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FeniceRossa
Fenice Incandescente
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Ferrara
Citt�: Sant'Agostino
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:04:18
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IN VOLO
Un uomo sprofondato in stato d'incoscienza dopo una crisi cardiaca racconta oggi: "Non ero gi� pi� nella stanza quando mia moglie chiam� aiuto. Mi sembrava che un'infermiera mi avesse afferrato da dietro, per la cintola e mi trasportasse in volo per la citt�, ad altissima velocit�. Mi resi conto che non poteva trattarsi di un'infermiera quando, guardandomi i pie�di, vidi la punta di un'ala muoversi dietro di me. Ero certo che fosse un angelo. Dopo il volo, lei mi adagi� sulla strada di una citt� favolosa, con edifici scintillanti d'oro e argento e alberi a dir poco magnifici. Una luce meravigliosa illuminava il paesaggio. Vi incontrai mia madre, mio padre e mio fratello. Mentre cercavo di abbracciarli, l'angelo mi riport� in cielo. Non sapevo perch� non volesse lasciarmi dov'ero. Quando fummo prossi�mi alla linea dell'orizzonte, potei scorgere la citt� da cui eravamo partiti, riconobbi dall'alto l'ospedale e poco dopo mi ritrovai sospeso a osservare me stesso dall'alto, mentre i medici mi facevano il massaggio cardiaco. Prima di quest'esperienza ero ateo, ma non vedo come avrei potuto restarlo..."
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IN VOLO
Un uomo sprofondato in stato d'incoscienza dopo una crisi cardiaca racconta oggi: "Non ero gi� pi� nella stanza quando mia moglie chiam� aiuto. Mi sembrava che un'infermiera mi avesse afferrato da dietro, per la cintola e mi trasportasse in volo per la citt�, ad altissima velocit�. Mi resi conto che non poteva trattarsi di un'infermiera quando, guardandomi i pie�di, vidi la punta di un'ala muoversi dietro di me. Ero certo che fosse un angelo. Dopo il volo, lei mi adagi� sulla strada di una citt� favolosa, con edifici scintillanti d'oro e argento e alberi a dir poco magnifici. Una luce meravigliosa illuminava il paesaggio. Vi incontrai mia madre, mio padre e mio fratello. Mentre cercavo di abbracciarli, l'angelo mi riport� in cielo. Non sapevo perch� non volesse lasciarmi dov'ero. Quando fummo prossi�mi alla linea dell'orizzonte, potei scorgere la citt� da cui eravamo partiti, riconobbi dall'alto l'ospedale e poco dopo mi ritrovai sospeso a osservare me stesso dall'alto, mentre i medici mi facevano il massaggio cardiaco. Prima di quest'esperienza ero ateo, ma non vedo come avrei potuto restarlo..."
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:06:37
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IL MIO MERAVIGLIOSO AMICO
Il dottor Kenneth Ring riporta il caso di Robert H. ricoverato nel '79 in seguito a un pauroso incidente. Ecco i ricordi del sopravvissuto, "Ero nel tunnel e viaggiavo a un'incredibile velocit� verso una luce. Le pareti che stavo attraversando erano difficili da distinguere, ma osservando con at�tenzione, mi resi conto che si trattava di una massa di pianeti, masse solide offuscate dalla velocit� e dalla distanza. Sentivo anche un suono incredibi�le, come se tutte le grandi orchestre del mondo suonassero contemporane�amente. Non era una melodia, ma una musica forte, potente. Un suono rapido, mutevole, come qualcosa che non riesco a ricordare adesso ma che mi � parso familiare. All'improvviso ho avuto paura. Non avevo idea di dove mi trovassi, ero trasportato a una velocit� incredibile; non ero prepa�rato a nulla di simile pur avendo sempre avuto una vita avventurosa. Una presenza a quel punto mi soccorse, non fisicamente ma per telepatia. Era una presenza calma e dolce che mi disse di rilassarmi, che tutto andava bene. Quel pensiero ebbe un effetto immediato. Mi diressi verso l'immen�sa luce alla fine del tunnel, ma nell'istante in cui la penetrai, tutto divenne nero. La mia coscienza, semplicemente, era: Esistevo, ma senza provare alcuna sensazione. Una cosa assolutamente terrificante, che dur� un istan�te, o forse un'intera giornata. In seguito tutti i sensi cominciarono a ritor�nare in funzione e capii che provavo sensazioni unicamente positive. Non avevo pi� dolori, n� alcun disturbo mentale o fisico. C'era pace, armonia e luce dappertutto. Una luce meravigliosa, d'argento e verde. Percepivo sem�pre di pi� la sua presenza piena d'amore. Quando le mie sensazioni si riequilibrarono e mi sembr� che ci fossero voluti cent'anni giacch� in quel posto il tempo non esisteva, scoprii un essere seduto al mio fianco, con indosso un abito bianco. Era stato lui a confortarmi durante gli ultimi istanti del mio viaggio, lo capii istintivamente e continu� a rassicurarmi ancora. Sapevo che avrebbe potuto essere tutti gli amici che non avevo mai avuto e tutte le guide e i maestri di cui avrei potuto aver bisogno. Sapevo anche che sarebbe stato presente se avessi mai avuto bisogno di lui. Ma siccome aveva altri da sorvegliare, avrei dovuto prendere cura di me stesso come meglio potevo. Eravamo seduti fianco a fianco su una roccia, a strapiombo sul pi� bel paesaggio che avessi mai visto. I colori avevano dei toni che mi erano sconosciuti e il loro splendore superava qualsiasi sogno meraviglio�so. Era straordinariamente piacevole, c'era una pace assoluta, il mio amico mi conosceva e mi amava meglio di quanto avrei potuto conoscere e amare me stesso. Non ho mai sentito un tale senso di quiete e amore incondizio�nato. "E' veramente incredibile, vero?" esclam� riferendosi al panorama. Ero comodamente seduto con lui e contemplavamo il paesaggio avvolto in un silenzio indescrivibile. Disse ancora: "Pensavamo di averti perduto per un istante". Mentre ero immerso nella contemplazione di quel meraviglio�so paesaggio, il mio amico disse che era tempo di ripartire. Per quanto agitato, acconsentii. Immediatamente ci trovammo da un'altra parte, ad ascoltare degli angeli che cantavano la melodia pi� adorabile e straordina�ria che avessi mai sentito. Erano tutti identici, tutti bellissimi. Quando smisero di cantare, una di loro venne verso di me per accogliermi. Era bellissima ed io fui estremamente attirato da lei, ma capii che la mia ammi�razione poteva solo esprimersi in modo assolutamente non fisico, come se fossi un bambino. Ero imbarazzato dalla mia debolezza, ma non era gra�ve... Tutto veniva istantaneamente perdonato: Non avevo che certezze. Non mi andava di lasciare un luogo simile. La guida disse per� che dovevo andarmene ma che quel posto sarebbe stato sempre la mia casa e che ci sarei tornato in futuro. Gli dissi che non potevo tornare a quella vita laggi� dopo una simile esperienza, ma mi rispose che non avevo scelta, avevo ancora troppe cose da fare. Protestai, con il pretesto che le mie condizioni di vita erano diventate insopportabili. Ero terrorizzato al pensiero del dolo�re mentale e fisico che mi attendeva. Mi chiese di essere pi� preciso e mi ricordai di un difficilissimo periodo della mia vita; nel ripensarci provai esattamente le stesse emozioni di quell'epoca. Insopportabili. Lui per� fece un gesto e il dolore scomparve, sostituito da un sentimento d'amore e be�nessere. Ci� venne ripetuto per altre tappe dolorose della mia vita e il mio amico, alla fine mi fece capire che non si poteva discutere sul mio ritorno, le regole erano regole e bisognava rispettarle. In un attimo tutto scomparve e mi ritrovai nella sala rianimazione. Scoprii che quel viaggio non era du�rato pi� di 5 minuti...
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IL MIO MERAVIGLIOSO AMICO
Il dottor Kenneth Ring riporta il caso di Robert H. ricoverato nel '79 in seguito a un pauroso incidente. Ecco i ricordi del sopravvissuto, "Ero nel tunnel e viaggiavo a un'incredibile velocit� verso una luce. Le pareti che stavo attraversando erano difficili da distinguere, ma osservando con at�tenzione, mi resi conto che si trattava di una massa di pianeti, masse solide offuscate dalla velocit� e dalla distanza. Sentivo anche un suono incredibi�le, come se tutte le grandi orchestre del mondo suonassero contemporane�amente. Non era una melodia, ma una musica forte, potente. Un suono rapido, mutevole, come qualcosa che non riesco a ricordare adesso ma che mi � parso familiare. All'improvviso ho avuto paura. Non avevo idea di dove mi trovassi, ero trasportato a una velocit� incredibile; non ero prepa�rato a nulla di simile pur avendo sempre avuto una vita avventurosa. Una presenza a quel punto mi soccorse, non fisicamente ma per telepatia. Era una presenza calma e dolce che mi disse di rilassarmi, che tutto andava bene. Quel pensiero ebbe un effetto immediato. Mi diressi verso l'immen�sa luce alla fine del tunnel, ma nell'istante in cui la penetrai, tutto divenne nero. La mia coscienza, semplicemente, era: Esistevo, ma senza provare alcuna sensazione. Una cosa assolutamente terrificante, che dur� un istan�te, o forse un'intera giornata. In seguito tutti i sensi cominciarono a ritor�nare in funzione e capii che provavo sensazioni unicamente positive. Non avevo pi� dolori, n� alcun disturbo mentale o fisico. C'era pace, armonia e luce dappertutto. Una luce meravigliosa, d'argento e verde. Percepivo sem�pre di pi� la sua presenza piena d'amore. Quando le mie sensazioni si riequilibrarono e mi sembr� che ci fossero voluti cent'anni giacch� in quel posto il tempo non esisteva, scoprii un essere seduto al mio fianco, con indosso un abito bianco. Era stato lui a confortarmi durante gli ultimi istanti del mio viaggio, lo capii istintivamente e continu� a rassicurarmi ancora. Sapevo che avrebbe potuto essere tutti gli amici che non avevo mai avuto e tutte le guide e i maestri di cui avrei potuto aver bisogno. Sapevo anche che sarebbe stato presente se avessi mai avuto bisogno di lui. Ma siccome aveva altri da sorvegliare, avrei dovuto prendere cura di me stesso come meglio potevo. Eravamo seduti fianco a fianco su una roccia, a strapiombo sul pi� bel paesaggio che avessi mai visto. I colori avevano dei toni che mi erano sconosciuti e il loro splendore superava qualsiasi sogno meraviglio�so. Era straordinariamente piacevole, c'era una pace assoluta, il mio amico mi conosceva e mi amava meglio di quanto avrei potuto conoscere e amare me stesso. Non ho mai sentito un tale senso di quiete e amore incondizio�nato. "E' veramente incredibile, vero?" esclam� riferendosi al panorama. Ero comodamente seduto con lui e contemplavamo il paesaggio avvolto in un silenzio indescrivibile. Disse ancora: "Pensavamo di averti perduto per un istante". Mentre ero immerso nella contemplazione di quel meraviglio�so paesaggio, il mio amico disse che era tempo di ripartire. Per quanto agitato, acconsentii. Immediatamente ci trovammo da un'altra parte, ad ascoltare degli angeli che cantavano la melodia pi� adorabile e straordina�ria che avessi mai sentito. Erano tutti identici, tutti bellissimi. Quando smisero di cantare, una di loro venne verso di me per accogliermi. Era bellissima ed io fui estremamente attirato da lei, ma capii che la mia ammi�razione poteva solo esprimersi in modo assolutamente non fisico, come se fossi un bambino. Ero imbarazzato dalla mia debolezza, ma non era gra�ve... Tutto veniva istantaneamente perdonato: Non avevo che certezze. Non mi andava di lasciare un luogo simile. La guida disse per� che dovevo andarmene ma che quel posto sarebbe stato sempre la mia casa e che ci sarei tornato in futuro. Gli dissi che non potevo tornare a quella vita laggi� dopo una simile esperienza, ma mi rispose che non avevo scelta, avevo ancora troppe cose da fare. Protestai, con il pretesto che le mie condizioni di vita erano diventate insopportabili. Ero terrorizzato al pensiero del dolo�re mentale e fisico che mi attendeva. Mi chiese di essere pi� preciso e mi ricordai di un difficilissimo periodo della mia vita; nel ripensarci provai esattamente le stesse emozioni di quell'epoca. Insopportabili. Lui per� fece un gesto e il dolore scomparve, sostituito da un sentimento d'amore e be�nessere. Ci� venne ripetuto per altre tappe dolorose della mia vita e il mio amico, alla fine mi fece capire che non si poteva discutere sul mio ritorno, le regole erano regole e bisognava rispettarle. In un attimo tutto scomparve e mi ritrovai nella sala rianimazione. Scoprii che quel viaggio non era du�rato pi� di 5 minuti...
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:13:36
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QUELLA STRANA COMPLICIT�
All'alba di un mattino di giugno, nel '59, Glenn Perkins si sveglia di soprassalto dopo aver sognato che sua figlia ha bisogno di lui in ospedale. Alle 5 � gi� sul posto, ma � troppo tardi: Betty � gi� clinicamente morta. Precipitandosi sul corpo, l'uomo solleva il lenzuolo e ha l'agghiacciante conferma ai suoi sospetti. Sconvolto, si getta ai piedi del letto invocando il nome di Ges�. Nel frattempo sua figlia � altrove, "Mi sono svegliata in un paesaggio dolce e rassicurante ai piedi di una bellissima collina, ripida ma facile a scalarsi. Ero in stato di estasi, sovrastata da un immenso cielo blu senza nuvole. Non seguivo un sentiero, ma sapevo ugualmente dove stavo andando. Mi sono resa conto a un tratto di non essere sola. Alla mia sini�stra, un po' dietro, c'era una figura alta, dall'andatura mascolina con in�dosso un abito bianco, Mi chiedevo se fosse proprio un angelo e cercavo di vedere se aveva le ali. Mi sono accorta che poteva spostarsi ovunque, mol�to velocemente. Essere qui e l� contemporaneamente. Non parlavamo. In un certo senso non pareva necessario perch� andavamo nella stessa dire�zione. Mi sono resa conto che non mi era estraneo, che mi conosceva fin troppo bene e io provavo uno strano senso di complicit�. Dove ci eravamo gi� incontrati? Ci conoscevamo da sempre? Sembrava proprio cos�, anche se non riuscivo a ricordare... La comunicazione avveniva per proiezione di pensieri. Proprio quando siamo arrivati all'apice della collina ho sentito la voce di mio padre che invocava Ges�. Sembrava lontana. Ho pensato di fermarmi, ma sapevo che la mia meta era davanti a me. Giunsi alla soglia del paradiso e intravvidi la luce divina. L'angelo mi guard� e mi comunic� la domanda: "Vuoi entrare?" Mi chiedevo se avessi scelta. Anche se la tentazione di entrare era fortissima, esitavo... Questo bast� perch� tornassi indietro. Mio padre fu il primo a percepire il mio movimento sotto il len�zuolo...
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:13:36
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QUELLA STRANA COMPLICIT�
All'alba di un mattino di giugno, nel '59, Glenn Perkins si sveglia di soprassalto dopo aver sognato che sua figlia ha bisogno di lui in ospedale. Alle 5 � gi� sul posto, ma � troppo tardi: Betty � gi� clinicamente morta. Precipitandosi sul corpo, l'uomo solleva il lenzuolo e ha l'agghiacciante conferma ai suoi sospetti. Sconvolto, si getta ai piedi del letto invocando il nome di Ges�. Nel frattempo sua figlia � altrove, "Mi sono svegliata in un paesaggio dolce e rassicurante ai piedi di una bellissima collina, ripida ma facile a scalarsi. Ero in stato di estasi, sovrastata da un immenso cielo blu senza nuvole. Non seguivo un sentiero, ma sapevo ugualmente dove stavo andando. Mi sono resa conto a un tratto di non essere sola. Alla mia sini�stra, un po' dietro, c'era una figura alta, dall'andatura mascolina con in�dosso un abito bianco, Mi chiedevo se fosse proprio un angelo e cercavo di vedere se aveva le ali. Mi sono accorta che poteva spostarsi ovunque, mol�to velocemente. Essere qui e l� contemporaneamente. Non parlavamo. In un certo senso non pareva necessario perch� andavamo nella stessa dire�zione. Mi sono resa conto che non mi era estraneo, che mi conosceva fin troppo bene e io provavo uno strano senso di complicit�. Dove ci eravamo gi� incontrati? Ci conoscevamo da sempre? Sembrava proprio cos�, anche se non riuscivo a ricordare... La comunicazione avveniva per proiezione di pensieri. Proprio quando siamo arrivati all'apice della collina ho sentito la voce di mio padre che invocava Ges�. Sembrava lontana. Ho pensato di fermarmi, ma sapevo che la mia meta era davanti a me. Giunsi alla soglia del paradiso e intravvidi la luce divina. L'angelo mi guard� e mi comunic� la domanda: "Vuoi entrare?" Mi chiedevo se avessi scelta. Anche se la tentazione di entrare era fortissima, esitavo... Questo bast� perch� tornassi indietro. Mio padre fu il primo a percepire il mio movimento sotto il len�zuolo...
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:16:28
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SOPPESAVA I MIEI PENSIERI
Dopo un attacco cardiaco, un uomo originario del Tennessee racconta al cardiologo: "Appena uscito dal corpo mi sono sentito libero da ogni vincolo e in pace con me stesso, mi sembrava di stare benissimo. Guardai in basso e vidi i medici che si affannavano intorno al mio corpo, doman�dandomi perch� lo facessero. Poi venni avvolto da una nuvola scura, pas�sai in un tunnel e quando emersi dall'altra parte c'era una luce bianca dal dolce chiarore. Era mio fratello morto tre anni prima. Cercai di vedere cosa c'era alle sue spalle, ma lui non mi volle lasciar passare. Finalmente riuscii ugualmente a distinguere qualcosa: si trattava di un angelo splendente di luce. Mi sentii avvolgere dalla forza d'amore che sprigionava e capii subi�to che stava soppesando tutti i miei pensieri pi� intimi. Venni esaminato minuziosamente, nel pi� profondo del mio essere. Poi il mio corpo sobbal�z� e seppi che era giunto il momento di tornare sulla terra, richiamato da un massaggio cardiaco. Da quando mi sono ripreso, non ho pi� saputo che cosa significhi aver paura di morire".
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SOPPESAVA I MIEI PENSIERI
Dopo un attacco cardiaco, un uomo originario del Tennessee racconta al cardiologo: "Appena uscito dal corpo mi sono sentito libero da ogni vincolo e in pace con me stesso, mi sembrava di stare benissimo. Guardai in basso e vidi i medici che si affannavano intorno al mio corpo, doman�dandomi perch� lo facessero. Poi venni avvolto da una nuvola scura, pas�sai in un tunnel e quando emersi dall'altra parte c'era una luce bianca dal dolce chiarore. Era mio fratello morto tre anni prima. Cercai di vedere cosa c'era alle sue spalle, ma lui non mi volle lasciar passare. Finalmente riuscii ugualmente a distinguere qualcosa: si trattava di un angelo splendente di luce. Mi sentii avvolgere dalla forza d'amore che sprigionava e capii subi�to che stava soppesando tutti i miei pensieri pi� intimi. Venni esaminato minuziosamente, nel pi� profondo del mio essere. Poi il mio corpo sobbal�z� e seppi che era giunto il momento di tornare sulla terra, richiamato da un massaggio cardiaco. Da quando mi sono ripreso, non ho pi� saputo che cosa significhi aver paura di morire".
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:19:00
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PERCEPIVO LA SUA POTENZA
Febbraio 1967, un uomo viene aggredito e picchiato brutalmente per strada e perde i sensi, Ricorda di essersi trovato in sala operatoria "Ma ad un certo punto ho sentito una presenza luminosa, una specie di forza che mi trascinava e ho pensato di essere morto. Poi il buio, il tempo senza pi� valore. Non provavo alcuna sensazione. A un tratto una luce si � accesa e la�mia intera vita ha cominciato a passare in rassegna. Ogni pensiero, ogni parola, ogni gesto, dal momento in cui ancora giovanissimo avevo preso coscienza dell'esistenza di Dio. Fu un'esperienza incredibile proprio per�ch� dettagliatissima: Ho rivisto cose completamente dimenticate, azioni che non pensavo avessero significato. E, guardando quelle scene, era come riviverle di nuovo. Intanto percepivo la presenza di quella specie di poten�za ma senza mai vederla. Comunicavo con essa telepaticamente. Domandai chi fosse e chi fossi io. Rispose che era l'angelo della morte e aggiunse che la mia vita non era come avrebbe dovuto essere, ma che mi veniva concessa una seconda possibilit� e quindi dovevo tornare indietro..."
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Inserito il - 15/10/2008 : 17:19:00
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PERCEPIVO LA SUA POTENZA
Febbraio 1967, un uomo viene aggredito e picchiato brutalmente per strada e perde i sensi, Ricorda di essersi trovato in sala operatoria "Ma ad un certo punto ho sentito una presenza luminosa, una specie di forza che mi trascinava e ho pensato di essere morto. Poi il buio, il tempo senza pi� valore. Non provavo alcuna sensazione. A un tratto una luce si � accesa e la�mia intera vita ha cominciato a passare in rassegna. Ogni pensiero, ogni parola, ogni gesto, dal momento in cui ancora giovanissimo avevo preso coscienza dell'esistenza di Dio. Fu un'esperienza incredibile proprio per�ch� dettagliatissima: Ho rivisto cose completamente dimenticate, azioni che non pensavo avessero significato. E, guardando quelle scene, era come riviverle di nuovo. Intanto percepivo la presenza di quella specie di poten�za ma senza mai vederla. Comunicavo con essa telepaticamente. Domandai chi fosse e chi fossi io. Rispose che era l'angelo della morte e aggiunse che la mia vita non era come avrebbe dovuto essere, ma che mi veniva concessa una seconda possibilit� e quindi dovevo tornare indietro..."
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