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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:20:55
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UNA SCALA D'ARGENTO
Una giovane madre sfuggita miracolosamente alla morte per un parto difficoltoso, aveva visto, in stato di incoscienza, una scala argentata for�mata dalle braccia tese di una moltitudine di angeli che portava in cielo, alla cui sommit� stava Dio in persona e lei doveva prendere una decisione immediata: vivere nel mondo senza dolore, o tornare dal marito e dal suo bambino. Chiese allora al Signore di poter crescere suo figlio e in un mo�mento pot� tornare all'affetto dei suoi cari.
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UNA SCALA D'ARGENTO
Una giovane madre sfuggita miracolosamente alla morte per un parto difficoltoso, aveva visto, in stato di incoscienza, una scala argentata for�mata dalle braccia tese di una moltitudine di angeli che portava in cielo, alla cui sommit� stava Dio in persona e lei doveva prendere una decisione immediata: vivere nel mondo senza dolore, o tornare dal marito e dal suo bambino. Chiese allora al Signore di poter crescere suo figlio e in un mo�mento pot� tornare all'affetto dei suoi cari.
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:22:10
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MICHELE, L'ARCANGELO
Richard Philips a 14 anni viveva nel Minnesota in una vecchia casa colonica con i genitori. L'inverno del 1969 in quella zona al confine col Canada fu gelido e Richard si era gravemente ammalato. Una notte la sua anima lasci� il corpo e Richard si ritrov� su quella che oggi descrive come una piattaforma luminosa, allo stesso livello del soffitto. "Mentre salivo, mi sentivo avvolgere da una forza piacevole che respingeva altre forze malefiche intorno a me. Guardai in basso e vidi i miei genitori che piange�vano. A un tratto mi resi conto di sapere tutto. La mia conoscenza non aveva pi� limiti. In quel luogo bianco vidi uno sconosciuto, alto almeno due metri, che avanzava verso di me. Mi disse che era Michele l'arcangelo, venuto ad accogliermi. Incontrai qualcuno dei miei parenti gi� morti mio nonno che sembrava essere ancora giovane e felice e perfino il mio futuro fratello, che sarebbe nato solo quattro anni pi� tardi, oltre ad altri fratelli e sorelle morti ancor prima che nascessi, di cui non avevo mai saputo nulla. Mi augurai allora di poter incontrare anche Dio per fargli tutte le domande sulle ingiustizie del mondo e anche allora fui esaudito e mi fu risposto a proposito del libero arbitrio degli uomini. Poi chiesi di tornare dai miei genitori, dicendo di sentirmi ancora troppo giovane per morire e, una volta di pi�, il mio desiderio fu rispettato..." |
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:22:10
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MICHELE, L'ARCANGELO
Richard Philips a 14 anni viveva nel Minnesota in una vecchia casa colonica con i genitori. L'inverno del 1969 in quella zona al confine col Canada fu gelido e Richard si era gravemente ammalato. Una notte la sua anima lasci� il corpo e Richard si ritrov� su quella che oggi descrive come una piattaforma luminosa, allo stesso livello del soffitto. "Mentre salivo, mi sentivo avvolgere da una forza piacevole che respingeva altre forze malefiche intorno a me. Guardai in basso e vidi i miei genitori che piange�vano. A un tratto mi resi conto di sapere tutto. La mia conoscenza non aveva pi� limiti. In quel luogo bianco vidi uno sconosciuto, alto almeno due metri, che avanzava verso di me. Mi disse che era Michele l'arcangelo, venuto ad accogliermi. Incontrai qualcuno dei miei parenti gi� morti mio nonno che sembrava essere ancora giovane e felice e perfino il mio futuro fratello, che sarebbe nato solo quattro anni pi� tardi, oltre ad altri fratelli e sorelle morti ancor prima che nascessi, di cui non avevo mai saputo nulla. Mi augurai allora di poter incontrare anche Dio per fargli tutte le domande sulle ingiustizie del mondo e anche allora fui esaudito e mi fu risposto a proposito del libero arbitrio degli uomini. Poi chiesi di tornare dai miei genitori, dicendo di sentirmi ancora troppo giovane per morire e, una volta di pi�, il mio desiderio fu rispettato..." |
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:29:42
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UN VESTITO AZZURRO E UNA LUCE TUTTO INTORNO
Giorgia D. ha oggi 10 anni, vive coi genitori e la sorella a Pavullo, nel modenese, ed � una bambina come tante altre, se non fosse per il rapporto straordinario con il proprio angelo custode. Tale rapporto ha avuto inizio sette anni fa, allorch�, in un paio di occasioni, la piccola � stata salvata in modo inspiegabile da morte sicura. "Una volta" racconta suo padre "stava per essere investita da un'auto che invece le si blocc� a un centimetro di distanza. Un'altra cadde in una scarpata di montagna e, dopo un volo di diversi metri, fin� in piedi, come se nulla fosse stato". Delle percezioni di colui che Giorgia chiama �il suo amico�, la bimba parla in modo assoluta�mente naturale e coerente da sempre. Per lei la compagnia dell'angelo non � altro che una consuetudine. Di seguito, l'estratto di un'intervista cui Giorgia rispose un palo d'anni or sono.
Domanda: "Quante volte hai sentito la voce del tuo amico?"
Risposta: "Tante volte, anche quand'ero piccola".
Domanda: "Com'� questa voce?"
Risposta: "Come quella di pap�".
Domanda: "Che cosa ti dice per esempio?"
Risposta: "Quando litigo, mi dice di non farlo. Se sono agitata per la scuola, dice di stare tranquilla, di studiare, che non devo avere paura per�ch� andr� bene".
Domanda: "Il tuo amico viene sempre di sua iniziativa, o sei tu che lo chiami?"
Risposta: "A volte lo chiamo. Chiudo gli occhi e li spingo gi� con le mani. Lui allora viene subito".
Domanda: "Lo senti soltanto, o puoi anche vederlo?"
Risposta: "Di solito lo sento, per� qualche volta l'ho anche visto. La prima volta stavo litigando con mia sorella Giulia e lui mi � apparso e ha detto: - Lascia stare, cos� sei pi� buona di lei -. E io ho smesso".
Domanda: "E com'� questo tuo amico?"
Risposta: "Ha un vestito azzurro, lungo fino ai piedi, i capelli biondi, gli occhi azzurri o verdi. Ha le ali grandi e bianche, aperte. Intorno alla testa ha una luce e anche un po' intorno al corpo. E' pi� grande di me, � sempre allegro. Arriva all'improvviso, poi va via e io continuo a sentire la sua voce".
Domanda: "Lo vedi e lo senti anche quando sei con gli altri?"
Risposta: "Anche con gli altri. Durante la ricreazione, a scuola, se non so cosa fare, lo chiamo e parliamo insieme, ci diciamo delle cose..."
Domanda: "Tua sorella lo vede o lo sente?"
Risposta: "No. Quando le dico che con me c'� il mio amico, lei ha paura".
Domanda: "Quando � stata l'ultima volta che lo hai visto?"
Risposta: "Quando ho fatto la Comunione. E' apparso tra me e il sacer�dote e mi ha detto che era contento".
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UN VESTITO AZZURRO E UNA LUCE TUTTO INTORNO
Giorgia D. ha oggi 10 anni, vive coi genitori e la sorella a Pavullo, nel modenese, ed � una bambina come tante altre, se non fosse per il rapporto straordinario con il proprio angelo custode. Tale rapporto ha avuto inizio sette anni fa, allorch�, in un paio di occasioni, la piccola � stata salvata in modo inspiegabile da morte sicura. "Una volta" racconta suo padre "stava per essere investita da un'auto che invece le si blocc� a un centimetro di distanza. Un'altra cadde in una scarpata di montagna e, dopo un volo di diversi metri, fin� in piedi, come se nulla fosse stato". Delle percezioni di colui che Giorgia chiama �il suo amico�, la bimba parla in modo assoluta�mente naturale e coerente da sempre. Per lei la compagnia dell'angelo non � altro che una consuetudine. Di seguito, l'estratto di un'intervista cui Giorgia rispose un palo d'anni or sono.
Domanda: "Quante volte hai sentito la voce del tuo amico?"
Risposta: "Tante volte, anche quand'ero piccola".
Domanda: "Com'� questa voce?"
Risposta: "Come quella di pap�".
Domanda: "Che cosa ti dice per esempio?"
Risposta: "Quando litigo, mi dice di non farlo. Se sono agitata per la scuola, dice di stare tranquilla, di studiare, che non devo avere paura per�ch� andr� bene".
Domanda: "Il tuo amico viene sempre di sua iniziativa, o sei tu che lo chiami?"
Risposta: "A volte lo chiamo. Chiudo gli occhi e li spingo gi� con le mani. Lui allora viene subito".
Domanda: "Lo senti soltanto, o puoi anche vederlo?"
Risposta: "Di solito lo sento, per� qualche volta l'ho anche visto. La prima volta stavo litigando con mia sorella Giulia e lui mi � apparso e ha detto: - Lascia stare, cos� sei pi� buona di lei -. E io ho smesso".
Domanda: "E com'� questo tuo amico?"
Risposta: "Ha un vestito azzurro, lungo fino ai piedi, i capelli biondi, gli occhi azzurri o verdi. Ha le ali grandi e bianche, aperte. Intorno alla testa ha una luce e anche un po' intorno al corpo. E' pi� grande di me, � sempre allegro. Arriva all'improvviso, poi va via e io continuo a sentire la sua voce".
Domanda: "Lo vedi e lo senti anche quando sei con gli altri?"
Risposta: "Anche con gli altri. Durante la ricreazione, a scuola, se non so cosa fare, lo chiamo e parliamo insieme, ci diciamo delle cose..."
Domanda: "Tua sorella lo vede o lo sente?"
Risposta: "No. Quando le dico che con me c'� il mio amico, lei ha paura".
Domanda: "Quando � stata l'ultima volta che lo hai visto?"
Risposta: "Quando ho fatto la Comunione. E' apparso tra me e il sacer�dote e mi ha detto che era contento".
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:33:13
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AMICO DI UN'INFANZIA DIMENTICATA
Qualche minuto prima di morire, un'anziana signora, guardando il vuo�to di fronte a s� con espressione estasiata, esclam�: "Eccolo di nuovo qui!... Quando ero bambina lui mi stava sempre accanto. Avevo completamente dimenticato la sua esistenza!"
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AMICO DI UN'INFANZIA DIMENTICATA
Qualche minuto prima di morire, un'anziana signora, guardando il vuo�to di fronte a s� con espressione estasiata, esclam�: "Eccolo di nuovo qui!... Quando ero bambina lui mi stava sempre accanto. Avevo completamente dimenticato la sua esistenza!"
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:34:19
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GALLEGGIAVANO NELL'ARIA SPLENDENTI COME LAMPADINE
16 maggio 1986. A Cokeville, nel Wyoming (Usa) un forsennato si rin�chiude in una piccola scuola prendendo in ostaggio 156 bambini. Epilogo tragico: una bomba esplode proprio in mezzo agli allievi. La scuola crolla davanti agli sguardi increduli dei poliziotti. I ragazzini per� vengono estratti uno dopo l'altro dalle macerie completamente illesi. Nessuno di loro � stato ferito. Un miracolo? Evidentemente, almeno a giudicare dal racconto dei piccoli: "Degli esseri luminosi galleggiavano sopra le nostre teste. Era�no vestiti di bianco e splendevano come lampadine elettriche..."
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:34:19
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GALLEGGIAVANO NELL'ARIA SPLENDENTI COME LAMPADINE
16 maggio 1986. A Cokeville, nel Wyoming (Usa) un forsennato si rin�chiude in una piccola scuola prendendo in ostaggio 156 bambini. Epilogo tragico: una bomba esplode proprio in mezzo agli allievi. La scuola crolla davanti agli sguardi increduli dei poliziotti. I ragazzini per� vengono estratti uno dopo l'altro dalle macerie completamente illesi. Nessuno di loro � stato ferito. Un miracolo? Evidentemente, almeno a giudicare dal racconto dei piccoli: "Degli esseri luminosi galleggiavano sopra le nostre teste. Era�no vestiti di bianco e splendevano come lampadine elettriche..."
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