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Ineguaglianze e giustizia

  1. L'origine delle ineguaglianze - la legge della reincarnazione
  2. Una giustizia superiore
  3. La legge dell'amore, piú grande della legge di giustizia
     
  4. Ritorno


 

L'origine delle ineguaglianze - la legge della reincarnazione  

  Si incontrano nella vita esseri in buona salute, belli, intelligenti, ricchi, che beneficiano delle migliori condizioni e riescono in tutto ciò che intraprendono, ed altri al contrario, talmente diseredati che, qualunque cosa facciano, passano da un insuccesso all'altro. Quale è l'origine di questa disuguaglianza di condizioni? Molte persone sono spesso scioccate da ciò che sembra essere veramente un'ingiustizia del destino. Se interrogate gli scienziati sulla ragione di queste disuguaglianze, la maggioranza vi dirà che sono dovute al caso. E se andate a trovare dei preti, dei pastori vi risponderanno che è la volontà di Dio. Talvolta vi parleranno della predestinazione e della grazia, ma questo aggiunge solamente un'ingiustizia in più. In ogni modo, "è la volontà di Dio", non è molto differente dal dire che "è il caso".

  Ma analizziamo questa risposta dei religiosi. Il Signore dunque dà tutto ad alcuni e niente ad altri... non si sa perché... ma è così. E non è tutto, perché in seguito è furioso, oltraggiato, poichè coloro a cui non ha dato né buone qualità né buone condizioni, sono cattivi, stupidi e commettono crimini. Ed Egli li punisce. Poiché è onnipotente, aveva il potere di fare di essi degli esseri magnifici; ma non l'ha fatto. Allora, non solo è colpa Sua, se essi commettono dei crimini, ma inoltre li punisce ancora a causa di questi crimini! Ecco perché molte persone si rivoltano...

  No, in realtà, c'è una spiegazione a tutte le ingiustizie apparenti della vita: è la legge della reincarnazione. E la chiesa non si è resa conto che negando questa legge, ha presentato il Signore come un vero mostro.

  La spiegazione, è che all'origine Dio ci ha tutto dato, ma ci ha dato anche la libertà, ed è di questa libertà che ci siamo serviti per fare delle esperienze costose. Allora, il Signore che è generoso, paziente, ci lascia fare, dicendo: " Sono i miei bambini. Poveretti, soffriranno, si romperanno la testa, ma non fa niente, perché darò loro ancora le mie ricchezze ed il mio amore. Hanno ancora numerose reincarnazioni davanti a loro... Apprenderanno e si placheranno." Dunque, ci ha lasciato liberi, ed adesso tutto ciò che ci capita di negativo è per causa nostra, l'abbiamo meritato. Ed anche tutto ciò che ci capita di buono, l'abbiamo meritato: è il risultato dei nostri sforzi nelle incarnazioni anteriori.

  Perché la chiesa ha rigettato tutta la responsabilità del nostro destino sul Signore? Direte: "Ma no, non ha fatto questo, ha soppresso semplicemente la nozione di reincarnazione." In realtà, quando ci si riflette, è la stessa cosa, ed è molto grave. Perché la conoscenza di questa legge della reincarnazione è anche uno dei fondamenti della morale. Finché gli uomini non verranno illuminati su questa legge delle cause e delle conseguenze che continua ad agire da un'esistenza alla successiva, si potrà provare a placarli, si potranno fare loro tutti i sermoni voluti, ciò non servirà a gran che; non cambieranno. E non solo non cambieranno, ma si rivolteranno stimandosi vittime dell'ingiustizia sociale, invidiando e combattendo quelli che considerano più privilegiati di loro, e non facendo altro che complicare la situazione. Ma chi sa che le difficoltà e le prove che incontra in questa esistenza sono il risultato delle sue trasgressioni passate, accetta non solo queste difficoltà, ma si decide a lavorare per il bene, per migliorare le proprie incarnazioni future.

Omraam Mikhael Aivanhov


 

Una giustizia superiore

  Siete stati delusi o lesi da qualcuno, ed allora andate a raccontare dovunque ciò che vi ha fatto. Direte: " Ma è normale, è per ristabilire la giustizia!" No, questa nozione di giustizia è all'origine di tutte le disgrazie. Lasciate tranquilla la giustizia. " Ma allora, che cosa fare?" Fate ricorso ad un principio superiore alla giustizia, un principio di amore, di bontà, di generosità.

  Da duemila anni Gesù ha portato questo nuovo insegnamento, ed i cristiani continuano ad applicare la legge del contrappasso: occhio per occhio, dente per dente, e non hanno compreso ancora che, per diventare veramente grande, veramente libero, bisogna superare la nozione di giustizia. Come? Avete, supponiamo, fatto del bene a qualcuno: gli avete dato del denaro per esempio. Poi, un giorno, capita che questa persona si comporti male verso di voi, allora andate a raccontare al mondo intero ciò che avete fatto per lei, compiangendovi perchè non è stata all'altezza della vostra generosità e della vostra fiducia. Perché raccontare tutto ciò? Così non solo andate a raccontare a tutti il bene che avete fatto, ma per di più, se vi dispiace d'averlo fatto, demolirete questo bene. Era stato scritto nei registri celesti che dovevate essere ricompensati, ed ora, agendo in questo modo, cancellate la vostra buona azione.

  Anche se qualcuno vi ha ingannati, lesi, voi non dovete raccontarlo, né soprattutto cercare di prendervi la rivincita. Al contrario, con il vostro atteggiamento, dovete dare a questa persona un esempio del modo corretto di comportarsi: un giorno avrà vergogna, farà di tutto per riparare i suoi torti verso di voi. Bisogna chiudere un poco gli occhi e perdonare, è così che crescerete.

  Comprendete oramai quanto sia proficuo ricevere la luce dell'iniziazione. Un uomo ordinario che si è offeso, leso risponderà evidentemente per dare, dirà, una lezione al suo avversario, e tutti penseranno che sia normale che sia " giusto ". Sì, giusto forse secondo le concezioni che il mondo ordinario ha della giustizia, ma stupido agli occhi del mondo divino. Perché ecco quello che accadrà: dal momento che si è lasciato andare ai propri istinti, al desiderio di vendetta, entra in un cerchio infernale da cui non potrà più uscire. Si è sbarazzato di un nemico, d'accordo ma ce ne saranno sempre altri che appariranno (è la vita) ed egli dovrà sforzarsi di nuovo di eliminarli. Ed è così che intratterrà in sé sentimenti e atteggiamenti che non faranno altro che rinforzare la sua natura inferiore. E per di più le sue vittorie, così difficilmente ottenute, non dureranno a lungo, perché i suoi nemici lo ritroveranno in una prossima incarnazione, ed avranno allora tutte le possibilità di prendersi la loro rivincita. Allora, vedete, questa vecchia comprensione della giustizia non porta a nessuna soluzione; al contrario, complica le cose, appesantisce l'esistenza, aumenta i debiti karmici e conduce infine alle disfatte.

  Il vero spiritualista che conosce le leggi applica altri metodi: lascia in pace i suoi avversari. Che si sviluppino come vogliono! Continuando così, sa in anticipo come andranno a finire. Ma egli, inizia un lavoro gigantesco su di sé, prega, medita, apprende, si esercita, e poco a poco entra in possesso della vera saggezza, dei veri poteri.

  Certamente, bisogna avere molto amore, bontà, pazienza, luce per rinunciare ad usare le stesse armi di coloro che vi ha fatto del male. Ma questo metodo che vi do è più efficace. Lasciate tranquilli i vostri nemici, non vi occupate più di loro, occupatevi unicamente di migliorare voi stessi. Quando vi vedranno, accanto a voi si sentiranno talmente brutti, smorti e stupidi che presto o tardi si pentiranno e verranno a riparare il male che vi hanno fatto.

  Perché c'è ugualmente una legge nella natura: poichè un giorno (e se non è in questa incarnazione, sarà nella prossima) tutti quelli che vi hanno ingannato, leso, ferito, tradito saranno obbligati a venire a cercarvi per riparare i loro errori. È probabile che, intuitivamente percepiate che sono dei vecchi nemici, e che vogliate evitarli. Non fa niente, continueranno a girare intorno a voi ed a chiedervi di accettare i loro servizi. Perché la legge è così. E questo è successo già a molti. Allora, vedete, tutti quelli che vi hanno fatto del male ed a cui avete risposto con il perdono, saranno obbligati dalla legge cosmica (che lo vogliano o no, la loro opinione non conta) a venire a riparare i torti che vi hanno fatto.

  Non dico che dovete lasciarvi annientare dai cattivi, no, dovete rispondere, ma trovare una risposta tale da produrre nel cuore e nell'anima dei vostri avversari tutto un capovolgimento che sarà benefico e per voi e per loro. Questo atteggiamento è doppiamente vantaggioso.

Omraam Mikhael Aivanhov


 

La legge dell'amore, piú grande della legge di giustizia

  « L'amore è una forma di ingiustizia, ma prima di imparare a manifestare questa ingiustizia che è l'amore, bisogna imparare a manifestare la giustizia. Mosé aveva imposto al popolo giudaico delle leggi implacabili: "Occhio per occhio, dente per dente"... Il minimo sbaglio doveva essere punito, non esisteva l'indulgenza né il perdono. Era normale, l'umanità era ad un livello di evoluzione in cui necessitava di regole ferree. A quell'epoca la giustizia era già un grande progresso. Tale situazione, però, non poteva durare in eterno, in quanto Dio è clemente e misericordioso ed era necessario che gli uomini, creati a sua immagine, diventassero come Lui, clementi e misericordiosi. Ecco perché Gesù è venuto ad insegnare il perdono. Studiate il modo in cui si comportava con i poveri, i peccatori: attraverso il suo comportamento trasgrediva la legge di giustizia. Tuttavia nel trasgredire la legge di giustizia, istituiva la legge dell'amore. »

***

  « È quando non si ha più amore che occorrono leggi e regole; ed anche allora, le leggi e le regole non serviranno a molto. Finchè non ci sarà l'amore, ci saranno religioni che non potranno mai portare gli esseri umani verso Dio. Ma quando l'amore verrà, non ci saranno più religioni. La religione diventerà interiore e si mostrerà sotto forma di bontà, luminosità, sacrificio, dolcezza e luce. È solo quando l'amore ha lasciato l'umanità che la religione è giunta per compensarli. Ma quando l'amore arriverà, la religione sparirà perché ritornerà di nuovo nel cuore dell'uomo. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

***

  « Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. »

(1 Giovanni 4:16)


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Ultime modifiche: 18.08.2005
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