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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Astro Nascente Inserito il - 22/05/2007 : 16:34:10
Gli Atlantidi emigrarono in Egitto?

Atlantide e' probabilmente il "mistero" che piu' ha stimolato la fantasia di appassionati, scrittori e ricercatori. Tutto parte da un brano del filosofo Platone tratto dai "Dialoghi" Timeo e Crizia, scritti intorno al 340 a.C., che cosi' recita:
"Al di l� di quello stretto di mare chiamato le Colonne d'Ercole, si trovava allora un'isola pi� grande della Libia e dell'Asia messe insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole, e da queste isole alla terraferma di fronte (...). In quell'isola chiamata Atlantide v' era un regno che dominava non solo tutta l'isola, ma anche molte altre isole nonch� alcune regioni del continente al di l�: il suo potere si spingeva, inoltre, al di qua delle Colonne d'Ercole; includendo la Libia, l'Egitto e altre regioni dell'Europa fino alla Tirrenia".
Il brano viene riferito da Crizia, parente di Platone e si riferisce ad un episodio avvenuto nel 590 a.C. durante la visita del legislatore Solone a Sais, capitale amministrativa dell'Egitto. Il tentativo di Solone di impressionare i sacerdoti di Iside con le antiche tradizioni greche fallisce in quanto gli Egizi erano a conoscenza di un popolo vissuto molto tempo prima , sul quale possedevano molta documentazione scritta e la cui civilta' era stata distrutta 9000 anni addietro da un cataclisma. Viene fatta anche un'ampia descrizione del territorio sul quale questo popolo, gli Atlantidei, viveva, e cioe' un'isola grande piu' o meno 540x360 Km, circondata su tre lati da montagne e aperta a sud sul mare. Al centro dell'isola si trova una pianura con una montagna nel mezzo. Inoltre la pianura e' irrigata artificialmente ed e' quindi molto fertile. Atlantide, la capitale, sorge nel meridione ed e' circondata da mura che hanno una circonferenza di 71 Km c.a., seguite da altre cerchia di acqua e terra a difendere la citta' vera e propria che aveva un diametro di 5 Km c.a. Il clima � temperato, in quanto tra gli animali presenti vi erano gli elefanti.
Questa affascinante teoria ha preso piede negli ultimi anni grazie agli studi condotti da John Anthony West. Egli sostiene che la Sfinge, le Piramidi di Giza ed altri templi egizi siano stati costruiti intorno al 10500 a.C. da una civilt� molto avanzata.
Secondo West il corpo della Sfinge, chiaramente pi� eroso del resto, fu eroso dall'acqua.
Gli studi fatti da vari geologi in Egitto dimostrano come il Sahara un tempo fosse ricco di vegetazione e contraddistinto da numerose piogge.
Erodoto cit� come gli Egizi, vista la malvagit� di Cheope e Chefren, preferivano chiamare le Piramidi come di Filitis, un pastore che pascolava i suoi animali in quella zona. Ci� fa pensare che quindi ci fosse una ricca vegetazione. Alcuni studiosi, tra cui Henry Lhote, sostengono che il Sahara era una grande pianura verdeggiante fino al 2500 a.C.
Occorre notare, come � dimostrato, che la Sfinge � composta dallo stesso materiale delle tombe circostanti che per� non hanno subito lo stesso tipo di deterioramento.
Nella piana di Giza, oltre alla Sfinge, esistono anche due templi che presentano le stesse caratteristiche. Sono formati da blocchi pesanti fino a 200 tonnellate. Al giorno d'oggi, con le moderne gru, si avrebbero ancora grandi difficolt� a sollevare pietre cos� pesanti.
A supportare queste ipotesi fu Flinders Petrie che nel 1893 riport� alla luce il villaggio di Naqada a 300 miglia a sud del Cairo. Furono ritrovati vasi, stoviglie ed altri oggetti la cui perfezione di lavorazione lasciavano presupporre l'uso di tecniche molto sofisticate. Oggetti dello stesso tipo furono ritrovati anche sotto la Piramide a gradoni di Zoser a Saqqara (pi� di 30000 esemplari) ed in altre zone. Il collo dei vasi era cos� sottile da impedire il passaggio di una mano e, a volte, erano pi� stretti di un dito. Venne persino ritrovata una roccia di quarzo attraversata da un foro fatto artificialmente.
Christopher P.Dunn concluse che solo seguendo il principio dei moderni martelli pneumatici di potevano ottenere risultati di questo tipo. Al termine dei propri studi Dunn afferm� che gli Egizi avrebbero utilizzato una specie di trapano ad ultrasuoni.
Thomas L.Dobecky, il geofisico che collabor� con West, grazie all'utilizzo delle vibrazioni scopr� sotto la Sfinge l'esistenza di una o pi� camere sotterranee. Nell'ottobre del 1984 fu scoperto un passaggio segreto che portava sotto il corpo della Sfinge, ma furono negate le autorizzazioni necessarie. Dobecky fece anche un'altra importante scoperta: la parte anteriore doveva essere di migliaia di anni pi� antica della parte posteriore, il che significa che anche se si ammettesse che la parte posteriore appartenga all'epoca di Chefren, bisogna riconoscere che la parte anteriore avrebbe almeno al doppio degli anni. Durante un convegno alla Geological Society of America, al quale parteciparono circa 300 geologi, nessuno riusc� ad obiettare queste ipotesi che anzi furono sostenute.
Tra le zampe della Sfinge fu ritrovata una stele eretta da Thutmosi IV, che sal� al trono circa nel 1425 a.C., per commemorare il restauro della Sfinge. Tra le iscrizioni appare anche il nome di Chefren, ma alcune iscrizioni sono purtroppo illeggibili. Questo � la prova per cui la Sfinge viene attribuita a Chefren. Supponendo che realmente la Sfinge fosse stata edificata da Chefren, avrebbe dovuto subire un'erosione di circa 30cm ogni 100 anni per necessitare di un restauro 350 anni dopo e questo significherebbe che la Sfinge sarebbe dovuta sparire almeno 500 anni fa.
Un fiero oppositore sostenne che i restauri ai fianchi erano tipici dell'Antico Regno, ma per qualche strana ragione, furono fatti durante il Nuovo Regno dando cos� involontariamente un avvallo alla teoria di West.
Robert Schoch not� come alcune tombe fatte da mattoni di fango ritrovate vicino alla Piramide di Saqqara non presentano la stessa quantit� di erosione sebbene si trovino a circa 15Km dalla Sfinge e siano composti da materiale molto meno resistente.
Nel 1912 il prof. Naville, dopo i tentativi di Petrie, riusc� a riportare alla luce un tempio al di sotto del tempio di Seti I. Come i Templi della Sfinge non presentava nessuna decorazione ed evidenziava lo stesso stile di costruzione.
Un'altra prova a sostegno di questa teoria la forn� Auguste Mariette che ritrov� una stele tra le rovine del tempio di Iside, vicino alla Grande Piramide. Sulla stele, diventata nota come Stele d'inventario, e riportava la dichiarazione che la Grande Piramide fu eretta da Cheope per commemorare alla ristrutturazione del tempio di Iside, signora delle piramidi, vicino al tempio della Sfinge. I geroglifici risalivano chiaramente al 1000 a.C. circa cio� a 1500 anni dopo Cheope. Ci� dimostra come al tempo di Cheope esisteva gi� la Sfinge, il tempio di Iside e almeno una piramide.
Le prove portate da Howard-Vyse sull'origine della Grande Piramide (le iscrizioni trovate nella Camera di Campbell) sono anch'esse dubbie. Howard-Vyse, durante la sua spedizione, si vide impegnato a lavorare con collaboratori scomodi come Giovanni Battista Caviglia. Gli scavi portarono alla scoperte di altre 4 stanze che riportavano iscrizioni su tutte le pareti, ma mai su quelle fatte esplodere da Vyse.
I cartigli esaminati da Samuel Birch evidenziarono che, in uno di questi era scritto il nome di Cheope anche se, lo stesso Birch, ammise che alcuni dettagli lo lasciavano perplesso. Innanzitutto molte di queste iscrizioni erano rovesciate, poi not� che alcuni simboli erano caratteristici di epoche successive a Cheope per concludere col dire che.molti geroglifici erano sconosciuti oppure tracciati da mani inesperte che li rendevano irriconoscibili. Il fatto pi� sorprendente, per�, � che venivano menzionati i nomi di due faraoni, Khufu (Cheope) e Khnem-Khuf. Lo scrittore Zechariah Sitchin diede una spiegazione a questo mistero. Sitchin fece innanzitutto notare come i segni furono ritrovati solo nelle camere scoperte da Vyse dopo che aveva licenziato sia Caviglia che il capo-operaio. Secondo Sitchin lo scarso interesse che suscitavano le scoperte di Vyse, indussero lui ed il suo collaboratore Hill, a disegnare quei segni. La conoscenza dei geroglifici era ancora sommaria e ci� caus� l'errore. John Wilkinson, a quel tempo, uno dei maggiori studiosi di geroglifici scrisse alcuni testi sulla loro interpretazione. Howard-Vyse e Hill si basarono sui testi di Wilkinson per scrivere il nome di Khufu, ma poi si videro corretti a correggere la loro iscrizione perch� nel frattempo Wilkinson corresse la sua interpretazione del nome di Khufu. Successivamente, Wilkinson torn� sui suoi passi affermando che la correzione da lui riportata era inesatta. Una brutta sorpresa per Vyse e Hill che ormai non potevano pi� cancellare ci� che avevano scritto (Raufu anzich� Khufu).

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