| Autore |
Discussione  |
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baldassare
Appassionato partecipante
 

Regione: Sicilia
Prov.: Agrigento
141 Messaggi |
Inserito il - 19/09/2008 : 20:37:11
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avete mai sentito parlare del quarto segreto di fatima?.

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****** BALDASSARE. |
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allegra
Super partecipante
    

Citt�: Napoli
5193 Messaggi |
Inserito il - 19/09/2008 : 21:02:53
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| Io no. |
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giovanna17
Virtuoso partecipante
  
Regione: Emilia Romagna
Prov.: Bologna
Citt�: castello d argile
256 Messaggi |
Inserito il - 19/09/2008 : 22:28:16
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| Ciao Baldassare,io ho il libro di Antonio Socci ,"Il quarto segreto di Fatima" un abbraccio di luce. |
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baldassare
Appassionato partecipante
 

Regione: Sicilia
Prov.: Agrigento
141 Messaggi |
Inserito il - 20/09/2008 : 13:45:25
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Citazione: Messaggio inserito da giovanna17
Ciao Baldassare,io ho il libro di Antonio Socci ,"Il quarto segreto di Fatima" un abbraccio di luce.
bene,mi piacebbe sapere le tue deduzioni a riguardo,il quarto segreto e' solo la parte nascosta del segreto di fatima,dato a i tre pastolelli dalla Madonna. |
****** BALDASSARE. |
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baldassare
Appassionato partecipante
 

Regione: Sicilia
Prov.: Agrigento
141 Messaggi |
Inserito il - 20/09/2008 : 13:46:35
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Citazione: Messaggio inserito da allegra
Io no.
digita su internet il quarto segreto di fatima ci sono decine di riflessioni. |
****** BALDASSARE. |
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giovanna17
Virtuoso partecipante
  
Regione: Emilia Romagna
Prov.: Bologna
Citt�: castello d argile
256 Messaggi |
Inserito il - 20/09/2008 : 16:10:25
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| Ciao Baldassare,prima di addentrarmi in supposizioni viglio rileggere il libro,visto che sono passati parecchi mesi da quando l'ho letto e i punti pi� essenziali non sono nitidi nella mia memoria.Un abbraccio di luce |
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giovanna17
Virtuoso partecipante
  
Regione: Emilia Romagna
Prov.: Bologna
Citt�: castello d argile
256 Messaggi |
Inserito il - 21/09/2008 : 20:14:28
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| Ciao Baldassare,rileggendo il libro di Socci non cambio opinione sul terzo segreto di Fatima,anzi correggo la mia affermazione nel rispondere alla tua prima domanda.In quella risposta ho asserito che il Papa non aveva nessuna intenzione di comunicare a noi comuni mortali il terzo segreto,correggo,il Santo Padre e le alte gerarchie eclessiastiche abituate a fare il bello e il cattivo tempo in Vaticano vorrebbero mettere il bavaglio a quei giornalisti che anno il coraggio di mettere in luce e informare sulle mezze verit� che ci propinano.In quanto alla mia opinione sul libro di Socci "il quarto segreto di Fatima"sono molte le contraddizioni da parte Vaticana che mette in evidenza Socci,non penso ad un quarto segreto,ma pi� ad un terzo segreto non completamente svelato,celato nelle parti pi� salienti.Pi� mi addentro nella lettura mi convinco sempre pi� che il mio sentore non � errato.Diamo tempo al tempo,e la verit� apparir� lampante,la mia opinione ora trova il tempo che trova.Credo fortemente in Dio,sono molte le testimonianze che ho avuto nella mia vita per mettere in dubbio la Sua esistenza.In quanto perch� la Madonna abbia scelto dei poveri pastorelli per portare le sue profezie,lo vedo come un atto di umilt� nei nostri confronti,scegliendo questi bambini ha voluto dare un esempio di bont� e umanit� infinita dimostrando al mondo che Lei � tra i poveri.Un abbraccio di luce. |
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Luce delle Stelle
Partecipante Veterano
   

Citt�: una stella
407 Messaggi |
Inserito il - 21/09/2008 : 21:03:44
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Quando suor Lucia, la veggente di Fatima, mor� nel monastero di Coimbra, il 13 febbraio 2005, la sua cella fu subito sigillata. La religiosa aveva scritto molto e si sapeva che teneva un diario che aveva mostrato solo al suo confessore. Meglio, dunque, chiudere quella porta ed evitare dispersione di documenti prima di un sopralluogo delle autorit� ecclesiali. La pubblicazione della notizia non piacque ad Antonio Socci, che accus� di �dietrologia�, di ricerca di scoop inesistenti, coloro che la pubblicarono, convinto che tutto ci� che c'era da sapere su Fatima fosse ormai di dominio pubblico. Per lui, non c'era pi� alcun �segreto�, dopo la dichiarazione del cardinal Sodano, il 13 maggio del 2000, e dopo la pubblicazione del testo manoscritto, con un commento del prefetto dell'ex Sant'Uffizio, il 26 giugno dello stesso anno. Ma, poi, il giornalista e scrittore toscano ha cambiato parere e pubblica ora un libro, in uscita domani (�Il quarto segreto di Fatima�, Rizzoli, pp. 252, e 17), che inizia ritrattando, con indubbia onest�, la convinzione che ogni parola pronunciata dalla Apparsa nel 1917 sia stata ormai rivelata dalla Chiesa. Dopo avere respinto la pubblicistica, soprattutto di parte lefebvriana o sedevacantista, che sospettava il Vaticano di non avere svelato i veri contenuti del messaggio, Socci ha deciso di esaminare le ragioni di chi diffidava. E ha finito per convincersi che qualcosa di molto importante ci � stato celato
In sintesi, la sua tesi � che la parte rivelata del segreto (quella del �vescovo vestito di bianco� che cade ucciso �da fucilate e frecce�) sia autentica, ma costituisca solo un frammento. Nella sua interezza, il messaggio conterrebbe parole terribili sulla crisi della fede, sul tradimento di parte della gerarchia, sugli eventi catastrofici che attenderebbero la Chiesa e, con essa, l'umanit� intera. Giovanni XXIII e Paolo VI � sia per scetticismo, sia per non fornire argomenti ai critici del Concilio � avrebbero impedito la pubblicazione del testo. Giovanni Paolo II e il suo braccio destro teologico, Ratzinger, sarebbero stati bloccati dal rifiuto dei predecessori e dalla indisponibilit� di gran parte dell'episcopato alla �consacrazione� della Russia chiesta dalla Vergine. Cos�, nel 2000 si sarebbe fatto ricorso a un escamotage: rivelare una sola parte del testo, facendo credere per giunta che si riferiva al passato. Gli altri contenuti sarebbero stati svelati �non esplicitamente bens� implicitamente�, in omelie, discorsi, documenti di Papa Wojtyla e del prefetto della Fede. Che chi poteva intendere, intendesse.
Che dire di simili ipotesi? Per aiutare a capire, vorremmo dare una testimonianza che va al di l� della dimensione personale, ma coinvolge in pieno inchieste come questa di Socci. Succede infatti che, da molti anni, innumerevoli pubblicazioni, in molte lingue, si dedicano all'esegesi delle parole su Fatima pronunciate nel 1984 da Joseph Ratzinger (che, a mia precisa domanda, disse di avere letto il terzo segreto) e da Giovanni Paolo II dieci anni dopo. In entrambi i casi, quelle parole sono state pronunciate nelle interviste raccolte e pubblicate dal cronista che qui scrive. Anche Antonio Socci d� largo spazio all'analisi, spinta sino alle minuzie, di �Rapporto sulla fede� e di �Varcare la soglia della Speranza�. Giunge ad esempio sino a trarre conseguenze importanti da un �dunque� che appariva nella sintesi dell'intervista a Ratzinger che anticipai sul mensile �Jesus� e che non apparve nel libro che usc� alcuni mesi dopo. In altre occasioni, disquisisce sulle possibili letture di un aggettivo o sulla intonazione di una frase. Ma anche i riferimenti a Fatima sparsi nel colloquio con Giovanni Paolo II sono scrutati con la lente, per individuarvi eventuali significati sottaciuti, quasi in codice. Come dicevo, una simile esegesi di quei libri � stata (ed � tuttora) praticata da molti, nel mondo intero, talvolta con un accanimento maniacale. Colgo, dunque, l'occasione permettere in guardia da simili analisi, che non sono giustificate dalla genesi di quelle interviste, soprattutto quella con il futuro Benedetto XVI. �Rapporto sulla fede� nacque da oltre venti ore di registrazione. Mi fu data, poi, ogni libert� redazionale; con il solo, ovvio impegno, di sottoporre al cardinale il manoscritto che avrei ricavato dal lunghissimo colloquio. Il testo fu approvato senza quasi ritocchi, cos� come erano stati approvati dallo stesso interessato i preannunci su �Jesus�. Il prefetto della Fede volle presentare di persona il libro in una tumultuosa conferenza stampa e volle, bont� sua, ringraziarmi pubblicamente per la �fedelt� con cui avevo riferito il suo pensiero. Una �fedelt�, per�, che non mi aveva impedito di impastare con energia il voluminoso materiale, dandogli forma in uno schema, anche con aggiunte e ritocchi tratti da pubblicazioni e documenti precedenti del cardinale. Un editing in profondit�, dunque, il cui risultato peraltro soddisfece il mio interlocutore, che in quelle pagine disse sempre, in ogni sede, di riconoscersi. Qualcosa del genere, anche se in modo pi� discreto, avvenne per il libro con Giovanni Paolo II. Il quale rispose alle mie 35 domande scrivendo a mano, in polacco. Il manoscritto mi fu consegnato in una traduzione italiana con tali limiti che mi occorse un paio di mesi per dargli una forma passabile, talvolta chiedendo lumi all'autore, avendo come intermediario il portavoce Navarro Valls. Pure qui, dunque, ha avuto il suo posto (e non solo sulla forma letteraria) un editing robusto, anche se il risultato finale � ancora una volta � fu approvato senza riserve, al punto che Papa Wojtyla a lungo regal� copie del libro ai suoi ospiti e lo cit� con convinzione in sue pubblicazioni successive. Che Socci, dunque, e tutti gli altri indagatori dei rapporti tra gerarchia e Fatima ne siano finalmente consapevoli: nelle loro ricostruzioni, molte delle fonti � a cominciare dalle due, giudicate da essi essenziali, di Ratzinger e di Wojtyla � appartengono a un genere letterario dove l'esegesi letteralista non � ammissibile. E dove un sostantivo, un aggettivo, un avverbio risalgono spesso a scelte del redattore e non del protagonista, anche se questo ha poi approvato. Improbabile, dunque, magari ingannevole � seppure in ottima fede � la certosina fatica di Socci? Deliramenta, i suoi, come appaiono anche a lui certi estremismi dei �fatimiti�? No, non ci pare che sia cos�. Pur con forzature, o ingenuit�, derivate dall'affastellamento delle ipotesi pi� diverse, queste pagine possono rendere pensosi. E vanno comprese � almeno in una prospettiva di fede � le loro intenzioni: il desiderio (si direbbe, talvolta, l'affanno) di sapere quali siano davvero gli avvertimenti che il cielo avrebbe voluto farci giungere. E la preoccupazione di risparmiare alla Chiesa conseguenze devastanti, qualora la �censura� ipotizzata del testo consegnato da suor Lucia fosse impugnata da avversari malevoli.
Vittorio Messori |
Impara con pazienza se vuoi crescere con Dio |
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baldassare
Appassionato partecipante
 

Regione: Sicilia
Prov.: Agrigento
141 Messaggi |
Inserito il - 22/09/2008 : 07:03:39
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Citazione: Messaggio inserito da Luce delle Stelle
Quando suor Lucia, la veggente di Fatima, mor� nel monastero di Coimbra, il 13 febbraio 2005, la sua cella fu subito sigillata. La religiosa aveva scritto molto e si sapeva che teneva un diario che aveva mostrato solo al suo confessore. Meglio, dunque, chiudere quella porta ed evitare dispersione di documenti prima di un sopralluogo delle autorit� ecclesiali. La pubblicazione della notizia non piacque ad Antonio Socci, che accus� di �dietrologia�, di ricerca di scoop inesistenti, coloro che la pubblicarono, convinto che tutto ci� che c'era da sapere su Fatima fosse ormai di dominio pubblico. Per lui, non c'era pi� alcun �segreto�, dopo la dichiarazione del cardinal Sodano, il 13 maggio del 2000, e dopo la pubblicazione del testo manoscritto, con un commento del prefetto dell'ex Sant'Uffizio, il 26 giugno dello stesso anno. Ma, poi, il giornalista e scrittore toscano ha cambiato parere e pubblica ora un libro, in uscita domani (�Il quarto segreto di Fatima�, Rizzoli, pp. 252, e 17), che inizia ritrattando, con indubbia onest�, la convinzione che ogni parola pronunciata dalla Apparsa nel 1917 sia stata ormai rivelata dalla Chiesa. Dopo avere respinto la pubblicistica, soprattutto di parte lefebvriana o sedevacantista, che sospettava il Vaticano di non avere svelato i veri contenuti del messaggio, Socci ha deciso di esaminare le ragioni di chi diffidava. E ha finito per convincersi che qualcosa di molto importante ci � stato celato
In sintesi, la sua tesi � che la parte rivelata del segreto (quella del �vescovo vestito di bianco� che cade ucciso �da fucilate e frecce�) sia autentica, ma costituisca solo un frammento. Nella sua interezza, il messaggio conterrebbe parole terribili sulla crisi della fede, sul tradimento di parte della gerarchia, sugli eventi catastrofici che attenderebbero la Chiesa e, con essa, l'umanit� intera. Giovanni XXIII e Paolo VI � sia per scetticismo, sia per non fornire argomenti ai critici del Concilio � avrebbero impedito la pubblicazione del testo. Giovanni Paolo II e il suo braccio destro teologico, Ratzinger, sarebbero stati bloccati dal rifiuto dei predecessori e dalla indisponibilit� di gran parte dell'episcopato alla �consacrazione� della Russia chiesta dalla Vergine. Cos�, nel 2000 si sarebbe fatto ricorso a un escamotage: rivelare una sola parte del testo, facendo credere per giunta che si riferiva al passato. Gli altri contenuti sarebbero stati svelati �non esplicitamente bens� implicitamente�, in omelie, discorsi, documenti di Papa Wojtyla e del prefetto della Fede. Che chi poteva intendere, intendesse.
Che dire di simili ipotesi? Per aiutare a capire, vorremmo dare una testimonianza che va al di l� della dimensione personale, ma coinvolge in pieno inchieste come questa di Socci. Succede infatti che, da molti anni, innumerevoli pubblicazioni, in molte lingue, si dedicano all'esegesi delle parole su Fatima pronunciate nel 1984 da Joseph Ratzinger (che, a mia precisa domanda, disse di avere letto il terzo segreto) e da Giovanni Paolo II dieci anni dopo. In entrambi i casi, quelle parole sono state pronunciate nelle interviste raccolte e pubblicate dal cronista che qui scrive. Anche Antonio Socci d� largo spazio all'analisi, spinta sino alle minuzie, di �Rapporto sulla fede� e di �Varcare la soglia della Speranza�. Giunge ad esempio sino a trarre conseguenze importanti da un �dunque� che appariva nella sintesi dell'intervista a Ratzinger che anticipai sul mensile �Jesus� e che non apparve nel libro che usc� alcuni mesi dopo. In altre occasioni, disquisisce sulle possibili letture di un aggettivo o sulla intonazione di una frase. Ma anche i riferimenti a Fatima sparsi nel colloquio con Giovanni Paolo II sono scrutati con la lente, per individuarvi eventuali significati sottaciuti, quasi in codice. Come dicevo, una simile esegesi di quei libri � stata (ed � tuttora) praticata da molti, nel mondo intero, talvolta con un accanimento maniacale. Colgo, dunque, l'occasione permettere in guardia da simili analisi, che non sono giustificate dalla genesi di quelle interviste, soprattutto quella con il futuro Benedetto XVI. �Rapporto sulla fede� nacque da oltre venti ore di registrazione. Mi fu data, poi, ogni libert� redazionale; con il solo, ovvio impegno, di sottoporre al cardinale il manoscritto che avrei ricavato dal lunghissimo colloquio. Il testo fu approvato senza quasi ritocchi, cos� come erano stati approvati dallo stesso interessato i preannunci su �Jesus�. Il prefetto della Fede volle presentare di persona il libro in una tumultuosa conferenza stampa e volle, bont� sua, ringraziarmi pubblicamente per la �fedelt� con cui avevo riferito il suo pensiero. Una �fedelt�, per�, che non mi aveva impedito di impastare con energia il voluminoso materiale, dandogli forma in uno schema, anche con aggiunte e ritocchi tratti da pubblicazioni e documenti precedenti del cardinale. Un editing in profondit�, dunque, il cui risultato peraltro soddisfece il mio interlocutore, che in quelle pagine disse sempre, in ogni sede, di riconoscersi. Qualcosa del genere, anche se in modo pi� discreto, avvenne per il libro con Giovanni Paolo II. Il quale rispose alle mie 35 domande scrivendo a mano, in polacco. Il manoscritto mi fu consegnato in una traduzione italiana con tali limiti che mi occorse un paio di mesi per dargli una forma passabile, talvolta chiedendo lumi all'autore, avendo come intermediario il portavoce Navarro Valls. Pure qui, dunque, ha avuto il suo posto (e non solo sulla forma letteraria) un editing robusto, anche se il risultato finale � ancora una volta � fu approvato senza riserve, al punto che Papa Wojtyla a lungo regal� copie del libro ai suoi ospiti e lo cit� con convinzione in sue pubblicazioni successive. Che Socci, dunque, e tutti gli altri indagatori dei rapporti tra gerarchia e Fatima ne siano finalmente consapevoli: nelle loro ricostruzioni, molte delle fonti � a cominciare dalle due, giudicate da essi essenziali, di Ratzinger e di Wojtyla � appartengono a un genere letterario dove l'esegesi letteralista non � ammissibile. E dove un sostantivo, un aggettivo, un avverbio risalgono spesso a scelte del redattore e non del protagonista, anche se questo ha poi approvato. Improbabile, dunque, magari ingannevole � seppure in ottima fede � la certosina fatica di Socci? Deliramenta, i suoi, come appaiono anche a lui certi estremismi dei �fatimiti�? No, non ci pare che sia cos�. Pur con forzature, o ingenuit�, derivate dall'affastellamento delle ipotesi pi� diverse, queste pagine possono rendere pensosi. E vanno comprese � almeno in una prospettiva di fede � le loro intenzioni: il desiderio (si direbbe, talvolta, l'affanno) di sapere quali siano davvero gli avvertimenti che il cielo avrebbe voluto farci giungere. E la preoccupazione di risparmiare alla Chiesa conseguenze devastanti, qualora la �censura� ipotizzata del testo consegnato da suor Lucia fosse impugnata da avversari malevoli.
Vittorio Messori
come da angeli siamo diventati uomini e' come da uomini diventiamo angeli,il quarto segreto di fatima,e' una creazione di DIO onnipotente. |
****** BALDASSARE. |
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CuoreK
Appassionato partecipante
 

Regione: Italy
Citt�: Bari
59 Messaggi |
Inserito il - 14/10/2008 : 08:50:09
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| Mi ha sempre interessato il segreto di Fatima, e penso che prender� anche questo libro. Qualcuno sostiene che nel segreto sia anche menzionato una prossima venuta di Cristo accompagnato da esseri di altri mondi, e quindi un contatto di massa con gli ET. Cosa ne pensate? Sono panzane? |
Quando la notte sembra fin troppo buia, ecco splendere il sole. |
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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino
674 Messaggi |
Inserito il - 14/10/2008 : 12:43:24
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| Penso che si possa fare qualsiasi congettura, ma alla fine dobbiamo solo aspettare, vedere e sperare che tutto vada per il meglio. |
FeniceRossa |
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