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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:29:45
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SEI ANGELI TUTTI PER LEI
Maria D'Agreda, nata Colonel (Spagna 1602-1665) ci ha lasciato un'ope�ra colossale dal titolo La Ciudad de Dios: 300 pagine di dottrina, scritte nell'arco di 10 anni sotto l'ispirazione divina, dove gli angeli sono di casa. Eccone un passo particolarmente significativo: "I santi angeli, destinati a guidarmi in queste opere, mi tennero molti discorsi. Il principe San Miche�le dichiar� che la mia missione rappresentava la volont� e il comandamen�to dell'Altissimo. E ho scoperto, grazie alle spiegazioni, ai favori e alle istruzioni continue di quel grande principe, i misteri magnifici del Signore e della Regina del cielo". Pare che ben sei angeli l'assistessero e la seguis�sero, costantemente in questo suo lavoro, cui se ne aggiunsero poi altri due di una gerarchia superiore incaricati di rivelarle i segreti pi� profondi". Ti si chiederebbe cosa molto ingrata se dovessi eseguire l'opera con le tue sole forze" le fu rivelato "Ma l'Altissimo � potente e non ti rifiuter� tale soccor�so se lo invochi con ardore e ti disponi a riceverlo. Se Gli obbedisci, ti verr� rivelato quello che � celato". |
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SEI ANGELI TUTTI PER LEI
Maria D'Agreda, nata Colonel (Spagna 1602-1665) ci ha lasciato un'ope�ra colossale dal titolo La Ciudad de Dios: 300 pagine di dottrina, scritte nell'arco di 10 anni sotto l'ispirazione divina, dove gli angeli sono di casa. Eccone un passo particolarmente significativo: "I santi angeli, destinati a guidarmi in queste opere, mi tennero molti discorsi. Il principe San Miche�le dichiar� che la mia missione rappresentava la volont� e il comandamen�to dell'Altissimo. E ho scoperto, grazie alle spiegazioni, ai favori e alle istruzioni continue di quel grande principe, i misteri magnifici del Signore e della Regina del cielo". Pare che ben sei angeli l'assistessero e la seguis�sero, costantemente in questo suo lavoro, cui se ne aggiunsero poi altri due di una gerarchia superiore incaricati di rivelarle i segreti pi� profondi". Ti si chiederebbe cosa molto ingrata se dovessi eseguire l'opera con le tue sole forze" le fu rivelato "Ma l'Altissimo � potente e non ti rifiuter� tale soccor�so se lo invochi con ardore e ti disponi a riceverlo. Se Gli obbedisci, ti verr� rivelato quello che � celato". |
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:30:50
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LA FESTA DEGLI ANGELI CUSTODI
Katsuko Sasagawa (Giappone 1931) si chiama oggi suor Agnese e vive uno stretto rapporto con la dimensione angelica fin da quando si salv� da un coma profondo nel corso del quale ebbe visioni magnifiche, che conti�nuarono in seguito anche in stato di coscienza. Eccone una: "Nel corso di un'adorazione al Santo Sacramento, una luce abbagliante apparve improv�visamente e una strana foschia l'avvolse. Nello stesso istante vidi tutt'in�torno un'enorme moltitudine di esseri spirituali. Erano moltissimi, in uno spazio che sembrava aprirsi all'infinito..."
In un'altra visione del luglio 1973, la religiosa vide una figura che pre�gava al suo fianco: "E' la stessa che avevo visto al lato del letto in ospeda�le, una donna fatta di luce, dalla voce magnifica, pura, che risuonava nella mia testa. Fissandola mi accorsi che somigliava vagamente a mia sorella morta. Appena l'idea mi sfior�, la creatura mi rispose sorridendo gentil�mente e facendo cenno di no con la testa. Poi disse: - Sono colei che resta sempre al tuo fianco e ti protegge -. L' angelo brillava, non lo si pu� descri�vere a parole, emanava una sensazione di dolcezza. Il suo abito era di luce".
Segue una nuova visione del 2 ottobre successivo, festa degli angeli custodi: "Una luce brillante mi abbagli�" racconta suor Agnese "Nello stesso istante apparvero le figure degli angeli che pregavano davanti all'ostia lu�minosa. Erano in otto, inginocchiati intorno all'altare e formavano un se�micerchio. Quando dico che erano inginocchiati, non intendo che vedevo le loro gambe, o distinguevo i loro tratti. E' difficile perfino descriverne gli abiti. Sicuramente non assomigliavano a degli esseri umani, non avevano l'aspetto di bambini, n� di adulti, erano senza et� ed erano proprio l�. Non avevano ali, ma i loro corpi erano avvolti da una specie di luminescenza misteriosa. Non credevo ai miei stessi occhi. Tutti adoravano il Santo Sa�cramento con grande devozione. Al momento della comunione uno di essi mi invit� ad avanzare verso l'altare, da dove potei distinguere chiaramente gli angeli custodi di ogni membro della comunit�. Davano veramente l'im�pressione di guidarli e proteggerli con gentilezza e affetto. Niente come quella scena riusc� ad aprirmi gli occhi sul profondo significato dell'ange�lo custode: fu molto meglio di qualsiasi spiegazione teologica..."
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LA FESTA DEGLI ANGELI CUSTODI
Katsuko Sasagawa (Giappone 1931) si chiama oggi suor Agnese e vive uno stretto rapporto con la dimensione angelica fin da quando si salv� da un coma profondo nel corso del quale ebbe visioni magnifiche, che conti�nuarono in seguito anche in stato di coscienza. Eccone una: "Nel corso di un'adorazione al Santo Sacramento, una luce abbagliante apparve improv�visamente e una strana foschia l'avvolse. Nello stesso istante vidi tutt'in�torno un'enorme moltitudine di esseri spirituali. Erano moltissimi, in uno spazio che sembrava aprirsi all'infinito..."
In un'altra visione del luglio 1973, la religiosa vide una figura che pre�gava al suo fianco: "E' la stessa che avevo visto al lato del letto in ospeda�le, una donna fatta di luce, dalla voce magnifica, pura, che risuonava nella mia testa. Fissandola mi accorsi che somigliava vagamente a mia sorella morta. Appena l'idea mi sfior�, la creatura mi rispose sorridendo gentil�mente e facendo cenno di no con la testa. Poi disse: - Sono colei che resta sempre al tuo fianco e ti protegge -. L' angelo brillava, non lo si pu� descri�vere a parole, emanava una sensazione di dolcezza. Il suo abito era di luce".
Segue una nuova visione del 2 ottobre successivo, festa degli angeli custodi: "Una luce brillante mi abbagli�" racconta suor Agnese "Nello stesso istante apparvero le figure degli angeli che pregavano davanti all'ostia lu�minosa. Erano in otto, inginocchiati intorno all'altare e formavano un se�micerchio. Quando dico che erano inginocchiati, non intendo che vedevo le loro gambe, o distinguevo i loro tratti. E' difficile perfino descriverne gli abiti. Sicuramente non assomigliavano a degli esseri umani, non avevano l'aspetto di bambini, n� di adulti, erano senza et� ed erano proprio l�. Non avevano ali, ma i loro corpi erano avvolti da una specie di luminescenza misteriosa. Non credevo ai miei stessi occhi. Tutti adoravano il Santo Sa�cramento con grande devozione. Al momento della comunione uno di essi mi invit� ad avanzare verso l'altare, da dove potei distinguere chiaramente gli angeli custodi di ogni membro della comunit�. Davano veramente l'im�pressione di guidarli e proteggerli con gentilezza e affetto. Niente come quella scena riusc� ad aprirmi gli occhi sul profondo significato dell'ange�lo custode: fu molto meglio di qualsiasi spiegazione teologica..."
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:31:50
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UNA SCHIERA INFINITA
Le due dichiarazioni che seguono si devono alla beata Angela da Foligno (1248-1309): "Provavo una tale gioia per la presenza degli angeli e i loro discorsi mi riempivano di cos� tanta felicit� che non avrei mai creduto che i santissimi angeli fossero cos� gentili e capaci di donare alle anime tali delizie. Avevo pregato gli angeli, in modo particolare i serafini, e i santissimi custodi mi dissero: Ora ricevi quello che i serafini possiedono e potrai cos� partecipa�re alla loro gioia.
E ancora: "Scorsi nella mia anima due gioie perfettamente distinte: una proveni�va da Dio, l'altra dagli angeli e non si assomigliavano. Ammiravo la ma�gnificenza di cui il Signore era circondato. Chiesi come si chiamava ci� che stavo osservando. - Sono i Troni - disse la voce. La moltitudine era abbagliante e infinita tanto che, se il numero e la misura non fossero leggi della creazione, avrei creduto che la folla sublime davanti ai miei occhi fosse innumerevole e smisurata. Non scorgevo n� l'inizio n� la fine di quella folla il cui numero trascende le nostre cifre".
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Le due dichiarazioni che seguono si devono alla beata Angela da Foligno (1248-1309): "Provavo una tale gioia per la presenza degli angeli e i loro discorsi mi riempivano di cos� tanta felicit� che non avrei mai creduto che i santissimi angeli fossero cos� gentili e capaci di donare alle anime tali delizie. Avevo pregato gli angeli, in modo particolare i serafini, e i santissimi custodi mi dissero: Ora ricevi quello che i serafini possiedono e potrai cos� partecipa�re alla loro gioia.
E ancora: "Scorsi nella mia anima due gioie perfettamente distinte: una proveni�va da Dio, l'altra dagli angeli e non si assomigliavano. Ammiravo la ma�gnificenza di cui il Signore era circondato. Chiesi come si chiamava ci� che stavo osservando. - Sono i Troni - disse la voce. La moltitudine era abbagliante e infinita tanto che, se il numero e la misura non fossero leggi della creazione, avrei creduto che la folla sublime davanti ai miei occhi fosse innumerevole e smisurata. Non scorgevo n� l'inizio n� la fine di quella folla il cui numero trascende le nostre cifre".
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:33:06
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SOLLEVATO DI PESO
San Filippo Neri fu letteralmente sollevato dal suo angelo custode che gli evit� in tal modo di essere travolto da una carrozza trainata da quattro cavalli, imbizzarriti.
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:35:23
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IL SUO SGUARDO: UN RAGGIO DI LUCE
Anna Caterina Emmerich (Germania 1774-1824) � la stigmatizzata alle cui visioni il poeta Paul Claudel dovette la sua conversione al cattolicesimo. La santa veniva trasportata dal suo angelo custode a migliaia di chilo�metri dal suo villaggio natale (Dulmen, in Vestfalia) il che le permetteva di portare in anteprima notizie provenienti da molto lontano.
A proposito del suo angelo diceva: "Lo splendore emanante da lui � pari solo al suo sguardo: un raggio di luce. A volte passavo intere giornate con lui. Mi mostrava delle persone che conoscevo e altre che non avevo mai visto. Con lui attraversavo i mari alla velocit� del pensiero. Potevo vedere molto lontano. Mi condusse dalla regina di Francia (Maria Antonietta) mentre era in prigione. Quando arriva per portarmi con s� solitamente vedo un debole chiarore e poi improvvisa�mente mi appare dinnanzi come la luce di una lanterna che illumina le tenebre...
La mia guida � sempre davanti a me, a volte al mio fianco e non ho mai visto i suoi piedi muoversi. E' silenzioso, fa pochi movimenti ma talvolta accompagna le sue brevi risposte con un cenno della mano, o inclinando il capo. Oh, com'� brillante e trasparente! E' serio e gentile e ha capelli setosi, fluttuanti e brillanti. Il suo capo non � coperto e l'abito che indossa � lungo e di un candore abbagliante come quello di un prete.
Gli parlo liberamente e tuttavia non ho mai potuto guardarlo in viso. Mi inchino dinnanzi a lui ed egli mi guida con diversi cenni. Non gli faccio mai troppe domande perch� la soddisfazione che provo solo sapendolo al mio fianco, mi trattiene. E' sempre molto breve nelle sue risposte...
Una volta mi persi nei campi di Flamske, ero terrorizzata, cominciai a piangere e pregare Dio. Improvvisamente vidi davanti a me una luce, simi�le a una fiamma, che si trasform� nella mia guida. La terra sotto i miei piedi divent� secca e n� pioggia n� neve cadevano pi� su di me. Ritornai a casa senza nemmeno bagnarmi".
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Inserito il - 15/10/2008 : 18:35:23
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IL SUO SGUARDO: UN RAGGIO DI LUCE
Anna Caterina Emmerich (Germania 1774-1824) � la stigmatizzata alle cui visioni il poeta Paul Claudel dovette la sua conversione al cattolicesimo. La santa veniva trasportata dal suo angelo custode a migliaia di chilo�metri dal suo villaggio natale (Dulmen, in Vestfalia) il che le permetteva di portare in anteprima notizie provenienti da molto lontano.
A proposito del suo angelo diceva: "Lo splendore emanante da lui � pari solo al suo sguardo: un raggio di luce. A volte passavo intere giornate con lui. Mi mostrava delle persone che conoscevo e altre che non avevo mai visto. Con lui attraversavo i mari alla velocit� del pensiero. Potevo vedere molto lontano. Mi condusse dalla regina di Francia (Maria Antonietta) mentre era in prigione. Quando arriva per portarmi con s� solitamente vedo un debole chiarore e poi improvvisa�mente mi appare dinnanzi come la luce di una lanterna che illumina le tenebre...
La mia guida � sempre davanti a me, a volte al mio fianco e non ho mai visto i suoi piedi muoversi. E' silenzioso, fa pochi movimenti ma talvolta accompagna le sue brevi risposte con un cenno della mano, o inclinando il capo. Oh, com'� brillante e trasparente! E' serio e gentile e ha capelli setosi, fluttuanti e brillanti. Il suo capo non � coperto e l'abito che indossa � lungo e di un candore abbagliante come quello di un prete.
Gli parlo liberamente e tuttavia non ho mai potuto guardarlo in viso. Mi inchino dinnanzi a lui ed egli mi guida con diversi cenni. Non gli faccio mai troppe domande perch� la soddisfazione che provo solo sapendolo al mio fianco, mi trattiene. E' sempre molto breve nelle sue risposte...
Una volta mi persi nei campi di Flamske, ero terrorizzata, cominciai a piangere e pregare Dio. Improvvisamente vidi davanti a me una luce, simi�le a una fiamma, che si trasform� nella mia guida. La terra sotto i miei piedi divent� secca e n� pioggia n� neve cadevano pi� su di me. Ritornai a casa senza nemmeno bagnarmi".
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