L'astronave madre
(terza parte)

 

« Vorrei sapere »,

domandò Tina un poco esitante,

« perché queste cose non le trasmettete
a uomini potenti e autorevoli.
È più facile che quelli vengano creduti.
Essi potrebbero fare una grande opera di divulgazione
delle parole della Scrittura prossime ad avverarsi ».

A rispondere fu Orthon.

« Noi »,

disse,

« abbiamo sempre scelto per i nostri messaggi
uomini semplici che non anteponessero
al reale senso delle nostre parole
la loro cultura e le loro idee.
Una mente aperta
e senza preconcetti è più adatta a trasmettere fedelmente
un messaggio dallo spazio.
Il fatto che i terrestri non credano
perché umile è la persona che ne è latrice,
altro non mostra che una discriminazione indice di orgoglio.
Ma noi sappiamo che chi vorrà ascoltare il messaggio
e avrà a cuore la verità,
non si porrà questo problema.
Ciascuno potrà riscontrare nel proprio cuore
la verità o meno di quanto viene loro trasmesso.
La Scrittura può fare da riscontro,
cosi la realtà di quanto accade nel vostro mondo.

Noi parliamo a tutti gli uomini di buona volontà ».

 

« Sta scritto »,
« che il Signore Iddio punì gli uomini
col diluvio universale.
E che promise che ciò non sarebbe mai più accaduto.
Dice poi la Bibbia che Iddio concluse un patto
attraverso Noè con tutti gli uomini,
anche quelli che sarebbero nati sulla Terra in futuro.
Egli diede un segno a Noè della sua alleanza
per tutti i suoi discendenti:
pose come segno l'arcobaleno sulle nubi.
È chiaro che non intendeva l'arcobaleno
che voi vedete dopo un temporale,
ma ne assunse la figura a simbolo della sua alleanza
con l'uomo della Terra che gli si era ribellato
e che Egli aveva punito col diluvio.
L'arcobaleno fu il segno del ponte di alleanza fra due sponde:
quella divina, coi suoi figli fedeli,
e quella umana e terrestre dei figli ribelli
alla sua legge d'Amore.
Pose però questo arco sulle nubi del cielo
e precisò che mai più le acque del diluvio
sarebbero scese a punire l'uomo terrestre.


E allora,
se non erano nubi
che danno pioggia,
di cosa parlò il Padre Iddio?
Quella parola significa navi,
navi spaziali,
astronavi,
cioè l'alleanza del Padre era posta su noi
e soprattutto su Colui che è fra noi
e che venne mandato sulla Terra;
lo stesso novello Mosè che ora condurrà la Terra nel suo esodo
dal male alla terra promessa dell'Eden.

«Di noi parlava Isaia quando si chiese:

" Chi sono costoro che volano
come nubi
e come colombe
alla loro colombaia? ".

Egli parlava dei nostri dischi che volano verso l'astronave-madre
come voi avete visto fare questa notte.
Il termine "nube"
ricorre continuamente nella Bibbia.
Ezechiele si trovò davanti alla gran nube
e descrisse l'astronave.
Leggete quanto egli vi tramandò.
E cosa erano le colonne di fumo nel giorno
e di fuoco nella notte che stavano sul capo degli ebrei
fuggiaschi nel deserto?
Tutto questo è la Gloria Cosmica del Signore Iddio,
è il suo Esercito Celeste.
Egli,
il Signore Dio degli Eserciti,
da sempre opera attraverso noi con questi segni.

 


Già vi dissi »,

insiste Raffaele,

« che il Signore parlava dalla nube,
come dicono i salmi ».

Raffaele voltò i suoi passi affinchè tornassimo
in direzione del prato dove attendevano Zuhl,
il disco e l'astronave.
E disse:

« Sta scritto:
" Io pongo il mio arco nelle nubi
e servirà di segno del patto fra me e la Terra ".
Questi segni li avete davanti
e sono mostrati a milioni di uomini della Terra.
È molto importante »,

asserì con tono fermo,

« che chi deve comprendere comprenda la verità della Scritture.
La verità illumina le menti
e accende i cuori.
Noi ci stiamo adoperando per questo
e chiediamo collaborazione a molti uomini della Terra ».

« Leggete »,

insistè ancora,

Leggete ogni parola e meditatela.
Iddio disse a Noè:

"Quando accumulerò le nubi sopra la terra
e si vedrà l'arcobaleno nelle nubi,
allora io mi ricorderò del patto fra me e voi
e tutti gli esseri viventi di ogni specie,
e le acque non saranno più un diluvio
per distruggere ogni carne".

« Non vi pare che si intensifichino le apparizioni
delle nostre navi spaziali nei vostri cieli?
Noi ve lo assicuriamo:
il Padre Iddio ci ha detto che questo
è già il momento nel quale Egli intende accumulare le navi
dei figli fedeli sopra la Terra
e presto sarà anche visibile l'arcobaleno su di esse,
perché sarà palese l'alleanza
fra noi e il Padre,
alleanza che sarà estesa anche ai figli della Terra.
Su quelle navi del cielo ci saremo noi
e vi sarà soprattutto Colui che promise
di tornare sulle nubi del cielo
con grande gloria e potenza.
Egli con noi vi riporterà in Eden
a ripopolare il suo giardino ».

Nel frattempo,
eravamo arrivati nei pressi del prato
e intravedo sullo sfondo la luminescenza dell'astronave
e quella del disco ove attendeva pazientemente Zuhl.


Intervenne Firkon:

« È bene che si insista affinchè
i cuori si aprano al messaggio contenuto
nelle parole della Scrittura
e che possono essere riscontrate
coi segni dei tempi.
Molti vorrebbero risolvere tutto con i loro sillogismi,
coi ritrovati della loro cultura,
ma la verità è più semplice
e più profonda delle loro elucubrazioni.
I figli del Padre che vogliono la verità,
la sentiranno bussare al loro cuore
ed essi apriranno.
Vi aiuteremo sempre ».

Raffaele mi pose una mano sulla spalla;
mi guardò con affabilità e mi disse :

« Le rivelazioni che vi andiamo facendo
sorprenderanno molti,
come ora hanno sorpreso voi.
Vi procureranno incomprensioni e sofferenze.
Ma è necessario che ciò avvenga
affinchè siano svelate molte cose.
Molti uomini di buona volontà
vi crederanno e vi aiuteranno.
Essi aiuteranno la giusta causa di Colui
che non mente e noi saremo con loro.
Adesso dobbiamo andare.
Il nostro è un arrivederci ».

Ci salutammo calorosamente,
con un abbraccio fraterno.
I tre si avviarono al disco,
che li prese a bordo
e in un attimo fu dentro l'astronave,
la quale ora pareva ancora più grande.
Emise un ronzio,
mentre la sua luminescenza
aumentava, divenendo, da biancastra che era,
di una colorazione arancione.
Si alzò velocissima contro le stelle,
e sfrecciò sparendo in un baleno.
I nostri amici
non si erano spostati dal luogo
ove li avevamo lasciati.


Roberto, rappresentando le immagini
che gli erano pervenute telepaticamente,
aveva disegnato esattamente l'astronave
e i quattro dischi.
Nico aveva veduto una luce spostarsi
in modo bizzarro sul cielo della colliina
che andava perlustrando.
Lo zigzagare di quella luce
non dava luogo a dubbi sulla sua identità.
Anna e Paolo avevano seguito parti della conversazione
in contatto cosmico.
Tutti avevano avuto segni che corrispondevano
all'esperienza che Tina ed io
avevamo vissuto a contatto diretto
coi fratelli venuti dallo spazio.


Emozionati e felici,
scendemmo verso la riviera
in cerca della statale per Genova.

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