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 Su Colpa e Castigo

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
FeniceRossa Inserito il - 13/10/2008 : 03:49:59

Su colpa e castigo

Allora un giudice della citt� si fece avanti e disse:
Parlaci della Colpa e del Castigo.
E lui rispose dicendo:
� quando il vostro spirito vaga nel vento,
Che soli e incauti commettete una colpa verso gli altri
e quindi verso voi stessi.
E per questa colpa commessa dovrete bussare e, inascoltati,
attendere a lungo alla porta dei beati.

Come l'oceano � la vostra essenza divina;
Per sempre resta incontaminata.
E come nell'etere, in essa si muovono soltanto gli esseri alati.
Come il sole � la vostra essenza divina;
Ignora le gallerie della talpa e non cerca le tane del serpente.
Ma in voi non dimora soltanto l'essenza divina.
Molto � tuttora umano in voi,
e molto in voi non � ancora umano,
Ma un pigmeo informe che cammina addormentato
cercando nelle brume il proprio risveglio.

E ora vorrei parlarvi dell'uomo che � in voi.
Poich� n� la vostra essenza divina,
n� il pigmeo nelle brume,
ma solo l'uomo conosce la colpa e il castigo.
Spesso vi ho udito dire di chi sbaglia che non � uno di voi,
ma un intruso estraneo al vostro mondo.
Ma io vi dico:
cos� come il santo e il giusto non possono innalzarsi
al di sopra di quanto vi � di pi� alto in voi,
Cos� il malvagio e il debole non possono cadere
pi� in basso di quanto vi � di pi� infimo in voi.
E come la singola foglia non ingiallisce
senza che la pianta tutta ne sia complice muta,
Cos� il malvagio non potr� nuocere
senza il consenso tacito di voi tutti.

Insieme avanzate,
come in processione,
verso la vostra essenza divina.
Voi siete la via e i viandanti.
E quando uno di voi cade,
cade per quelli che lo seguono
giacch� li mette in guardia contro l'ostacolo.
Ma cade anche per quelli che lo precedono i quali,
bench� pi� celeri e sicuri nel loro passo non rimossero l'ostacolo.

E vi dir� inoltre, nonostante la mia parola vi pesi sul cuore:
L'assassinato � responsabile del proprio assassinio,
E il derubato non � senza colpa del furto subito.
Il giusto non � innocente delle azioni del malvagio.
E chi ha le mani pulite non � immune dalle imprese dell'empio.
S�, il colpevole � spesso vittima di chi ha offeso.
E ancora pi� spesso
il condannato regge il fardello di chi � senza biasimo e colpa.
Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto, il buono dal cattivo,
Poich� stanno uniti al cospetto del sole
come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero.
E se il filo nero si spezza,
il tessitore rivedr� da cima a fondo tela e telaio.

Se qualcuno di voi volesse portare in giudizio una moglie infedele,
Soppesi anche il cuore del marito e ne misuri l'anima.
E chi volesse frustare l'offensore scruti nello spirito dell'offeso.
E se qualcuno di voi, in nome della giustizia,
volesse punire con la scure l'albero guasto, ne esamini le radici.
E scoprir� radici del bene e del male, feconde e sterili,
tutte insieme intrecciate nel cuore silenzioso della terra.

E voi, giudici, che pretendete essere giusti,
Che giudizio pronunciate su chi,
bench� onesto nella carne, in spirito � ladro?
Che pena infliggere a chi uccide nella carne,
ma in spirito � lui stesso ucciso?
E come perseguite chi nei fatti inganna e opprime,
Ma � lui stesso afflitto e oltraggiato?
E come punite quelli il cui rimorso � pi� grande del loro misfatto?
Il rimorso non � forse la giustizia retta da quella vera legge
che servireste di buon grado?

Ma non potete imporre il rimorso all'innocente,
n� strapparlo dal cuore del colpevole.
Inaspettato, esso chiamer� nella notte
affinch� l'uomo si svegli e scruti dentro di s�.
E come potrete capire la giustizia,
se non esaminate ogni fatto in piena luce?
Solo cos� saprete che il caduto e l'eretto sono un solo uomo che sta nel crepuscolo,
sospeso tra la notte della sua essenza non ancora umana
e il giorno della sua essenza divina.
La pietra angolare del tempio non � pi� alta
della pietra pi� bassa delle sue fondamenta.

Kahlil Gibran


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