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Piccolo Principe
ASLAN
    

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Inserito il - 04/06/2005 : 13:34:16
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Rese pubbliche le conclusioni di un'indagine interna alla Difesa che tende comunque a minimizzare gli episodi definendoli casuali
Guantanamo, il Pentagono ammette "Cinque oltraggi a copie del Corano"
Il caso pi� grave quello di un soldato che ha urinato sul testo ma secondo i militari Usa la colpa � stata di un colpo di vento
WASHINGTON - Newsweek aveva ragione. Lo scoop del settimanale Usa sugli oltraggi al Corano nel carcere militare di Guantanamo era autentico, episodi simili sono realmente accaduti. In un primo momento il giornale, incalzato dalle smentite dell'amministrazione, aveva dovuto smentire, ma ora a confermare solennemente la notizia arriva un'indagine interna condotta dal Pentagono.
Il rapporto conclusivo, diffuso ieri dal Comando meridionale statunitense, sottolinea che si tratta di casi isolati - ne ha circostanziati cinque - e che generalmente i militari della base hanno sempre dimostrato massimo rispetto per il testo sacro dell'Islam. Ma restano comunque cinque episodi di oltraggio, seppure definiti "accidentali".
Il primo di cui si fa cenno nel documento militare � avvenuto lo scorso marzo e viene ricostruito cos�: un militare usc� dal posto di guardia e urin� all'aperto, ma non si accorse di farlo vicino a un areatore e un colpo di vento port� l'urina all'interno di una cella attraverso il foro. Un detenuto poi rifer� alle guardie che l'urina aveva bagnato lui e la sua copia del Corano. L'indagine ha stabilito che al detenuto fu dato un'uniforme pulita e un nuovo testo; la guardia fu richiamata e assegnata a compiti che non implicavano contatti con i detenuti.
Un altro caso si � verificato nel luglio del 2003, quando durante un interrogatorio uno specialista civile dovette scusarsi con un detenuto per avere calpestato la sua copia del Corano. L'interrogatorio "fu poi sospeso per una serie di comportamenti inaccettabili, per l'incapacit� di seguire direttive precise e per scarsa esperienza".
Il mese seguente i secondini del turno di notte scaraventarono dei palloncini d'acqua nelle celle e alcune copie del Corano dei detenuti si bagnarono. A febbraio del 2002 alcuni secondini presero a calci una copia del testo sacro. Il quinto caso, infine, riguarda la denuncia fatta ad agosto del 2003 da un detenuto, secondo cui sulla sua copia del Corano erano state scritte in inglese "due parole oscene".
Il Comando meridionale, che ha disposto l'inchiesta, sottolinea nel suo rapporto: � "possibile" che sia stata una guardia a scrivere quelle parole; ma "� ugualmente possibile" che l'abbia fatto lo stesso detenuto.
"Il maltrattamento di un testo del Corano � evento raro a Guantanamo e, comunque, � cosa su cui non si transige", ha detto il generale Jay Hood, comandante della prigione di Guantanamo e responsabile dell'inchiesta. Hood il 26 maggio annunci� che l'inchiesta aveva appurato cinque casi di "maltrattamento del Corano", ma non entr� nel merito; escluse per� che vi fosse stato il caso di un testo sacro gettato nel gabinetto e poi scaricato.
Ieri sera ha confermato questa versione dicendo che "non erano state trovate prove valide" che un militare si fosse reso responsabile di un atto del genere e Hood sottolineato che il caso poteva "considerarsi chiuso".
Il portavoce del Pentagono, Laurence Di Rita, da Singapore dove � al seguito dal ministro della Difesa Donald Rumsfeld, ha detto che le disposizioni del Comando meridionale su come considerare il Corano "sono serie, rispettose e adeguate" come "ha confermato l'indagine di Hood".
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