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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..
   

Regione: Sicilia
Prov.: Messina
Citt�: Messina
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Inserito il - 22/08/2007 : 15:44:46
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Il Narratore

C'era una volta un narratore. Viveva povero, ma senza preoccupazioni, felice di niente, con la testa sempre piena di sogni. Ma il mondo intorno gli pareva grigio, brutale, arido di cuore, malato d'anima. E ne soffriva. Un mattino, mentre attraversava una piazza assolata, gli venne un'idea. "E se raccontassi loro delle storie? Potrei raccontare il sapore della bont� e dell'amore, li porterei sicuramente alla felicit�". Sal� su una panchina e cominci� a raccontare ad alta voce. Anziani, donne, bambini, si fermarono un attimo ad ascoltarlo, poi si voltarono e proseguirono per la loro strada. Il narratore, ben sapendo che non si pu� cambiare il mondo in un giorno, non si scoraggi�. Il giorno dopo torn� nel medesimo luogo e di nuovo lanci� al vento le pi� commoventi parole del suo cuore. Nuovamente della gente si ferm�, ma meno del giorno prima. Qualcuno rise di lui. Qualche altro lo tratt� da pazzo. Ma lui continu� imperterrito a narrare. Ostinato, torn� ogni giorno sulla piazza per parlare alla gente, offrire i suoi racconti d'amore e di meraviglie. Ma i curiosi si fecero rari, e ben presto si ritrov� a parlare solo alle nubi e alle ombre frettolose dei passanti che lo sfioravano appena. Ma non rinunci�. Scopr� che non sapeva e non desiderava far altro che raccontare le sue storie, anche se non interessavano a nessuno. Cominci� a narrarle ad occhi chiusi, per il solo piacere di sentirle, senza preoccuparsi di essere ascoltato. La gente lo lasci� solo dietro le palpebre chiuse. Passarono cosi degli anni. Una sera d'inverno, mentre raccontava una storia prodigiosa nel crepuscolo indifferente, sent� che qualcuno lo tirava per la manica. Apri gli occhi e vide un ragazzo. Il ragazzo gli fece una smorfia beffarda: "Non vedi che nessuno ti ascolta, non ti ha mai ascoltato e non ti ascolter� mai? Perch� diavolo vuoi perdere cos� il tuo tempo?". "Amo i miei simili" rispose il narratore. "Per questo mi � venuto voglia di renderli felici". Il ragazzo ghign�: "Povero pazzo, lo sono diventati?". "No" rispose il narratore, scuotendo la testa. "Perch� ti ostini allora?" domand� il ragazzo preso da una improvvisa compassione. "Continuo a raccontare. E racconter� fino alla morte. Un tempo era per cambiare il mondo". Tacque, poi il suo sguardo si illumin�. E disse ancora: "Oggi racconto perch� il mondo non cambi me".
"Dio � dentro il nostro cuore per dirti che devi essere bravo" scrive una bambina nel quaderno di catechismo. La catechista le domanda: "E se una bambina non lo ascolta?". La bambina sgrana gli occhi e risponde tranquilla: "Oh, lui ripete". Per questo ostinatamente, nonostante tutto, anche Dio continua a raccontare la sua storia.
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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..
   

Regione: Sicilia
Prov.: Messina
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Inserito il - 23/08/2007 : 13:54:13
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Il Piccolo Passo

Un grande maestro spirituale, che aveva anche doti di veggenza, termin� un giorno cos� la sua lezione: "Il mondo non va come va perch� esistono il bene e il male, l�alto e il basso, il dentro e il fuori. Credere questo � comodo per l�uomo, perch� superare contrasti fa ancora parte della sua natura antica. Ma la sua nuova natura non gli richiede pi� acrobazie, bens� piccoli passi. Il primo fra tutti � quello che lo porta dal Giudizio al Rispetto". Ascoltato l�invito, un giovane uomo chiese al maestro come potesse compiere questo primo passo. "Va� nel villaggio di Tay-Wa-goo e torna a riferirmi ci� che avrai visto", gli disse il maestro. La prima cosa che l�uomo vide, entrato nel villaggio, fu un uomo che cavava acqua da un pozzo con una secchia e la gettava via tra i rovi. La seconda cosa che vide fu una giovane donna che, nascosta tra i fiori, gli sorrideva invitante. La terza fu un mendicante che, aggrappatosi ai suoi abiti, gli chiedeva l'elemosina con preghiere da strappare l�anima. Tornato dal maestro, gli disse: "Dove mi hai mandato, ho visto tre persone che han ferito il mio cuore: un pazzo, una prostituta e un santo di Dio". "In realt�", gli rispose il sapiente, "tu hai visto un saggio, una donna innamorata ed un ladro. L�uomo che estraeva l�acqua dal pozzo e la gettava via era un saggio poich� il pozzo era avvelenato; la donna non sorrideva a te ma al suo innamorato, ch�ella sola vedeva di lontano; e il mendicante, mentre t�incantava con le sue preghiere, con la mano ti rubava il borsello". Il giovane si accorse che il Giudizio gli aveva oscurato il Rispetto; chiese una nuova prova e fu mandato in un altro villaggio. Con sua grande sorpresa, vide le stesse persone che aveva notato nel primo. E fu felice, quando ritorn� dal maestro, nel dirgli: "Grazie a te, o grande maestro, oggi ho potuto rettificare il mio giudizio: ho visto un saggio, una donna innamorata e un ladro". Il maestro si adir� fortemente: "Basarsi sul Giudizio degli Altri � somma stoltezza e non ha nulla a che fare col Rispetto. Oggi hai visto un pazzo, una prostituta e un santo". Pensoso, il giovane fu mandato a visitare un terzo villaggio. Come supponeva, vide nuovamente un uomo che estraeva acqua da un pozzo e la gettava tra i rovi, una ragazza che gli sorrideva invitante e un pover uomo che gli tendeva la mano. "Che cosa hai visto oggi?", gli chiese il maestro al suo ritorno. "Oggi", rispose l�altro, "ho visto dell�acqua che veniva gettata fra i rovi, un sorriso di donna e una mano tesa verso di me". "Anche se hai visto poco, hai almeno compiuto il primo, piccolo passo che porta dal Giudizio al Rispetto".
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Annalisa
Moderatore
    

Regione: Veneto
Prov.: Verona
Citt�: Verona
645 Messaggi |
Inserito il - 23/08/2007 : 14:34:21
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Grazie Federica, quest'ultima contiene un insegnamento profondo, che mi dar� motivo di riflessione. Ormai siamo cos� abituati al giudizio, che sembra una cosa normalissima... |
Annalisa |
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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..
   

Regione: Sicilia
Prov.: Messina
Citt�: Messina
447 Messaggi |
Inserito il - 24/08/2007 : 12:00:56
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E' vero Annalisa.. Spero che le storie che posto vi piacciano.. ogni giorno scelgo le pi� belle.. Personalmente mi aiutano a riflettere tutte quelle che leggo.. Un abbraccio..
Il Poeta Cieco

Nell'antico Giappone, un uomo era nato col dono della poesia. Ma era un piccolo dono, di cui lui solo gioiva e soffriva, e che nessuno prendeva in considerazione. Persino i poeti grandi hanno la vita difficile; figurarsi i piccoli. Era gi� tanto se qualche maestra di scuola leggeva in classe, di tanto in tanto, qualche sua poesia; ma egli era quasi sicuro che lo facesse per cortesia. Per campare, divenne scrivano negli uffici delle gabelle; aveva una bellissima calligrafia e, a quei tempi, erano pochi che sapessero pennellare gli ideogrammi come lui. Ma non fece carriera, in parte perch� non aveva alcuna ambizione, in parte perch�, come impiegato, rendeva poco, continuamente distratto com'era dai suoi sogni. Giunto verso il termine della vita, divenne cieco. All'ufficio delle dogane non avevano pi� bisogno di lui; in casa era un ingombro, poich� inciampava in ogni dove; neppure a coltivare l'orto era utile. Il poeta cieco, profondamente avvilito, stava seduto per tutta la giornata sotto una tettoia a udire i passi della gente e il suo chiacchiericcio. Un giorno di primavera, mentre aspirava il profumo dei tigli per schiarire almeno un poco il buio dell'anima, vide come in sogno avanzare verso di lui un fiume di immagini di poesia, quasi fosse una colata di diamanti. Spalanc� tutto il suo cuore e se ne lasci� invadere. In quel preciso momento ud� una voce che gli diceva: "Vecchio, ho bisogno della tua poesia! " Il tono era autorevole e profondo. "Chi pu� mai avere bisogno di me?", chiese il poeta, "e proprio adesso che sono cieco e non posso pi� scrivere?". "Chi sia io non ha importanza; ha importanza che io abbia bisogno di te, non ti pare? E in pi�, ti pagher� bene. Eccoti un anticipo". Il poeta tese la mano: vi cadde un bellissimo fore di loto. Chi mai poteva dargli una ricompensa cos� grande? Nessuno rispose alla sua domanda. Il poeta, su cento foglie di bamb�, si mise febbrilmente a scrivere un grande poema d'amore a Buddha, perch� certamente da lui era disceso quel fiume di diamanti che lo aveva invaso. Non pens� alla sua cecit�; non pens� che la sua mano era malferma; non pens� neppure che invece di dipingere ideogrammi potesse dipingere scarabocchi. Trasform� quel fiume di brillanti in un mare di poesia. Terminato che ebbe, mor�, come muoiono alcune persone per troppo amore. Le cento foglie di bamb� sono attualmente appese, a formare una lunga ed aerea ghirlanda, nel tempio di Yan-Zan. Nessuno pi� ricorda n� quando n� come n� perch� vi siano state appese. Tranne il primo verso della prima foglia, nessuno le sa decifrare. Quando per� spira il vento dell'est e le foglie vibrano insieme, tutti odono il mormorio di un poema che ognuno ha dentro di s� e che pu� cantare; basta che colga il senso del primo verso della prima foglia: "Oggi ho bisogno di te, mi disse Qualcuno".
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lilla
Un granello di sabbia colorato
    

1111 Messaggi |
Inserito il - 24/08/2007 : 12:15:04
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Grazie Federica che ogni giorno ci doni una perla di saggezza. Ne abbiamo bisogno, il nostro cuore ricerca e ha bisogno di nutrirsi di cose buone che purtroppo spesso intorno a noi non troviamo. Grazie di nuovo tesoro bello e tanto forte il mio abbraccio giunga a te! |
... quando vedevi solo un'impronta era perch� ti avevo preso in braccio... |
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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..
   

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447 Messaggi |
Inserito il - 24/08/2007 : 14:03:48
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Grazie lilla, dolcissima come sempre..! allora continuer� a mettere queste storie.. e quando finiranno ne cercher� altre x voi.. 
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Federica
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Inserito il - 25/08/2007 : 11:29:41
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Il Potere del Pensiero

Un pellegrino camminava per un sentiero di campagna, quando sul margine di esso, tra l'erba, scorse qualcosa, forse un sasso, dalla forma strana: "E' un serpente", pens�. Il serpente si srotol�, scatt� e lo morse a morte. Un altro pellegrino camminava per quel sentiero, anche lui scorse il sasso dalla forma strana: "E' un uccello", pens�. In un frullo d'ali, l'uccello vol� via.
Un automobilista rest� con una gomma a terra su una strada buia e solitaria. Scese dall'auto, ma si accorse di non avere in macchina il crick. Stava per lasciarsi prendere dalla disperazione, quando vide un lumicino in lontananza: era una casa colonica. Si avvi� a piedi in quella direzione, e intanto cominci� a rimuginare: "E se nessuno venisse ad aprire?", "E se non avessero un crick ?", "E se quel tizio non me lo volesse prestare anche se ce l'ha?". A ogni angosciosa domanda la sua agitazione cresceva, e quando finalmente raggiunse la casa colonica, e il contadino gli apr�, era talmente fuori di s� che gli sferr� un pugno gridando: "Tieniti pure il tuo schifoso crick!". Ti piaccia o no, sono i tuoi pensieri a tracciare la rotta del viaggio che si chiama vita. Se hai in mente la depressione e il fallimento, � l� che ti troverai. Se pensi di essere goffo e sgradevole, cos� ti comporterai. D� ad un ragazzo che � stupido, lo diventer�.
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Federica
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Regione: Sicilia
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Inserito il - 26/08/2007 : 18:51:04
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Il Puzzle

Durante l'assenza della moglie, un importante uomo d'affari dovette rimanere in casa per badare ai due scatenatissimi bambini. Aveva un'importante pratica da sbrigare, ma i due piccoli non lo lasciavano in pace un istante. Cerc� cos� di inventare un gioco che li tenesse occupati per un po' di tempo. Prese da una rivista una carta geografica che rappresentava il mondo intero, una carta complicatissima per i colori dei vari stati. Con le forbici la tagli� in pezzi minutissimi che diede ai bambini, sfidandoli a ricomporre il disegno del mondo. Pensava che quel puzzle improvvisato li avrebbe tenuti occupati per qualche ora. Un quarto d'ora dopo, i due bambini arrivarono trionfanti con il puzzle perfettamente ricomposto. "Ma come avete fatto a finire cos� in fretta?", chiese il padre meravigliato. "E' stato facile", rispose il pi� grandicello. "Sul rovescio c'era la figura di un uomo. Noi ci siamo concentrati su questa figura e, dall'altra parte, il mondo si � messo a posto da solo".
Il saggio Bayazid diceva: "Quand'ero giovane ero un rivoluzionario e tutte le mie preghiere a Dio erano: Signore, dammi la forza di cambiare il mondo. Quand'ero ormai vicino alla mezza et� e mi resi conto che met� della mia vita era passata senza che avessi cambiato nulla, mutai la mia preghiera in: Signore, dammi la grazia di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me. Solo la mia famiglia e i miei amici, e sar� contento. Ora che sono vecchio e i miei giorni sono contati, comincio a capire quanto sono stato sciocco. La mia sola preghiera ora �: Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso. Se avessi pregato cos� fin dall'inizio non avrei sprecato la mia vita". Se ognuno pensasse a cambiare se stesso, tutto il mondo cambierebbe.
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Federica
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Inserito il - 27/08/2007 : 12:34:20
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Il Ricamo Della Vita

Per anni e anni Ghior gir� il mondo alla ricerca di qualche risposta ai suoi affannosi "perch�?". Da piccolo aveva perso la mamma e il pap� e aveva dovuto arrangiarsi per vivere, subendo ogni sorta di privazioni. La vita, tra imprevisti, delusioni e accidenti di ogni tipo, non gli aveva mai sorriso veramente. Ora, stanco e arrabbiato, stava per abbandonarsi definitivamente allo sconforto, ma, prima di mollare la presa, decise di fare un ultimo viaggio per il mondo e, preparata alla buona una sacca con cibo e vestiti, s'incammin� alla ricerca di risposte. Dopo molto tempo, una notte molto fredda, arriv� in un piccolo villaggio, poche tende di pastori, qualche fuoco e molte stelle. Entr� in una delle tende e vicino al fuoco vide addormentata una vecchia donna. Stava quasi per svegliarla e chiederle ospitalit�, quando una mano gli sfior� la spalla. Girandosi di scatto, si trov� davanti un giovane: era un guerriero che sottovoce, ma con tono imperioso, gli disse: "Per la notte copriti con questa!", e gli porse una coperta morbidissima, di lana pettinata, ricamata con colori accesi: nemmeno il tempo di ringraziare, ed era gi� sparito. La luce tenue dell'alba svegli� Ghior, che ancora sotto la sua coperta, si sent� invadere come una piena dal peso dei suoi perch� e dei suoi dubbi antichi. La vecchia donna rientrando nella tenda con una brocca fumante di latte di capra e qualche focaccia gli disse: "Figliolo, smetti di tormentarti per nulla". "Ma la mia sofferenza e le mie disgrazie sono nulla?" rispose Ghior stupito e rattristato. "Figliolo - riprese la donna - smetti di tormentarti. Ci� che ti ha tenuto caldo durante la notte � proprio la risposta che cerchi". Ghior non capiva. Cos'era questa cosa che lo aveva tenuto caldo per tutta la notte...ed era anche la risposta ai suoi perch�? Sfiorando il bordo della coperta, la morbidissima sensazione della lana si trasform� in una illuminazione: "La coperta, la coperta mi ha tenuto caldo, la coperta! Ma...come pu� essere la risposta ai perch� complicati della mia vita?". Appoggiato il latte e le focacce per terra, la vecchia donna si chin� fino a sedersi al giaciglio di Ghior. "Guarda figliolo - disse mostrandogli un lato della coperta - cosa vedi?" "Dei colori bellissimi, e disegni ancor pi� belli ricamati con perfezione mai vista". "Ora guarda l'altro lato: cosa vedi?". "Vedo il tipico aggrovigliarsi dei fili del ricamo, colori sovrapposti, confusione, nodi curati ma sempre nodi, e tagli di filo e colori, intrecci imprevisti, senza senso, disegni incomprensibili e brutti da vedere". "Ecco figliolo, la vita, la tua vita � esattamente cos�: tu sei sotto il ricamo della vita, puoi vedere questa coperta solo da sotto; � la condizione umana. Nel frattempo, per te, su di te e dentro di te si ricamano dall'altro lato disegni e sfumature straordinarie e di una bellezza sconvolgente, e per questo ricamo a volte si rende necessario tagliare, fare nodi, correggere. Da qua sotto � ovvio che SENZA UN PO' DI FEDE e fantasia vedi solo tagli, nodi e confusione, ma guarda un po' cosa sta realizzando Dio su di te...un disegno bellissimo!"
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lilla
Un granello di sabbia colorato
    

1111 Messaggi |
Inserito il - 27/08/2007 : 12:50:00
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Federica, questo ultimo racconto � sensazionale, mi ha molto colpita... Grazie tesoro bello, tvb Silvia |
... quando vedevi solo un'impronta era perch� ti avevo preso in braccio... |
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