorabile, noi sapremo ottenere da te questa grazia! ... Dimenticando il nostro esilio sulle rive dei fiumi di Babilonia, canteremo ai tuoi Orecchi la più dolce delle melodie; poiché tu sei la vera, l'unica Patria dei nostri cuori, i nostri cantici non saranno cantati in terra straniera. O caro Volto di Gesù! Attendendo il giorno eterno in cui contempleremo la Tua gloria infinita, il nostro unico desiderio è di rapire i tuoi Occhi Divini nascondendo anche il nostro volto perché qui in terra, nessuno possa riconoscerci ... il Tuo Sguardo Velato, ecco il nostro Cielo, o Gesù!
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