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L'origine
delle ineguaglianze - la legge della reincarnazione
Si incontrano nella vita esseri in buona salute,
belli, intelligenti, ricchi, che beneficiano delle migliori
condizioni e riescono in tutto ciò che intraprendono,
ed altri al contrario, talmente diseredati che, qualunque
cosa facciano, passano da un insuccesso all'altro. Quale
è l'origine di questa disuguaglianza di condizioni?
Molte persone sono spesso scioccate da ciò che sembra
essere veramente un'ingiustizia del destino. Se interrogate
gli scienziati sulla ragione di queste disuguaglianze, la
maggioranza vi dirà che sono dovute al caso. E se
andate a trovare dei preti, dei pastori vi risponderanno che
è la volontà di Dio. Talvolta vi parleranno
della predestinazione e della grazia, ma questo aggiunge
solamente un'ingiustizia in più. In ogni modo,
"è la volontà di Dio", non è molto
differente dal dire che "è il caso".
Ma analizziamo questa risposta dei religiosi. Il
Signore dunque dà tutto ad alcuni e niente ad
altri... non si sa perché... ma è così.
E non è tutto, perché in seguito è
furioso, oltraggiato, poichè coloro a cui non ha dato
né buone qualità né buone condizioni,
sono cattivi, stupidi e commettono crimini. Ed Egli li
punisce. Poiché è onnipotente, aveva il potere
di fare di essi degli esseri magnifici; ma non l'ha fatto.
Allora, non solo è colpa Sua, se essi commettono dei
crimini, ma inoltre li punisce ancora a causa di questi
crimini! Ecco perché molte persone si
rivoltano...
No, in realtà, c'è una spiegazione a
tutte le ingiustizie apparenti della vita: è la
legge della
reincarnazione. E la chiesa non si è resa
conto che negando questa legge, ha presentato il Signore
come un vero mostro.
La spiegazione, è che all'origine Dio ci ha
tutto dato, ma ci ha dato anche la libertà, ed
è di questa libertà che ci siamo serviti per
fare delle esperienze costose. Allora, il Signore che
è generoso, paziente, ci lascia fare, dicendo: " Sono
i miei bambini. Poveretti, soffriranno, si romperanno la
testa, ma non fa niente, perché darò loro
ancora le mie ricchezze ed il mio amore. Hanno ancora
numerose reincarnazioni davanti a loro... Apprenderanno e si
placheranno." Dunque, ci ha lasciato liberi, ed adesso tutto
ciò che ci capita di negativo è per causa
nostra, l'abbiamo meritato. Ed anche tutto ciò che ci
capita di buono, l'abbiamo meritato: è il risultato
dei nostri sforzi nelle incarnazioni anteriori.
Perché la chiesa ha rigettato tutta la
responsabilità del nostro destino sul Signore?
Direte: "Ma no, non ha fatto questo, ha soppresso
semplicemente la nozione di reincarnazione." In
realtà, quando ci si riflette, è la stessa
cosa, ed è molto grave. Perché
la conoscenza di questa legge della
reincarnazione è anche uno dei fondamenti della
morale. Finché gli uomini non verranno
illuminati su questa legge delle
cause e delle conseguenze che continua ad agire
da un'esistenza alla successiva, si potrà provare a
placarli, si potranno fare loro tutti i sermoni voluti,
ciò non servirà a gran che; non cambieranno. E
non solo non cambieranno, ma si rivolteranno stimandosi
vittime dell'ingiustizia sociale, invidiando e combattendo
quelli che considerano più privilegiati di loro, e
non facendo altro che complicare la situazione. Ma chi sa
che le difficoltà e le prove che incontra in questa
esistenza sono il risultato delle sue trasgressioni passate,
accetta non solo queste difficoltà, ma si decide a
lavorare per il bene, per migliorare le proprie incarnazioni
future.
Omraam Mikhael Aivanhov
Una
giustizia superiore 
Siete stati delusi o lesi da qualcuno, ed allora
andate a raccontare dovunque ciò che vi ha fatto.
Direte: " Ma è normale, è per ristabilire la
giustizia!" No, questa nozione di giustizia è
all'origine di tutte le disgrazie. Lasciate tranquilla la
giustizia. " Ma allora, che cosa fare?" Fate ricorso ad un
principio superiore alla giustizia, un principio di amore,
di bontà, di generosità.
Da duemila anni Gesù ha portato questo
nuovo insegnamento, ed i cristiani continuano ad applicare
la legge del contrappasso: occhio per occhio, dente per
dente, e non hanno compreso ancora che, per diventare
veramente grande, veramente libero, bisogna superare la
nozione di giustizia. Come? Avete, supponiamo, fatto del
bene a qualcuno: gli avete dato del denaro per esempio. Poi,
un giorno, capita che questa persona si comporti male verso
di voi, allora andate a raccontare al mondo intero
ciò che avete fatto per lei, compiangendovi
perchè non è stata all'altezza della vostra
generosità e della vostra fiducia. Perché
raccontare tutto ciò? Così non solo andate a
raccontare a tutti il bene che avete fatto, ma per di
più, se vi dispiace d'averlo fatto, demolirete questo
bene. Era stato scritto nei registri celesti che dovevate
essere ricompensati, ed ora, agendo in questo modo,
cancellate la vostra buona azione.
Anche se qualcuno vi ha ingannati, lesi, voi non
dovete raccontarlo, né soprattutto cercare di
prendervi la rivincita. Al contrario, con il vostro
atteggiamento, dovete dare a questa persona un esempio del
modo corretto di comportarsi: un giorno avrà
vergogna, farà di tutto per riparare i suoi torti
verso di voi. Bisogna chiudere un poco gli occhi e
perdonare, è così che crescerete.
Comprendete oramai quanto sia proficuo ricevere la
luce dell'iniziazione. Un uomo ordinario che si è
offeso, leso risponderà evidentemente per dare,
dirà, una lezione al suo avversario, e tutti
penseranno che sia normale che sia " giusto ". Sì,
giusto forse secondo le concezioni che il mondo ordinario ha
della giustizia, ma stupido agli occhi del mondo divino.
Perché ecco quello che accadrà: dal momento
che si è lasciato andare ai propri istinti, al
desiderio di vendetta, entra in un cerchio infernale da cui
non potrà più uscire. Si è sbarazzato
di un nemico, d'accordo ma ce ne saranno sempre altri che
appariranno (è la vita) ed egli dovrà
sforzarsi di nuovo di eliminarli. Ed è così
che intratterrà in sé sentimenti e
atteggiamenti che non faranno altro che rinforzare la sua
natura inferiore. E per di più le sue vittorie,
così difficilmente ottenute, non dureranno a lungo,
perché i suoi nemici lo ritroveranno in una prossima
incarnazione, ed avranno allora tutte le possibilità
di prendersi la loro rivincita. Allora, vedete, questa
vecchia comprensione della giustizia non porta a nessuna
soluzione; al contrario, complica le cose, appesantisce
l'esistenza, aumenta i debiti karmici e conduce infine alle
disfatte.
Il vero spiritualista che conosce le leggi applica
altri metodi: lascia in pace i suoi avversari. Che si
sviluppino come vogliono! Continuando così, sa in
anticipo come andranno a finire. Ma egli, inizia un lavoro
gigantesco su di sé, prega, medita, apprende, si
esercita, e poco a poco entra in possesso della vera
saggezza, dei veri poteri.
Certamente, bisogna avere molto amore,
bontà, pazienza, luce per rinunciare ad usare le
stesse armi di coloro che vi ha fatto del male. Ma questo
metodo che vi do è più efficace. Lasciate
tranquilli i vostri nemici, non vi occupate più di
loro, occupatevi unicamente di migliorare voi stessi. Quando
vi vedranno, accanto a voi si sentiranno talmente brutti,
smorti e stupidi che presto o tardi si pentiranno e verranno
a riparare il male che vi hanno fatto.
Perché c'è ugualmente una legge
nella natura: poichè un giorno (e se non è in
questa incarnazione, sarà nella prossima) tutti
quelli che vi hanno ingannato, leso, ferito, tradito saranno
obbligati a venire a cercarvi per riparare i loro errori.
È probabile che, intuitivamente percepiate che sono
dei vecchi nemici, e che vogliate evitarli. Non fa niente,
continueranno a girare intorno a voi ed a chiedervi di
accettare i loro servizi. Perché la legge è
così. E questo è successo già a molti.
Allora, vedete, tutti quelli che vi hanno fatto del male ed
a cui avete risposto con il perdono, saranno obbligati dalla
legge cosmica (che lo vogliano o no, la loro opinione non
conta) a venire a riparare i torti che vi hanno fatto.
Non dico che dovete lasciarvi annientare dai
cattivi, no, dovete rispondere, ma trovare una risposta tale
da produrre nel cuore e nell'anima dei vostri avversari
tutto un capovolgimento che sarà benefico e per voi e
per loro. Questo atteggiamento è doppiamente
vantaggioso.
Omraam Mikhael Aivanhov
La legge dell'amore,
piú grande della legge di giustizia 
« L'amore è una
forma di ingiustizia, ma prima di imparare a manifestare
questa ingiustizia che è l'amore, bisogna imparare a
manifestare la giustizia. Mosé aveva imposto al
popolo giudaico delle leggi implacabili: "Occhio per occhio,
dente per dente"... Il minimo sbaglio doveva essere punito,
non esisteva l'indulgenza né il perdono. Era normale,
l'umanità era ad un livello di evoluzione in cui
necessitava di regole ferree. A quell'epoca la giustizia era
già un grande progresso. Tale situazione,
però, non poteva durare in eterno, in quanto Dio
è clemente e misericordioso ed era necessario che gli
uomini, creati a sua immagine, diventassero come Lui,
clementi e misericordiosi. Ecco perché Gesù
è venuto ad insegnare il perdono. Studiate il modo in
cui si comportava con i poveri, i peccatori: attraverso il
suo comportamento trasgrediva la legge di giustizia.
Tuttavia nel trasgredire la legge di giustizia, istituiva la
legge dell'amore. »
***
« È quando
non si ha più amore che occorrono leggi e regole; ed
anche allora, le leggi e le regole non serviranno a molto.
Finchè non ci sarà l'amore, ci saranno
religioni che non potranno mai portare gli esseri umani
verso Dio. Ma quando l'amore verrà, non ci saranno
più religioni. La religione diventerà
interiore e si mostrerà sotto forma di bontà,
luminosità, sacrificio, dolcezza e luce. È
solo quando l'amore ha lasciato l'umanità che la
religione è giunta per compensarli. Ma quando l'amore
arriverà, la religione sparirà perché
ritornerà di nuovo nel cuore
dell'uomo. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov
***
« Dio è
amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio
dimora in lui. »
(1 Giovanni 4:16)
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