|
Kimerah
Virtuoso partecipante
  

Citt�: prov. Milano
245 Messaggi |
Inserito il - 07/10/2004 : 22:57:32
|
FIABA dei Fratelli Grimm
Una madre aveva un bambino di sette anni, cos� bello e grazioso che bastava guardarlo per volergli bene, e l'amava sopra ogni altra cosa al mondo. Avvenne che egli improvvisamente si ammal� e il buon Dio lo chiam� a s�, la madre non si poteva consolare e piangeva giorno e notte. L'avevan sepolto da poco, e il bimbo, di notte prese ad apparire proprio l� dove se ne stava a giocare quando era vivo; se la madre piangeva, piangeva anche lui e quando veniva mattino spariva. Ma perch� la madre piangeva senza posa, una notte egli le apparve con la bianca camicina da morto, con cui l'avevano messo nella bara, e con la coroncina in testa; sedette ai suoi piedi, sul letto, e disse: "Ah mamma, non piangere pi�, o io non posso addormentarmi nella bara: la mia camicina da morto � sempre bagnata dalle tue lacrime che ci cadono sopra". All'udirlo la madre si spavent� e non pianse pi�. E la notte dopo il bimbo torno con una candelina in mano e disse: "Vedi? La mia camicina � quasi asciutta e io riposo nella mia tomba". Allora la madre offr� il suo dolore a Dio, lo sopport� paziente, in silenzio; e il bimbo non torn�, ma dorm� nel suo lettino sottoterra.
Riflessione:
Il lavoro del lutto che ci tocca fare di fronte alla morte � ricordare, � memoria e poi � accettare e affidare; che si chiami Dio, che si chiami storia, che si chiami destino, ciascuno trovi un significato interiore, ma il senso sta nell'affidare, perch� forse quello che ci tocca, quando ci troviamo di fronte all'evento della morte, � trovare la forza di lasciare andare. La fiaba ci dice che il nostro dolore dobbiamo accettare di affidarlo; dobbiamo avere il coraggio di portarlo nella vita come trasformazione paziente, incomprensibile, forse perch� anche loro - i morti - possano portare il loro dolore nel distacco e nella trasformazione
|
|