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onirica.parabola
...donando un sorriso

amicizia innocente


1046 Messaggi

Inserito il - 23/03/2006 : 06:32:50  Mostra Profilo
IV Domenica di Quaresima (Anno B)

Che follia non farsi amare!


Oramai si stringe il tempo che ci accosta alla Santa
Pasqua, "quel grande giorno del Signore", "un giorno
senza tramonto per l'eternit�", in cui esplode una
dimensione che non possiamo nemmeno
immaginare. I Santi di tutti i tempi, ancora oggi; questa
dimensione dell'amore di Dio, che vorrebbe invaderci
fino ad occupare tutto di noi, come unico bene e sola
immensa felicit�, hanno avuto la gioia incontenibile di
non solo immaginarla, ma di viverla.
Chi di noi si reca a La Verna, nella chiesetta dove S.
Francesco ricevette le sacre stimmate, rimane
sbalordito dal suo amore, che chiese di provare
amore e dolore per vivere Cristo: per lui era la somma
felicit�.
Ma si ha come l'impressione che la Quaresima, la
Pasqua, oggi, per troppi sia un tempo senza alcun
valore divino. Non si accorgono di essere immersi in
un mondo fatto di nulla e questo nulla diventa il
terribile vuoto del cuore.
Lo vogliamo o no, miei carissimi carissime,
possiamo fare a meno di tutto, ma non dell'amore di
Dio.
Dio � tutto, il resto � superficialit� o pericoloso
nulla, se non un inferno inconfessabile. Eppure non si
vuole neppure entrare in se stessi e trovare la via di
casa, come fece il figlio prodigo (una parabola che in
questo tempo dovremmo meditare a lungo) che, dopo
avere abbandonato la casa del Padre, sicuro di
trovare fuori una effimera felicit�, alla fine fu lasciato
solo - la nostra solitudine - in totale miseria, lui cos�
ricco nella casa del Padre, costretto a fare da
guardiano dei porci e rubare le ghiande a loro
destinate. Ma alla fine lo Spirito suscit� la nostalgia
del Padre e "rientr� in se stesso" e disse: Torner� da
mio Padre.
L'incontro con il Padre, che lo attendeva sulla porta di
casa, � una riga di Vangelo che fa piangere di
commozione quanti ancora hanno conservato un
briciolo di desiderio del Cielo.
Anche solo
immaginando la scena, descritta direttamente dal
cuore di Ges�, non si pu� che commuoversi nel
vedere il padre che, scorgendo da lontano il ritorno del
figlio, gli corre incontro, e, commosso, gli getta le
braccia al collo e lo bacia e dice: "facciamo festa,
perch� questo figlio era morto ed ora � tornato a
casa". E lo veste di vesti nuove, come a voler
strappare tutto lo sporco con cui il mondo gli aveva
rivestito la vita come di una seconda inaccettabile
pelle.
Il Vangelo di oggi torna solennemente a proclamare
questo Cuore misericordioso di Dio. "Ges� disse a
Nicodemo: Come Mos� innalz� il serpente nel
deserto, cos� bisogna che sia innalzato il Figlio
dell'uomo, perch� chiunque crede in Lui abbia la vita
eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il
suo Figlio unigenito perch� chiunque crede in Lui non
muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il
Figlio unigenito nel mondo per giudicare, ma perch� il
mondo si salvi per mezzo di Lui" (Gv 3,14-21).
Come dovrebbe suonare dolcissimo al cuore di
tutti: "Dio ha tanto amato il mondo..." Siamo assetati di
amore, ma forse lo cerchiamo altrove, senza di Lui
.
Viene da chiederci se � possibile che ci sia qualcuno
che possa vivere rifiutando o ignorando questo
amore? E' possibile perch� l'amore � un
meraviglioso dono che esige da parte nostra un s�
libero, totale. Ci si vuol bene in due! Dio e noi
.
Ma sembra proprio che in tutti i tempi, dalla creazione,
tante volte abbia la meglio seguire il proprio egoismo,
come fu per Adamo ed Eva, che alla fine si
trovarono "nudi": la stessa nostra nudit�, che per�
rincorriamo testardamente, per non accettare quel
grande amore del Padre.
Raccontano le Cronache della S. Scrittura: "Il Signore
Dio dei loro padri, mand� premurosamente e
incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli,
perch� amava il suo popolo e la sua dimora.Ma essi
si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le
sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che
l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il
culmine senza pi� rimedio" (Cr 36, 14-19).
Fa impressione come la stessa insensibilit�, o
peggio ancora il rifiuto dell'amore misericordioso di
Dio, sia evidenziato nelle parole che Paolo VI, allora
cardinale a Milano, disse nel lontano 1962, a
Pasqua: "Vi � una grande parte del mondo moderno
che considera Cristo, per usare la parola stessa del
Vangelo, il bersaglio della contraddizione. Cristo � il
nemico: ma perch�? Sarebbero da ripetere le
patetiche e stringenti domande del Venerd� Santo,
quelle che la liturgia pone drammaticamente sulle
labbra di Cristo morente, le cos�
dette "Lamentazioni". "Popolo mio che ti ho mai fatto?
In che cosa ti ho contristato? Rispondimi". Cristo che
ha dato all'uomo la coscienza della sua dignit�, che
gli � stato maestro di vita, che � stato per il mondo la
sorgente della libert�, della pace e dell'amore. Cristo
� il nemico, dicono. Deve morire. Bisogna sopprimere
il suo ricordo, la sua dottrina, la sua Chiesa. Paesi
interi, lo sappiamo, fanno di questo furore
anticristiano la loro bandiera".
E non ci vuole tanto per vedere come questo sia vero.
C'era un tempo cui le nostre famiglie davvero vivevano
nel nome e con una presenza di Dio in tutto e
sempre...era una vita economicamente difficile, ma
era ricca di tutto ci� che dona la presenza di Dio.
Oggi sembra che, sicuramente tante volte per
ignoranza, Cristo sia bandito dai discorsi o dalle
preghiere in famiglie...come non esistesse pi�. A volte
� anche difficile trovare nelle case qualche segno
dell'amore di Dio, nel crocifisso. Quello che � ancora
pi� doloroso � quella scomparsa dal ricordo e
dall'amore, come fosse un inutile intruso e non
l'amico che ci attende a braccia aperte, come sulla o
croce
, pronto a gettarle sul nostro collo.
Ma scomparso Dio dalla nostra vita, chi o cosa ci
rimane che ci assicuri pace, gioia, serenit� e
sopratutto tanta voglia di volersi bene? Deve
essere "duro", anche per Ges�, vedersi rifiutato, Lui
che ci "ama tanto, e per l'eternit�", come nessuno di
noi sa dare o fare?
Suonano oggi come un dolcissimo richiamo, che
dovrebbe smuovere le nostre coscienze come quando
siamo colpiti da una persona che all'improvviso ti
dice "ti amo
".
"Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio
unigenito perch� chiunque crede in Lui non muoia,
ma abbia la vita eterna. Non � venuto tra noi per
giudicarci, ma per salvarci per mezzo di lui". Eppure
noi, che certamente non siamo i pi� adatti a essere
giudici dei nostri fratelli, perch� "dentro" ci sentiamo
peccatori, a volte ci indigniamo e gridiamo sia fatta
giustizia per chi sbaglia: una giustizia che non
conosce misericordia, ma solo punizione.
Ricordate quel meraviglioso racconto della donna
adultera, nel Vangelo? I suoi concittadini l'avevano
colta in fragrante adulterio, un peccato che allora
veniva punito con la pubblica lapidazione, morendo
cos� "due volte", la prima per il disprezzo di tutti e
quindi con la lapidazione. La portano davanti a Ges�,
chiedendo un suo giudizio e lo fanno per metterlo alla
prova. La risposta alla domanda � di quelle che
costringono a riflettere: "Chi di voi � senza peccato,
scagli la prima pietra". Poi, come volendosi estraniare
da quel cerchio di giudici senza misericordia e
ingiusti, si diverte a scrivere per terra, non alzando mai
lo sguardo sulla scena. Alla fine si alza e, vedendosi
solo di fronte a quella donna "distrutta dentro", senza
speranza, chiede: "Donna, dove sono i tuoi
accusatori?" Questi, infatti, se ne erano
andati,vedendo che la mitezza di Ges� aveva messo a
nudo il loro animo, che non aveva diritto a
giudicare. "Neppure io ti condanno: va' in pace e non
peccare pi�".
E' davvero il frutto della Pasqua che tutti vorremmo
gustare. Ma siamo pronti ad affidarci alla misericordia,
cambiando vita? Dio sa quante volte anche noi
vorremmo uscire dal buio dell'anima e sentirci
dire: "Va' in pace e non peccare pi�".
Vorrei fare nostra la preghiera che il S. Padre rivolse a
Dio, commentando la tredicesima stazione della Via
Crucis: "Ges� deposto dalla croce".
"Signore, sei disceso nell'oscurit� della morte. Ma il
tuo corpo viene raccolto da mani buone e avvolto in un
candido lenzuolo. La fede non � morta del tutto, il sole
non � del tutto tramontato. Quante volte sembra che tu
stia dormendo. Come � facile che noi uomini ci
allontaniamo e diciamo a noi stessi: Dio � morto. Fa'
che nell'ora della oscurit� riconosciamo che tu
comunque sei l�. Non lasciarci soli quando tendiamo
a perderci di animo. Aiutaci a non lasciarti da solo.
Donaci una fedelt� che resista nello smarrimento e
un amore che ti accolga nel momento pi� estremo del
tuo bisogno, come la madre tua, che ti avvolse di
nuovo nel suo grembo.
Aiutaci, aiuta poveri e ricchi, i semplici e i dotti a
vedere attraverso le loro paure e i loro pregiudizi, la
tua presenza che � solo bont�, e a offrirti la nostra
capacit�, il nostro cuore, il nostro tempo, preparando
cos� il giardino nel quale pu� avvenire la resurrezione".
Ricordo un convegno sul tema "droga, come
liberarsi?" Era gremita la sala, come in cerca di
qualcuno che indicasse la via della resurrezione. Si
alternavano al tavolo giudici, psicanalisti e specialisti:
un fiume di parole che ci mischiava con il denso fumo
delle sigarette...senza indicare anche una minima via
di uscita. All'improvviso si alz� un giovane e
disse: "C'� uno che pu� risolvere il problema: Ges�
Cristo. Io ero drogato, Lui mi ha salvato". Una risposta
secca, cui nessuno os� porre obiezioni e si sciolse
l'assemblea, come quella che voleva processare
l'adultera, salvata dall'amore di Ges�.
Pu� accadere anche a noi, anche se sotto altre forme.
E' questa la Pasqua.

Antonio Riboldi - Vescovo -

onirica.parabola
...donando un sorriso

amicizia innocente



1046 Messaggi

Inserito il - 23/03/2006 : 07:00:27  Mostra Profilo
Ma siamo pronti ad affidarci alla MISERICORDIA?

Siamo pronti a farci "ri-creare" totalmente nuovi?

A tuffarci in questo " Oceano" di AMORE?

Imparo dai bambini come si fa...loro si affidano e quando hanno paura chiedono la mano alla Mamma ...per avere il coraggio del " SALTO".
Sulla Croce Ges� mentre moriva emettendo lo Spirito ci ha affidato a sua Madre. Ci ha fatto 3 doni :Lo Spirito Santo, il suo Pane/corpo come cibo per sostenerci nel cammino ed una mamma che ci tiene per mano.
Lei L'OBBEDIENTE, la donna vestita di sole, vuole le stesse cose che vuole DIO
Lei inserita nella TRINITA' DI DIO ci tiene stretti x mano e ci conduce verso la LUCE che non ha FINE...verso la GIOIA.
Ho imparato a crederle!






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