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 Testimonianze: chi ha incontrato un angelo
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FeniceRossa
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Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino


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Inserito il - 15/10/2008 : 17:57:19  Mostra Profilo

TERESA NEUMANN (1898-1962)

Nel caso di un'altra grande mistica del no�stro tempo, Teresa Neumann, contempo�ranea di Padre Pio, troviamo un contatto quotidiano e sereno con gli Angeli. Essa nacque nel paesino di Konnersreuch in Baviera nel 1898 e qui mor� nel1962. Il suo desiderio sarebbe stato quello di farsi suora missionaria, ma ne fu impedita da una grave malattia, conseguenza di un incidente, che la rese cieca e paralizzata. Per anni rimase a letto, sopportando sere�namente la propria infermit� e fu poi im�provvisamente guarita prima dalla cecit� poi dalla paralisi, per l'intervento di Santa Teresa di Lisieux di cui la Neumann era devota. Ben presto incominciarono le vi�sioni della passione di Cristo che accom�pagnarono Teresa per tutta la vita ripeten�dosi ogni venerd�, in pi�, gradualmente, si manifestarono le stigmate. In seguito Teresa avvert� sempre meno il bisogno di nutrirsi, poi smise comple�tamente di mangiare e di bere. Il suo digiu�no totale, controllato da apposite commis�sioni nominate dal Vescovo di Ratisbona, dur� ben 36 anni.

Riceveva quotidianamente solo l'Eu�caristia. Pi� di una volta le visioni di Tere�sa ebbero come oggetto il mondo angelico.

Del proprio Angelo Custode percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra e vedeva anche l'Angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo Angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di bilocazione (ella fu vista spesso contemporaneamente in due luoghi) e l'aiutasse nelle difficolt�.

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TERESA NEUMANN (1898-1962)

Nel caso di un'altra grande mistica del no�stro tempo, Teresa Neumann, contempo�ranea di Padre Pio, troviamo un contatto quotidiano e sereno con gli Angeli. Essa nacque nel paesino di Konnersreuch in Baviera nel 1898 e qui mor� nel1962. Il suo desiderio sarebbe stato quello di farsi suora missionaria, ma ne fu impedita da una grave malattia, conseguenza di un incidente, che la rese cieca e paralizzata. Per anni rimase a letto, sopportando sere�namente la propria infermit� e fu poi im�provvisamente guarita prima dalla cecit� poi dalla paralisi, per l'intervento di Santa Teresa di Lisieux di cui la Neumann era devota. Ben presto incominciarono le vi�sioni della passione di Cristo che accom�pagnarono Teresa per tutta la vita ripeten�dosi ogni venerd�, in pi�, gradualmente, si manifestarono le stigmate. In seguito Teresa avvert� sempre meno il bisogno di nutrirsi, poi smise comple�tamente di mangiare e di bere. Il suo digiu�no totale, controllato da apposite commis�sioni nominate dal Vescovo di Ratisbona, dur� ben 36 anni.

Riceveva quotidianamente solo l'Eu�caristia. Pi� di una volta le visioni di Tere�sa ebbero come oggetto il mondo angelico.

Del proprio Angelo Custode percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra e vedeva anche l'Angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo Angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di bilocazione (ella fu vista spesso contemporaneamente in due luoghi) e l'aiutasse nelle difficolt�.

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Inserito il - 15/10/2008 : 18:07:57  Mostra Profilo

LA SUA IMPRONTA SULL'ANIMA

La cappuccina catalana Maria Angela Astorch (1592-1662) descrive cos� le sensazioni che prov� allorch� vide per la prima volta il suo angelo custode.

"Non appena percepii la sua presenza, avvenne un tale cambiamento nel mio spirito che si pu� dire vivessi in me stessa e allo stesso tempo fuori dal mio corpo. Infuse una grande nobilt� alle mie percezioni, il mio cuore si riemp� di una dolce sensazione di conforto e con una minuziosa opera�zione fortific� tutto il mio spirito. Lasci� in me una tale impronta, una gratitudine cos� umile e dolce che non conoscevo pi� la debolezza delle creature, poich� tutte le passioni erano scomparse; provai una tale purezza di coscienza e una tale mortificazione dei sensi, che non dovevo pi� com�battere con essi grazie alla potenza di quella misericordia".

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LA SUA IMPRONTA SULL'ANIMA

La cappuccina catalana Maria Angela Astorch (1592-1662) descrive cos� le sensazioni che prov� allorch� vide per la prima volta il suo angelo custode.

"Non appena percepii la sua presenza, avvenne un tale cambiamento nel mio spirito che si pu� dire vivessi in me stessa e allo stesso tempo fuori dal mio corpo. Infuse una grande nobilt� alle mie percezioni, il mio cuore si riemp� di una dolce sensazione di conforto e con una minuziosa opera�zione fortific� tutto il mio spirito. Lasci� in me una tale impronta, una gratitudine cos� umile e dolce che non conoscevo pi� la debolezza delle creature, poich� tutte le passioni erano scomparse; provai una tale purezza di coscienza e una tale mortificazione dei sensi, che non dovevo pi� com�battere con essi grazie alla potenza di quella misericordia".

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Inserito il - 15/10/2008 : 18:10:28  Mostra Profilo

COME SI FA A NON CREDERE A QUALCOSA DI COSE REALE?

Georgette Faniel, nata in Canada nel 1915, stigmatizzata e mistica vi�vente, ha risposto cos� a un'intervista sulle proprie visioni angeliche:

Domanda: "Allora, come sono gli angeli?"

Risposta: "Di uno splendore incredibile. Gli arcangeli sono quelli di loro che portano messaggi al mondo, mentre gli altri, i custodi, sembrano fatti per adorare e servire Dio, aiutando contemporaneamente noi esseri umani".

Domanda: "Pu� descrivere il suo custode?"

Risposta: "E' molto bello (ride ingenuamente) Indossa una tunica bian�ca. Ma la sua bellezza non pu� essere paragonata a quella umana, va ben al di l� nei tratti, nel viso, in tutto. Non ho mai visto un uomo cos� bello sulla Terra. Durante l'Eucarestia vedo anche altri angeli in adorazione. Non capisco proprio come facciano tante persone, fra cui perfino dei sa�cerdoti, a non credere nella loro esistenza!"

Domanda: "Come si comunica con l'angelo?"

Risposta: "Prima di tutto bisogna crederci. L'angelo non smette mai di aiutarci. Io lo prego tutti i giorni, come prego quelli di tutti coloro che vivono nella sofferenza fisica e spirituale. Ci sono cos� tante sofferenze che vanno sprecate solo perch� le persone non sanno che possono offrirle a Dio. Gli angeli non possono decidere da soli, � il Padre che li comanda e spiega loro quando si devono superare certe prove..."

Domanda: "E' vero che parla spesso dell'arcangelo Michele?" Risposta: "S�, � quello che preferisco, senza togliere nulla agli altri, s'intende!"

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COME SI FA A NON CREDERE A QUALCOSA DI COSE REALE?

Georgette Faniel, nata in Canada nel 1915, stigmatizzata e mistica vi�vente, ha risposto cos� a un'intervista sulle proprie visioni angeliche:

Domanda: "Allora, come sono gli angeli?"

Risposta: "Di uno splendore incredibile. Gli arcangeli sono quelli di loro che portano messaggi al mondo, mentre gli altri, i custodi, sembrano fatti per adorare e servire Dio, aiutando contemporaneamente noi esseri umani".

Domanda: "Pu� descrivere il suo custode?"

Risposta: "E' molto bello (ride ingenuamente) Indossa una tunica bian�ca. Ma la sua bellezza non pu� essere paragonata a quella umana, va ben al di l� nei tratti, nel viso, in tutto. Non ho mai visto un uomo cos� bello sulla Terra. Durante l'Eucarestia vedo anche altri angeli in adorazione. Non capisco proprio come facciano tante persone, fra cui perfino dei sa�cerdoti, a non credere nella loro esistenza!"

Domanda: "Come si comunica con l'angelo?"

Risposta: "Prima di tutto bisogna crederci. L'angelo non smette mai di aiutarci. Io lo prego tutti i giorni, come prego quelli di tutti coloro che vivono nella sofferenza fisica e spirituale. Ci sono cos� tante sofferenze che vanno sprecate solo perch� le persone non sanno che possono offrirle a Dio. Gli angeli non possono decidere da soli, � il Padre che li comanda e spiega loro quando si devono superare certe prove..."

Domanda: "E' vero che parla spesso dell'arcangelo Michele?" Risposta: "S�, � quello che preferisco, senza togliere nulla agli altri, s'intende!"

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Inserito il - 15/10/2008 : 18:12:42  Mostra Profilo

MICHELE PARLA IN DIALETTO

Parlando con Maria Giulia Jahenny, stigmatizzata francese, nata a Fraudais nel 1850, lo stesso arcangelo Michele, principe di tutti gli angeli, si esprimer� in dialetto patois, unico idioma in cui lei possa comprenderlo. Ecco un dialogo fra i due, annotato da alcuni conoscenti della piccola contadina:

Dice l'angelo: "Ecco che si avvicina il tempo in cui le vittime abbasse�ranno le proprie palpebre mortali per andare a troneggiare con il Signore nella gloria dei cieli".

Risponde Maria Giulia: "Oh San Michele, cosa abbiamo noi da offrire per raggiungere un cos� alto luogo?"

Arcangelo: "Tutto il merito delle prove, le virt� guadagnate nelle soffe�renze e nell'abbandono".

Maria Giulia: "Non � molto, Santo Arcangelo..."

Arcangelo: "Sono io ad avere la bilancia"

Maria Giulia: "Quand'� che pesate le anime?"

Arcangelo: "Tutti i giorni, non esiste la notte".

Maria Giulia: "Chi lo sta facendo ora che siete qui con me?"

Arcangelo: "Io sono anche l�".

Maria Giulia: "Ma San Michele, non potete dividervi in due?!"

Arcangelo: "I poteri eterni sono infiniti".

Maria Giulia: "Quante anime pesate ogni giorno?"

Arcangelo: "A volte diecimila, a volte meno..."

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MICHELE PARLA IN DIALETTO

Parlando con Maria Giulia Jahenny, stigmatizzata francese, nata a Fraudais nel 1850, lo stesso arcangelo Michele, principe di tutti gli angeli, si esprimer� in dialetto patois, unico idioma in cui lei possa comprenderlo. Ecco un dialogo fra i due, annotato da alcuni conoscenti della piccola contadina:

Dice l'angelo: "Ecco che si avvicina il tempo in cui le vittime abbasse�ranno le proprie palpebre mortali per andare a troneggiare con il Signore nella gloria dei cieli".

Risponde Maria Giulia: "Oh San Michele, cosa abbiamo noi da offrire per raggiungere un cos� alto luogo?"

Arcangelo: "Tutto il merito delle prove, le virt� guadagnate nelle soffe�renze e nell'abbandono".

Maria Giulia: "Non � molto, Santo Arcangelo..."

Arcangelo: "Sono io ad avere la bilancia"

Maria Giulia: "Quand'� che pesate le anime?"

Arcangelo: "Tutti i giorni, non esiste la notte".

Maria Giulia: "Chi lo sta facendo ora che siete qui con me?"

Arcangelo: "Io sono anche l�".

Maria Giulia: "Ma San Michele, non potete dividervi in due?!"

Arcangelo: "I poteri eterni sono infiniti".

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Inserito il - 15/10/2008 : 18:14:47  Mostra Profilo

DURANTE LA MESSA COMINCIO' A CANTARE

Elena Kowalska, divenuta Suor Faustina (Polonia 1905-1938) descrive l'angelo custode come "una figura chiara e raggiante". In altre visioni dice di vedere gli angeli intenti a raccogliere i sacrifici dei viventi e deporli su una bilancia d'oro che, sprigionando un lampo, sale poi fino al cielo. An�cora pi� interessante la sua descrizione di un cherubino, angelo di elevata gerarchia: "Un giorno, mentre ero in adorazione, non riuscii a trattenere le lacrime; allora vidi uno spirito di incredibile bellezza che mi disse: - Il Signore ti ordina di non piangere -. Domandai chi fosse e lui rispose - Sono uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e lo lodano costantemente -.

L' indomani, durante la messa, cominci� a cantare - Kadoosh, Kadoosh, Kadoosh (Santo, Santo, Santo) - e il suo inno, impossibile descriverlo ri�suonava come le voci di migliaia di persone. Una leggera nuvola bianca lo avvolgeva; il cherubino aveva le mani giunte e il suo sguardo era simile a un lampo".

Ecco infine come suor Faustina descrive un altro angelo, ap�partenente stavolta alla gerarchia dei serafini: "Una grande luce lo circon�dava: l'amore divino si rifletteva in lui. Portava un abito dorato, ricoperto di una cotta e di una stola trasparente. Il calice era di cristallo coperto da un velo, anch'esso trasparente. Non appena mi don� il Signore, si dilegu� ... Una volta gli domandai di confessarmi e lui rispose: - Nessuno spirito del cielo ha tale potere".

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DURANTE LA MESSA COMINCIO' A CANTARE

Elena Kowalska, divenuta Suor Faustina (Polonia 1905-1938) descrive l'angelo custode come "una figura chiara e raggiante". In altre visioni dice di vedere gli angeli intenti a raccogliere i sacrifici dei viventi e deporli su una bilancia d'oro che, sprigionando un lampo, sale poi fino al cielo. An�cora pi� interessante la sua descrizione di un cherubino, angelo di elevata gerarchia: "Un giorno, mentre ero in adorazione, non riuscii a trattenere le lacrime; allora vidi uno spirito di incredibile bellezza che mi disse: - Il Signore ti ordina di non piangere -. Domandai chi fosse e lui rispose - Sono uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e lo lodano costantemente -.

L' indomani, durante la messa, cominci� a cantare - Kadoosh, Kadoosh, Kadoosh (Santo, Santo, Santo) - e il suo inno, impossibile descriverlo ri�suonava come le voci di migliaia di persone. Una leggera nuvola bianca lo avvolgeva; il cherubino aveva le mani giunte e il suo sguardo era simile a un lampo".

Ecco infine come suor Faustina descrive un altro angelo, ap�partenente stavolta alla gerarchia dei serafini: "Una grande luce lo circon�dava: l'amore divino si rifletteva in lui. Portava un abito dorato, ricoperto di una cotta e di una stola trasparente. Il calice era di cristallo coperto da un velo, anch'esso trasparente. Non appena mi don� il Signore, si dilegu� ... Una volta gli domandai di confessarmi e lui rispose: - Nessuno spirito del cielo ha tale potere".

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