| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| ayr |
Inserito il - 07/08/2011 : 15:05:10 Chiamatelo come volete...date al Male una fantasiosa personificazione pseudo-umana (Lucifero, Satana,etc.) immaginandolo con corna, coda e sguardo maligno, o identificatelo, a mio avviso pi� correttamente, con la "Negativit�" che pervade pi� o meno tutti noi, in quanto esseri imperfetti , soggetti all�errore e all'inganno.
Per quanto mi riguarda, ritengo che in ognuno di noi coesistano, in un conflitto di cui a volte non siamo neppure coscienti, sia il Bene che il Male. E il Male, per definizione "Grande Ingannatore", pu� suggerire pensieri, comportamenti ed azioni rivestite di logica, luce benevola, ma in realt� sottilmente oscure e devastanti.
Ci si rende conto di questo soltanto quando l'epilogo dei nostri pensieri e delle nostre azioni realizza fallimento, amarezza, sfiducia, negativismo, perdita di voglia di vivere o addirittura rinuncia alla Vita..con successivo rimpianto per ci� che abbiamo perduto. Di ci� che avremmo potuto essere o di ci� che avremmo potuto realizzare, se solo avessimo avuto un atteggiamento diverso. E nasce, in questo caso, un circolo vizioso per cui l�amarezza ed il negativismo lievitano dentro di noi� sempre di pi�, fino a quando un flash di consapevolezza non ci fa realizzare che siamo divenuti indifferenti, svogliati, rassegnati, cinici�in una parola, �cattivi�.
La stessa preghiera fine a s� stessa, la ripetizione meccanica delle preghiere apprese in et� infantile, non pu� avere che scarso significato. Preghiera significa soprattutto azione conforme al Dettato di Cristo, nel senso pi� ampio. Infatti ��. che giova se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede pu� salvarlo? La fede, se non ha le opere, � morta in s� stessa.� E ��Non chi dice �Signore, Signore� entrer� nel regno dei cieli, ma chi fa la volont� del Padre mio��
Pur non volendo sminuire il valore della vera preghiera ("chiuditi nella tua stanza e prega il Signore Dio tuo...") i connotati della vera religiosit� e del vero pensiero positivo, non contaminato da interferenze malevole, non possono prescindere anche dalle opere, da ci� che siamo tutti i giorni, da come ci poniamo nei confronti del prossimo, con serenit� e gioia di vivere anche davanti alle difficolt� e alle contrariet�.. soprattutto quando queste ci incalzano. Ed � questo il difficile...
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| 4 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le pi� recenti) |
| opale |
Inserito il - 08/08/2011 : 23:17:18 Molto di quello che facciamo in pensieri e opere verso il nostro prossimo, a volte non � semplicemente recepito,e non credo che la colpa se cosi la possiamo chiamare sia sempre nostra. Come diceva ayr il difficile sta nella contrariet� del capirsi non capirsi e alla lunga dove non si capisce la reale comprensione delle idee che proponiamo pu� stressarci ed indurci ad abbandonare il cammino intrapreso verso il prossimo. Superare queste difficolt�,richiede anche un momento di pausa,e di riflessioni(preghiere)che non stanchino le opere per cui abbiamo fede donare al prossimo. BUONE VACANZE A TUTTI Un abbraccio gg |
| ayr |
Inserito il - 08/08/2011 : 17:35:33 Intervengo al momento io, in attesa del Piccolo Principe (vedremo se � d�accordo)
Per chi � in contatto con entit� angeliche, non dovrebbe esserci necessit� di soccorso. Chi ha la fortuna di percepire il suo Angelo dovrebbe trovare non UNA risposta, ma �LE risposte�.
In quanto alla solitudine, ti dir� non si � mai soli, al massimo si pu� essere soli con s� stessi, con il proprio "IO". E la solitudine pu� apparentemente pesar poco, se la si pensa come Schopenhauer, che in un aforisma espresse il suo pensiero al riguardo: "Un uomo intelligente ha, nella solitudine, due vantaggi: primo, � in compagnia di s� stesso, secondo, non � in compagnia degli altri". Di questa frase, sprezzante e sofferente insieme, ho sempre sorriso, perch� dubito che Schopenhauer godesse davvero della solitudine. Come tutti sapete, la solitudine fu per lui una bandiera bianca, una resa nata dall�amara constatazione della pochezza e della meschinit� umana, non una libera, serena scelta. La solitudine la perseguiamo quando siamo delusi, feriti, stanchi (soprattutto stanchi) e diveniamo incapaci di amare chi, come il prossimo, perfetto non �. Quando manca lo slancio vitale di voler vivere davvero.
C�� poi sempre qualcuno che ci capisce, almeno un p�. Ma credo che il problema sia: lo vogliamo ascoltare, o quanto meno riflettere su ci� che ci dice...?
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| Aneres |
Inserito il - 07/08/2011 : 23:47:00 Citazione: Messaggio inserito da Piccolo Principe
Quando una persona sta male invece, l'azione � bloccata, e il buio predomina...
In questi casi serve il soccorso...
In che modo puo' arrivare il soccorso ,Piccolo Principe? O come trovarlo,per chi e' solo o non ha nessuno che lo capisca? |
| Piccolo Principe |
Inserito il - 07/08/2011 : 18:01:01 Concordo sull'azione... Ognuno secondo le proprie capacit� umilmente.
Quando una persona sta male invece, l'azione � bloccata, e il buio predomina...
In questi casi serve il soccorso... |
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