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cigno54
ritrovare i sussurri
   

Regione: Italy
420 Messaggi |
Inserito il - 05/11/2005 : 18:56:59
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Ciao a tutti.
Ci troviamo, volenti o nolenti, a percorrere un periodo storico davvero importante per il futuro di tutti noi, e per noi intendo l'Umanità: lo sappiamo.
Sì, lo sappiamo con la mente, ma lo abbiamo anche compreso?
La comprensione avviene nel cuore, non con la mente che, per sua natura, inganna e ostacola.
In questo cammino, di cambiamento totale ed epocale dal vecchio modo di essere, al nuovo, è richiesta la partecipazione di ognuno di noi: i pensieri vanno ripuliti, indirizzati con energia consapevole affinchè siano creativi; le azioni vanno compiute con armonia e pace nel cuore ... occorre ordine per allinearci alla vibrazione dell'Universo, che si è aperto a noi e ci invita a fare scelte consone e favorire il cambiamento.
OK, l'Universo ci aspetta. Ma nel nostro piccolo giardino quotidiano, cosa piantiamo? Cosa coltiviamo? Cosa seminiamo? Con le persone con cui ci rapportiamo, vicini o lontani che siano, cosa diamo di noi? E siamo responsabili di ciò che facciamo, diciamo, pensiamo, trasmettiamo?
Ho la netta sensazione che ancora si guardi alle nostre sofferenze come agli unici, irripetibili e importantissimi strazianti dolori esistenti al mondo; quel che è peggio, pretendiamo che quello che ha fatto bene o male a noi, sia l'unico rimedio valido per tutti.
Ci si dimentica di guardare all'altro come a un'anima, osservando solo i sintomi e decretando una diagnosi che, invece, è solo nostra.
Di unico, irripetibile, ci siamo solo noi. Questo concetto non va inteso come un appiglio per elevare il nostro ego, bensì come consapevolezza che ogni essere che ci accompagna, ogni essere che incontriamo, ogni essere sconosciuto e non, è a sua volta un essere unico, meraviglioso e irripetibile. Già, meraviglioso, come me, come te.
Anche i nostri figli lo sono, ma non sono solo nostri figli: sono anime in cammino come noi; specialmente se sono ancora bimbi,hanno bisogno come e più di noi di aiuto, hanno bisogno come e più di noi di sostegno, come e più di noi di sicurezze, come e più di noi di sentirsi amati e desiderati.
Ho seguito in altre sedi la vicenda scandalosa di medici che somministrano psicofarmaci a bambini, perchè vivaci. Scandalosa perchè i bambini sono perfettamente sani, mentre i genitori non reggono la loro sagacia, la loro energia, la loro voglia dirompente di vivere, di scoprire, di giocare per imparare.
Ho letto di genitori che si riparano dietro a questa usanza ormai dilagante, per schermare la loro incapacità di essere.
Un tempo si diceva: grazie, so sbagliare da me. Ritengo che sia valido oggi più che mai. 
Se stiamo male, riconosciamo il nostro malessere, e osserviamo anche chi abbiamo intorno: pensiamo che chi ha subìto la nostra esperienza non ne abbia risentito? Non ne soffra?
Come stiamo partecipando (sempre che stiamo partecipando!) al cambiamento: guardando solo noi stessi, restando chiusi nel nostro guscio, sicuri nel suo riparo?
O piuttosto ci occupiamo dell'altrui benessere come del nostro; curiamo le ferite di chi ci sta intorno come fossero nostre; restiamo in ascolto e partecipiamo con amore?
Riversiamo le nostre frustazioni su chi è sofferente, indifferenti dell'unicità della sua esperienza e del suo essere, consigliamo basandoci su ciò che abbiamo provato noi, come unica verità possibile?
Prendiamocene allora la piena responsabilità, anche quella di essere al margine del flusso energetico d'Amore che sta cercando di risvegliare le coscienze, in questa era.
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Cigno54
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